20/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Caduti 16 marines, di cui 5 giovani ufficiali, in una imboscata di Abu Sayyaf nell'isola di Basilan; per i guerriglieri si contano oltre 40 morti
di gianluca Ursini
 
Quasi 50 guerriglieri di Abu Sayyaf e 16 marines, di cui 5 giovani ufficiali alla prima missione dopo il Corso allievi: questo il bilancio di vittime ieri a Basilan nelle Filippine nella battaglia tra esercito e guerriglieri islamici, che ha visto i soldati di Manila conquistare una roccaforte ribelle nella foresta. Mentre prosegue l’offensiva lanciata in grande stile quasi due settimane or sono dall’esercito di Manila nell’estremo Sud del Paese, isola di Basilan, arriva la peggiore perdita in termini di uomini per i militari filippini dopo l’imboscata del 10 luglio ad Albarka (sempre Basilan) in cui persero la vita 14 marines, di cui 10 decapitati.
 
le bare degli ufficiali uccisiObiettivo Abu Sayyaf. Le manovre decise dalla presidentessa Gloria Macapagal Arroyo hanno portato a partire da domenica 12 agosto dai 3mila ai 5mila uomini nella piccola isola di Basilan a combattere il gruppo Abu Sayyaf, indipendentisti islamici che vogliono creare un sultanato islamico nella isola più a meridione dell’arcipelago; Mindanao è una provincia a maggioranza musulmana in un Paese per il resto cattolico. Abu Sayyaf è uno dei tre gruppi di indipendentisti islamici che combatte da oltre dieci anni il potere centrale; altri due, riconducibili al Fronte Moro islamico di Liberazione, hanno combattuto un conflitto per 30 anni e dal 2004 hanno trattato un armistizio. per un definitivo processo di pace i colloqui segreti sono reiniziati solo l'anno passato e dovrebbero avere una svolta la prossima settimana in Malesia ad un summit non ufficiale. Il MIlf (Fronte Moro) starebbe addirittura collaborando con Manila e avrebbe aiutato i militari a scovare nella vicina isola di Jolo un covo di Abu Sayyaf che ha portato alla cattura di 30 persone e al sequestro di una decina di mitra M-16.
Ad un gruppo di cani sciolti di Abu Sayyaf è stato attribuito il sequestro del missionario italiano padre Giancarlo Bossi, rimasto in mano ai suoi rapitori nella foresta di Zamboanga a Mindanao dal 10 giugno al 20 luglio scorso. Sulla vicenda pesa il sospetto del rilascio di una mezza dozzina di guerriglieri di Abu Sayyaf da una prigione di Manila, dopo il rilascio di Padre Bossi, ma i maggiori giornali filippini che indagano sulla vicenda non hanno ancora raccolto prove attendibili.
 
Un Mg 520 in azione a BasilanCome quaglie su un ramo per un cacciatore. Era da poco arrivato il proclama trionfale del generale a capo dell’offensiva, Juancho Sabban, che ha annunciato l’uccisione di oltre 40 ribelli islamici domenica nel corso di un’offensiva a Ukaya Pukan, Basilan. Poco dopo si è saputo dell’imboscata in cui sono morti i giovani militari inesperti. I marines che si erano avventurati in territorio Abu Sayyaf stavano ancora ultimando il loro periodo di addestramento presso l’Accademia ufficiali, e avrebbero contravvenuto agli ordini dei loro superiori per inoltrarsi nella foresta controllata dai ribelli islamici. “Hanno avuto disposizioni su come avvicinarsi e avevano come accompagnatori delle guide per condurli sul sentiero più arduo ma difficile da attaccare – li compiange il Maggiore Joel Maturan – ma hanno voluto tirare dritti per una strada più veloce. Lì sopra i guerriglieri avevano una postazione di mitragliatrici a 20 metri da loro. I miei ragazzi sono diventati come figurine per le esercitazioni al poligono di tiro per gli Abu Sayyaf”. Lo scoramento per la giovane età (e l’insufficiente addestramento) dei morti ha scioccato il Paese, tanto che su tutte le maggiori testate filippine (dal National Enquirer al Daily Tribune, al Manila Times) sono inziate le critiche alla campagna militare in grande stile lanciata dalla presidentessa contro AbuSayyaf nel fitto delle foreste tropicali. Soprattutto perchè si susseguono gli insuccessi militari: stamane è stato abbattuto un elicottero da battaglia MG-520, lanciando diversi sospetti sull'appropriatezza dell'addestramento impartito alle truppe lanciate nella maggiore offensiva dell'esercito di Manila in Mindanao.

Gianluca Ursini

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