stampa
invia
La denuncia. Nella causa, depositata mercoledì 8 agosto presso una corte federale di New York,
la J&J denuncia la Croce Rossa per aver violato un accordo che i due gruppi
stipularono nel 1895. L'intesa, secondo i documenti presentati dai legali della
compagnia, riconosceva il diritto esclusivo della J&J a utilizzare il simbolo
della croce greca come “marchio di fabbrica per prodotti chimici, chirurgici e
farmaceutici di qualsiasi tipo”. Per oltre un secolo, finché l'American Red Cross
si è limitata a usare il simbolo nelle sue attività umanitarie durante guerre
ed emergenze, la J&J non ha avuto niente da ridire. Ma nel 2004 la sezione
Usa dell'organizzazione internazionale ha iniziato a vendere prodotti sanitari
con il suo marchio: spazzolini, kit di primo soccorso, guanti igienici, cerotti.
La stessa tipologia di prodotti che la J&J caratterizza con la “sua” croce
rossa.
Le reazioni delle due parti. “Stiamo parlando di una deviazione da un accordo duraturo di collaborazione sull'uso
di questo marchio, e della loro decisione di commercializzarlo per profitto”,
ha detto un portavoce della J&J aggiungendo che la compagnia si dispiace di
essere arrivata alle vie legali. Oltre alla consegna dei prodotti dell'American
Red Cross ancora sugli scaffali, la J&J chiede che le vengano girati tutti
i profitti delle vendite avvenute finora. In un comunicato stampa, il presidente
della Croce Rossa statunitense Mark Everson ha definito “oscena” la richiesta
dell'azienda farmaceutica, e ha difeso la sua organizzazione spiegando che i proventi
derivanti da quei prodotti servono per finanziare le attività umanitarie.
L'accordo originario. L'uso del simbolo incriminato è conteso da fine Ottocento. La Croce Rossa americana
ha iniziato a usarlo dalla sua nascita, nel 1881. Ma solo nel 1900 è arrivato
il riconoscimento ufficiale del Congresso. Così, quando la Johnson&Johnson
iniziò a usare la croce rossa su alcuni suoi prodotti nel 1887, si venne a creare
una situazione ambigua. I due gruppi si accordarono otto anni dopo: a voi le attività
umanitarie, a noi i prodotti. Ora la J&J sostiene che “gestire un'impresa
commerciale o d'affari non è e non è mai stato uno degli scopi dell'American Red
Cross”. I tempi, evidentemente, sono cambiati. Starà al giudice decidere quanto.Alessandro Ursic