16/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Quattro camion bomba uccidono più di 400 persone nei pressi di Mosul. Una minoranza religiosa curda nel mirino
Anche se lo stillicidio quotidiano di attentati e massacri in Iraq non conosce sosta dal marzo del 2003, una strage come quella del 14 agosto scorso non si vedeva da un po'. Alla fine sono almeno 400 le vittime causate dall'esplosione simultanea di quattro camion carichi di tritolo nelle cittadine di Tal Uzair e di Khataniya, ad un centinaio di chilometri da Mosul, nell'Iraq settentrionale.
Si tratta del bilancio più pesante in un'unica azione terroristica coordinata dall'inizio della crisi irachena.


l'attentatoL'ennesima strage. Altre 200 persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, e si continua a scavare tra i detriti. Il bilancio delle vittime potrebbe quindi peggiorare. Obiettivo dell'ennesimo bagno di sangue in Iraq è stata, questa volta, una minoranza religiosa, gli Yazidi. Popolazione di etnia curda, praticano un culto preislamico, noto appunto come Yazidismo. Secondo stime di difficile verifica, sarebbero più io meno 500mila persone, concentrate in Iraq nella zona di Mosul e presenti anche in Siria, Turchia, Iran, Georgia, Armenia. Lo Yazidismo è presente in Medio Oriente da più di 4mila anni, ma dopo l'avvento dell'Islam la loro comunità fu spesso vittima di discriminazioni e persecuzioni, in quanto secondo una vulgata diffusa tra i musulmani adorerebbero il diavolo. Saddam Hussein, nella sanguinosa repressione dell'indipendentismo curdo che ha caratterizzato il suo regime, aveva costretto gli yazidi a prendere documenti che ne certificassero 'l'arabicità', per alterare gli equilibri demografici di città come Mosul e Kirkuk, caratterizzate dalla multietnicità, ma anche dalla presenza di ricchi giacimenti di petrolio. Crollato il regime nel 2003, gli yazidi chiesero il riconoscimento della loro etnia come gruppo curdo. Gli yazidi, dal 2003 a oggi, sono stati spesso vittima di attentati e persecuzioni da parte dei gruppi armati più fanatici, sia sciiti che sunniti. Secondo alcune fonti della stessa comunità, sarebbero migliaia gli yazidi rifugiatisi in Europa, 30mila dei quali nella sola Germania.

il simbolo sacro degli yazidiUn culto misterioso. La teoria dell'adorazione del diavolo nasce dal fatto che gli Yazidi venerano la figura di Malak Taus, un angelo dalle sembianze di un pavone caduto in disgrazia. Molti credono, erroneamente, che il loro nome derivi dal nome del califfo omayyade Yazid I, ma è invece più probabile che derivi dal persiano yazd, angelo. Gli yazidi chiamano loro stesso dasin.
Sono piuttosto diffidenti verso l'esterno, anche per timore delle persecuzioni subite, e la preghiera, che si effettua due volte al giorno in direzione del sole, non può essere recitata in presenza di estranei. Il mercoledì è il loro giorno sacro, mentre il sabato è il giorno di riposo. A dicembre vi è una festività di tre giorni, ma l'appuntamento più importante è il pellegrinaggio annuale che i fedeli compiono alla tomba di un santo Shaykh Adi', considerato una sorta di servo di Malak Taus. Le scritture sacre per lo yazudismo sono il Libro della Rivelazione e il Libro Nero. Quest'ultimo contiene alcuni precetti quali il divieto di mangiare lattuga o fagioli bianchi e il divieto di vestirsi di blu scuro.
Per i musulmani, secondo i quali non c'è altro dio al di fuori di Allah, i poteri attribuiti all'angelo Malak dagli yazidi rappresentano un'eresia, che devia i buoni fedeli dalla venerazione dell'unico dio. Gli Yazidi sono per il resto una comunità molto chiusa, che aborre i matrimoni intereligiosi. Ma questa riservatezza non è riuscita a tenerli lontani falla furia che, dal 2003 a oggi, ha ucciso almeno 76112 civili iracheni.

red

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