10/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Osservatore internazionale dei diritti umani e membro dell'associazione Carea
Scritto per noi da
Francesco Bertolucci

Permettere ai testimoni di poter deporre per far si che un genocidio non passi inosservato alla storia. E’ questo ciò che cerca di fare la coordinazione dell’accompagnamento internazionale nel Guatemala (meglio nota come Caig), in Guatemala. Coordinamento, del quale fanno parte svariate Ong di numerosi paesi europei e nordamericani, che fornisce una presenza internazionale fisica e imparziale del rispetto dei diritti umani e civili dei testimoni dei processi per crimini di guerra e genocidio, avvenuti durante gli anni della dittatura.
Iacopo Buonaguidi, è uno degli osservatori internazionali dei diritti umani facenti parte dell’associazione non governativa Carea di Berlino, membra del coordinamento Caig.

Quali sono gli obiettivi della vostra missione?
”L’obiettivo principale è la tutela dei diritti umani. Nello specifico, l’accompagnamento dei testimoni, ai processi contro i capi della dittatura, Romeo Lucas García e
José Efraín Ríos Montt, responsabili di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità nei loro governi tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta”.

Cosa può fare e cosa non può fare un osservatore dei diritti umani in Guatemala?
“Appena giunge sul posto, un osservatore è sottoposto ad un corso di ambientamento di una settimana. In esso, ti dicono cosa fare e cosa non fare. Anche un piccolo errore comportamentale può infatti pregiudicare il tuo lavoro e quello altrui. Un osservatore non deve assolutamente prestare soldi, non deve partecipare a questioni politiche, nè può dare medicinali. In sunto un osservatore è uno spettatore. Il suo lavoro consiste nell’accompagnare i testimoni dal villaggio al tribunale o alla capitale del distretto”.

Quanto può distare il tribunale dal villaggio?
“In genere, la distanza varia tra uno o due giorni di cammino. Nei casi più fortunati, mezza giornata”.

Si sente molto parlare delle efferatezze compiute dal generale Rìos Montt. Cosa ha fatto e chi lo ha chiamato in giudizio?
“La denuncia per genocidio nei confronti di Montt, è stata presentata dal Caldh (associazione Giustizia e riconciliazione del Centro di azione legale per i diritti umani) a nome di 22 comunità vittime di massacri. Tra 1982 e 1983 infatti, il generale José Efraìn Rìos Montt, arrivato al potere con un colpo di stato, è accusato di aver ordinato e compiuto più di 20.000 morti, in maggioranza indigeni Maya”.

Qual è la vita di un osservatore in missione?
“In un mese, l’osservatore deve stare tre settimane nel villaggio con le comunità prima di tornare brevemente nella capitale e farvi successivamente ritorno (una missione dura in genere 3-4 mesi). Durante il periodo vissuto nel villaggio, l’osservatore farà parte della comunità e vivrà con loro. La presenza dell’osservatore, il quale gira privo di armi, garantisce agli autoctoni di non incorrere in soprusi”.

È mai stato ucciso nessun osservatore?
“No. Le uniche persone uccise erano testimoni. Nessuno di loro però, è stata ucciso quando erano presenti gli osservatori”.

Com’è il viaggio e quali precauzioni dovete prendere?
“Si parte la notte di nascosto. Le testimonianze sono segrete e lo devono rimanere. L’osservatore, che ufficialmente fino a quel momento passa ai più per turista, non può scrivere il nome del testimone nemmeno su di un foglio, per paura di ritorsioni nei confronti di quest’ultimo. Nel villaggio infatti, chi è il testimone non si sa, così come resta segreta la sua identità anche ufficialmente (tranne che per il giudice del tribunale). Per mantenere l’incolumità del villaggio, non si deve sapere nemmeno a quale questi appartenga e nemmeno render noto il viso dell’osservatore poiché si potrebbe associare”.

Com’è la situazione nei villaggi?
“Vi è un grande tensione ed un clima di paura. A volte assassini e testimoni vivono nello stesso villaggio. Nel paese poi, si tende ad offuscare il processo. Si deve tener conto che il 45% degli aventi diritto al voto è un militare e che Montt, capolista della lista di estrema destra Frg (Frente Republicano Guatemalteco) appoggiato da svariati gruppi di potere tra le quali anche le immancabili multinazionali, si candiderà al congresso alle elezioni che avverranno a settembre, abbiamo detto tutto”.

Come pensate che si risolvano questi processi?
“La speranza è che verità e giustizia trionfino ma, per farlo, il mondo deve sapere e non lasciar solo il popolo guatemalteco”.