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Obiettivo Abu Sayyaf. Le manovre decise dalla presidentessa Gloria Macapagal Arroyo hanno portato
a partire da domenica 12 agosto dai 3mila ai 5mila uomini nella piccola isola
di Basilan a combattere il gruppo Abu Sayyaf, indipendentisti islamici che vogliono
creare un sultanato islamico nella isola più a meridione dell’arcipelago; Mindanao
è una provincia a maggioranza musulmana in un Paese per il resto cattolico. Abu Sayyaf è uno dei tre gruppi di indipendentisti islamici che combatte da oltre dieci anni il potere centrale; altri due, riconducibili
al Fronte Moro islamico di Liberazione, hanno combattuto un conflitto per 30 anni
e dal 2004 hanno trattato un armistizio. per un definitivo processo di pace i
colloqui segreti sono reiniziati solo l'anno passato e dovrebbero avere una svolta
la prossima settimana in Malesia ad un summit non ufficiale. Il MIlf (Fronte Moro)
starebbe addirittura collaborando con Manila e avrebbe aiutato i militari a scovare
nella vicina isola di Jolo un covo di Abu Sayyaf che ha portato alla cattura di
30 persone e al sequestro di una decina di mitra M-16.
Come quaglie su un ramo per un cacciatore. Era da poco arrivato il proclama trionfale del generale a capo dell’offensiva,
Juancho Sabban, che ha annunciato l’uccisione di oltre 40 ribelli islamici domenica
nel corso di un’offensiva a Ukaya Pukan, Basilan. Poco dopo si è saputo dell’imboscata
in cui sono morti i giovani militari inesperti. I marines che si erano avventurati
in territorio Abu Sayyaf stavano ancora ultimando il loro periodo di addestramento
presso l’Accademia ufficiali, e avrebbero contravvenuto agli ordini dei loro superiori
per inoltrarsi nella foresta controllata dai ribelli islamici. “Hanno avuto disposizioni
su come avvicinarsi e avevano come accompagnatori delle guide per condurli sul
sentiero più arduo ma difficile da attaccare – li compiange il Maggiore Joel Maturan
– ma hanno voluto tirare dritti per una strada più veloce. Lì sopra i guerriglieri
avevano una postazione di mitragliatrici a 20 metri da loro. I miei ragazzi sono
diventati come figurine per le esercitazioni al poligono di tiro per gli Abu Sayyaf”.
Lo scoramento per la giovane età (e l’insufficiente addestramento) dei morti ha
scioccato il Paese, tanto che su tutte le maggiori testate filippine (dal National Enquirer al Daily Tribune, al Manila Times) sono inziate le critiche alla campagna militare in grande stile lanciata dalla
presidentessa contro AbuSayyaf nel fitto delle foreste tropicali. Soprattutto
perchè si susseguono gli insuccessi militari: stamane è stato abbattuto un elicottero
da battaglia MG-520, lanciando diversi sospetti sull'appropriatezza dell'addestramento
impartito alle truppe lanciate nella maggiore offensiva dell'esercito di Manila
in Mindanao.Gianluca Ursini
Parole chiave: Abu Sayyaf, Basilan, padre Bossi, guerriglieri islamici, Mindanao