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L'ennesima strage. Altre 200
persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, e si continua a
scavare tra i detriti. Il bilancio delle vittime potrebbe quindi
peggiorare. Obiettivo dell'ennesimo bagno di sangue in Iraq è
stata, questa volta, una minoranza religiosa, gli Yazidi. Popolazione
di etnia curda, praticano un culto preislamico, noto appunto come
Yazidismo. Secondo stime di difficile verifica, sarebbero più
io meno 500mila persone, concentrate in Iraq nella zona di Mosul e
presenti anche in Siria, Turchia, Iran, Georgia, Armenia. Lo
Yazidismo è presente in Medio Oriente da più di 4mila
anni, ma dopo l'avvento dell'Islam la loro comunità fu spesso
vittima di discriminazioni e persecuzioni, in quanto secondo una
vulgata diffusa tra i musulmani adorerebbero il diavolo. Saddam
Hussein, nella sanguinosa repressione dell'indipendentismo curdo che
ha caratterizzato il suo regime, aveva costretto gli yazidi a
prendere documenti che ne certificassero 'l'arabicità', per
alterare gli equilibri demografici di città come Mosul e
Kirkuk, caratterizzate dalla multietnicità, ma anche dalla
presenza di ricchi giacimenti di petrolio. Crollato il regime nel
2003, gli yazidi chiesero il riconoscimento della loro etnia come
gruppo curdo. Gli yazidi, dal 2003 a oggi, sono stati spesso vittima
di attentati e persecuzioni da parte dei gruppi armati più
fanatici, sia sciiti che sunniti. Secondo alcune fonti della stessa
comunità, sarebbero migliaia gli yazidi rifugiatisi in Europa,
30mila dei quali nella sola Germania.
Un culto misterioso. La teoria
dell'adorazione del diavolo nasce dal fatto che gli Yazidi venerano
la figura di Malak Taus, un angelo dalle sembianze di un pavone
caduto in disgrazia. Molti credono, erroneamente, che il loro nome
derivi dal nome del califfo omayyade Yazid I, ma è invece più
probabile che derivi dal persiano yazd, angelo. Gli yazidi
chiamano loro stesso dasin. red