Venezuela, il presidente Hugo Chavez presenta la sua proposta di riforma costituzionale. Timori e perplessità dall'opposizione
Nonostante i timori e le preoccupazioni dell'opposizione venezuelana il presidente
Hugo Chavez ha fatto quello che aveva promesso: ha presentato il progetto di modifica
della Costituzione.
Se le cose andranno in porto, Chavez, avrà la possibilità di presentarsi alle
elezioni presidenziali e essere rieletto tutte le volte che vuole.
Le reazioni. L'aveva detto e l'ha fatto. La Costituzione venezuelana, già riarrangiata nel
1999, subirà nuovamente delle modifiche. Tante e molto importanti le proposte
di riforma costituzionale che hanno fatto infuriare gli oppositori del governo
che hanno fatto sapere che se le riforme passeranno il presidente Chavez potrebbe
diventare un “leader vitalizio” e “abusare del potere” nelle sue mani.
Accuse rigettate immediatamente dallo stesso Chavez che nel suo discorso davanti
all'Assemblea Nazionale ha ribadito che “tutti sappiamo che non è così. Io dubito
che esista al mondo un altro paese con una democrazia più vitale di quella che
viviamo in Venezuela oggi”. Gli analisti politici venezuelani, e anche qualche
giurista, sarebbero perplessi davanti alle proposte presentate da Chavez: secondo
loro si starebbe per configurare una grande “frode costituzionale”.
Il dibattito, comunque, resta aperto anche se le speranze politiche dell'opposizione
sono nulle. Il parlamento venezuelano, infatti, è controllato al 100 percento
dalla coalizione che sostiene il leader bolivariano, che non avrà nessuna difficoltà
a far accettare le sue proposte.
Le proposte. Per prima cosa l'ex tenente colonnello vorrà mettere mano all'articolo 230 della
Costituzione, quello che stabilisce che il mandato del capo dello Stato duri 6
anni. La volontà di Chavez è quella di eliminare i limiti perchè sostiene “è la
sovranità popolare che deve decidere quanto tempo deve restare il suo rappresentante
a rappresentarli”. Ma questo discorso vale e varrà solo per il ruolo del presidente.
Il periodo di durata del mandato dei sindaci e dei governatori resterà invariato.
Altro aspetto fondamentale trattato nella proposta presidenziale è quello delle
firme utili per presentare un referendum “revocatorio”. Attualmente per presentare
il referendum servono il 20 percento delle firme della popolazione avente diritto
al voto. Con la proposta di Chavez il limite si innalza di 10 punti e passa dal
20 al 30 percento.
Ultimo punto della riforma costituzionale fortemente voluta da Chavez riguarda
il modello economico da perseguire. Basta con il capitalismo e via ad una nuova
fase storico economica che conduca il Paese verso il “socialismo del XXI secolo”.
Ma basta anche all'aiuto governativo nell'incentivare l'impresa privata: se la
riforma passerà sarà data la precedenza allo sviluppo e al potenziamento della
proprietà collettiva.
Si cambia? Ecco le regole. I cambiamenti alla costituzione, in Venezuela, sono assolutamente possibili.
E l'articolo 342 stabilisce le regole da seguire per poter apporre modifiche.
In primo luogo bisogna ricordare che le procedure da seguire sono tre. La prima
riguarda l'analisi del progetto nella sua totalità. Dopodichè il parlamento di
occuperà di controllare la proposta di riforma nello specifico e la terza fase
della discussione parlamentare discuterà la riforma articolo per articolo.
Per considerare approvata la riforma servono i voti di due terzi del parlamento.
Infine, una volta approvata dal parlamento la riforma dovrà essere sottoposta
a referendum popolare entro e non oltre i 30 giorni successivi dalla sua approvazione.
Secondo un semplice calcolo effettuato dall'Assemblea se i lavori di studio delle
modifiche alla Costituzione iniziassero nei prossimi giorni si potrebbe prevedere
che le procedure sarebbero completate entro gennaio 2008.