Secondo uno studio di settore, diminuiscono le rimesse dei messicani residenti negli Usa
Guai in vista per almeno 500 mila famiglie messicane. Secondo uno studio effettuato
dalla banca Interamericana per lo Sviluppo, che ha interpellato centinaia di immigrati,
(quasi tutti sono risultati clandestini) pare che le abitudini dei cittadini messicani
residenti negli Stati Uniti siano cambiate: le rimesse degli immigrati calano
in maniera sostanziosa
Rischi. Il rischio che decine di migliaia di famiglie messicane non possano usufruire
degli aiuti economici provenienti dalla terra dello zio Sam è alto e mette a repentaglio
l'esistenza di questi nuclei familiari.
I dati forniti dalla Banca Interamericana per lo Sviluppo mettono a confronto
le rimesse arrivate in Messico nel 2006 con quelle giunte fino a oggi. La differenza
che potrebbe sembrare irrisoria in effetti è importante. Se l'anno scorso il 71
percento degli immigrati inviava a casa denaro, quest'anno sarebbe solo il 64
percento a preoccuparsi della sorte dei parenti al di là del confine. I dati sono
generici ma se si entra nello specifico ci si accorge che in tre stati Usa, Pennsylvania,
Carolina del Nord e Georgia, dove l'immigrazione messicana è piuttosto recente,
la percentuale scende dall'80 al 56 percento. “Negli stati dove l'immigrazione
messicana è considerata una cosa nuova, quasi mezzo milione di cittadini ha evitato
di mandare soldi a casa” ha detto Donald Terry, amministratore del Fomin, Fondo
Multilateral de Inversiones, che ha aggiunto: “Questo significa che decine di
migliaia di persone in Messico hanno perso una fonte vitale di introiti economici”.
Strano, se consideriamo che il Messico è la dodicesima economia mondiale e che
negli ultimi anni ha visto il suo Prodotto Interno Lordo aumentare del 4,8 percento,
nonostante gli evidenti squilibri economici che attraversano il Paese da nord
a sud. Fatto sta che nel solo 2006 gli introiti giunti dalle rimesse degli immigrati
erano arrivati a 17,5 miliardi di dollari, una cifra seconda solo alle entrate
date dal petrolio.
Un Paese in cifre. Più di 105 milioni di abitanti, un Pil di circa 730 miliardi di dollari e un
reddito pro capite di circa 7 mila dollari, il Messico è membro dell'Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, l'organismo che unisce i 30
paesi più industrializzati al mondo. L'economia del Paese è rivolta soprattutto
verso Canada e Stati Uniti, membri insieme al Messico del Nafta (North America
Free Trade Agreement), anche se negli ultimi mesi il presidente Felipe Calderon
ha fatto sapere di voler diversificare il più possibile l'area di commercio.
Un altro dato interessante riguarda la differenza di tendenza fra le rimesse
in arrivo dagli Usa verso il Messico e quelle in arrivo verso i paesi del Centro
America, anche loro interessati da una cospicua immigrazione dei loro cittadini
verso gli Usa. A differenza dei dati snocciolati nello studio del Banco Interamericano de desarrollo la tendenza nei paesi centro americani, El
Salvador, Guatemala e Honduras su tutti, è in leggero aumento. Nei primi sei mesi
del 2007, infatti, vi è stato un aumento medio delle rimesse dell'11 percento.
Terry, però, ha fatto sapere che quella analizzata dal sondaggio potrebbe essere
una tendenza momentanea e che una nuova consultazione potrebbe essere effettuata
a partire dal 2008.