16/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un manuale di storia in Russia fa discutere e prepara Putin sulla strada per l'eternità
scritto per noi da
Andreaa Mihai
 
Il nuovo libro, “Una storia moderna della Russia, 1945 – 2006. Il manuale dei professori”, che dovrebbe servire come base per la stesura dei manuali scolastici, presenta la giusta storia, così vista dal capo dello stato russo, Vladimir Putin. Il nuovo manuale non offre solo giustificazioni per le azioni e i periodi più bui della storia russa, ma esalta anche la presenza del Premier russo e la sua discendenza ideologica dal suo nobile antenato: Josef Stalin.
 
vladimir putinUna visione parziale. Gli storici nemici, gli Stati Uniti, sono presentati come una nazione decisa ad isolare la Russia dai suoi vicini, prossima al suo “collasso finale” dovuto all’incapacità di gestire una popolazione troppo variata “etnicamente”. Collocando l’atteggiamento del Cremlino nel discorso più ampio del totalitarismo che fa di tutto per soffocare la libertà d’espressione, possiamo dire che il nuovo manuale non è altro che un passo avanti nel cammino tradizionale sovietico del culto della personalità. E quale metodo più efficace di manipolazione ideologica se non quello di cominciare ad inoculare le “giuste” idee dai banchi della scuola? La finalità del sistema educativo sembra più che mai essere non quella di “educare”, ma più che altro quella di creare piccoli cittadini con i giusti valori scelti, inevitabilmente, dai vincenti. Sicuramente, la differenza tra le due è fatta dalla propaganda sovietica che mira alla manipolazione della verità.
Il Cremlino giustifica il manuale sostenendo di offrire solo dei suggerimenti ai professori su come insegnare la storia russa in una luce positiva, così da trasmettere ai giovani sentimenti di orgoglio patriottico. La Grande Epurazione del 1937 diventa così una mossa necessaria nel cammino verso la gloria nazionale ed il collasso dell’Urss “la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo”. Lo stesso Putin è presentato come un salvatore della patria, responsabile di ogni riuscita russa dal 2000 ad oggi e come l’ideatore della Democrazia Sovrana (slogan usato frequentemente dal Cremlino), mentre Josef Stalin viene rappresentato come il “più apprezzato leader sovietico di tutti i tempi”. Ogni mossa della Russia è giustificata e presentata come una grande impresa politica, dal supporto al candidato ucraino Janukovich, allo smantellamento del colosso energetico Iukos e all’arresto del suo presidente, visto come “un messaggio per gli oligarchi di pagare le tasse, rispettare le leggi e di non mettere se stessi sopra al Governo”. Il Presidente stesso dichiarava che “noi non abbiamo altre pagine nere come, ad esempio, il nazismo”. L’iniziativa di Putin potrebbe rappresentare anche un tentativo disperato di resuscitare nella popolazione la speranza del passato glorioso, in vista di un presente più che scandaloso, ma arriva solo ad isolare ancor di più il popolo russo in un paese arcaico ed antagonistico. La capacità individuale di giudicare la storia è completamente sminuita, visto che il manuale offre ai professori e agli studenti la “bolla di pensiero” ufficiale su come commentare ed analizzare il proprio passato. Ma la trovata russa non è unica, anzi, è solo una delle tante che hanno cercato di “cosmetizzare” la propria storia.
 
stalinIl caso francese. Alla fine del 2006, dopo un periodo particolarmente scontroso per i rapporti con le comunità di immigrati, un nuovo scandalo colpisce la Francia. Mentre in una legge compare la richiesta ai professori di “riconoscere il carattere particolarmente positivo della presenza straniera della Francia all’estero e soprattutto nel Nord Africa”, in una nuova edizione del Dizionario Le Petit Robert, il colonialismo viene definito come “valorizzante, migliorante, sfruttando le risorse naturali” dei territori stranieri, giustificando così un’epoca gloriosa per i paesi colonizzatori, ma buia per le colonie.
 
Il caso israeliano. I manuali israeliani di storia hanno a lungo presentato la creazione di Israele soffermandosi sull’eroismo delle proprie truppe e catalogando l’esodo della popolazione palestinese come volontario. Il Ministro dell’Istruzione israeliano ha dichiarato lo scorso mese che il nuovo manuale di storia per l’anno 2008 conterrà, per la prima volta, una frase che presenterà anche la versione palestinese degli eventi del 1948: “Gli arabi chiamano la guerra al-Naqba, una guerra di catastrofe, perdite ed umiliazioni, mentre gli ebrei la chiamano Guerra di Indipendenza”. Tutto questo ha creato una controversia tra i vari gruppi politici israeliani sostenendo che l’Israele non deve scusarsi per la propria esistenza ed accusando i sostenitori di “iniettare con le proprie mani la propaganda araba” nelle scuole israeliane.
 
Il caso giapponese. Nel 2001, l’iniziativa giapponese di esonerare le atrocità storiche compiute durante la Seconda Guerra Mondiale dal proprio esercito, ha creato uno scandalo diplomatico tra la Cina, la Corea del Sud e del Nord e lo stesso Giappone. I libri glorificavano l’utilizzo delle donne asiatiche per “dar conforto” ai soldati giapponesi e presentavano il Massacro Nanjing dove 300.000 civili sono stati uccisi come “niente di simile ad un olocausto”, l’annessione “senza opposizione” della penisola coreana come “necessaria per la sicurezza giapponese” ed il dominio giapponese durante la guerra come preparatorio per i paesi asiatici in vista della liberazione dal colonialismo europeo. Il governo si è difeso rettificando 137 “incomprensioni” presenti nei testi e dichiarando che i manuali non rappresentano la visione ufficiale sui fatti, dato che il Giappone aveva già chiesto scuse ufficiali ai paesi asiatici.
Parole chiave: stalin, putin, russia
Categoria: Politica, Storia
Luogo: Russia