16/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo uno studio di settore, diminuiscono le rimesse dei messicani residenti negli Usa
Guai in vista per almeno 500 mila famiglie messicane. Secondo uno studio effettuato dalla banca Interamericana per lo Sviluppo, che ha interpellato centinaia di immigrati, (quasi tutti sono risultati clandestini) pare che le abitudini dei cittadini messicani residenti negli Stati Uniti siano cambiate: le rimesse degli immigrati calano in maniera sostanziosa

Dollari StatunitensiRischi. Il rischio che decine di migliaia di famiglie messicane non possano usufruire degli aiuti economici provenienti dalla terra dello zio Sam è alto e mette a repentaglio l'esistenza di questi nuclei familiari.
I dati forniti dalla Banca Interamericana per lo Sviluppo mettono a confronto le rimesse arrivate in Messico nel 2006 con quelle giunte fino a oggi. La differenza che potrebbe sembrare irrisoria in effetti è importante. Se l'anno scorso il 71 percento degli immigrati inviava a casa denaro, quest'anno sarebbe solo il 64 percento a preoccuparsi della sorte dei parenti al di là del confine. I dati sono generici ma se si entra nello specifico ci si accorge che in tre stati Usa, Pennsylvania, Carolina del Nord e Georgia, dove l'immigrazione messicana è piuttosto recente, la percentuale scende dall'80 al 56 percento. “Negli stati dove l'immigrazione messicana è considerata una cosa nuova, quasi mezzo milione di cittadini ha evitato di mandare soldi a casa” ha detto Donald Terry, amministratore del Fomin, Fondo Multilateral de Inversiones, che ha aggiunto: “Questo significa che decine di migliaia di persone in Messico hanno perso una fonte vitale di introiti economici”. Strano, se consideriamo che il Messico è la dodicesima economia mondiale e che negli ultimi anni ha visto il suo Prodotto Interno Lordo aumentare del 4,8 percento, nonostante gli evidenti squilibri economici che attraversano il Paese da nord a sud. Fatto sta che nel solo 2006 gli introiti giunti dalle rimesse degli immigrati erano arrivati a 17,5 miliardi di dollari, una cifra seconda solo alle entrate date dal petrolio.

Mappa del MessicoUn Paese in cifre. Più di 105 milioni di abitanti, un Pil di circa 730 miliardi di dollari e un reddito pro capite di circa 7 mila dollari, il Messico è membro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, l'organismo che unisce i 30 paesi più industrializzati al mondo. L'economia del Paese è rivolta soprattutto verso Canada e Stati Uniti, membri insieme al Messico del Nafta (North America Free Trade Agreement), anche se negli ultimi mesi il presidente Felipe Calderon ha fatto sapere di voler diversificare il più possibile l'area di commercio.
Un altro dato interessante riguarda la differenza di tendenza fra le rimesse in arrivo dagli Usa verso il Messico e quelle in arrivo verso i paesi del Centro America, anche loro interessati da una cospicua immigrazione dei loro cittadini verso gli Usa. A differenza dei dati snocciolati nello studio del Banco Interamericano de desarrollo la tendenza nei paesi centro americani, El Salvador, Guatemala e Honduras su tutti, è in leggero aumento. Nei primi sei mesi del 2007, infatti, vi è stato un aumento medio delle rimesse dell'11 percento. Terry, però, ha fatto sapere che quella analizzata dal sondaggio potrebbe essere una tendenza momentanea e che una nuova consultazione potrebbe essere effettuata a partire dal 2008.

Alessandro Grandi

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