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Il 30 giugno scorso il partito aveva totalizzato il numero maggiore di seggi,
senza raggiungere, però, la maggioranza assoluta. Il presidente di Timor Est,
Ramon Horta, alleato di Xanana Gusmao, aveva messo fine nei giorni scorsi all'impasse
politica di oltre un mese, affidandogli il compito di formare il nuovo governo.
Il giuramento del nuovo esecutivo è previsto per domani. Il Fretilin, aveva ottenuto
21 voti su 66 nel parlamento monocamerale, mentre la formazione del nuovo premier,
Cnrt (Congresso nazionale per la ricostruzione), solo 18. Ma una coalizione con
due partiti minori ha permesso al futuro premier di raggiungere 37 seggi. Gli
scontri sono iniziati già ieri sera, con bande di sostenitori del Fretilin che
hanno bloccato le strade della capitale Dili. Per le strade il fuoco e il fumo
acre dei pneumatici incendiati, mentre l'ufficio dogane è stato dato alle fiamme.
I dirigenti del Fretilin non sono intenzionati a subire il nuovo governo e hanno
affermato più volte che il partito che ha ottenuto più seggi deve essere messo
in condizione di governare. Le proteste sono iniziate dopo che le dichiarazione
dell'ex primo ministro Mari Alkatiri. “Consideriamo la decisione del presidente
Horta politicamente illegale – ha detto il leader del partito – il prossimo governo
non avrà nessun appoggio da parte del Fretilin, perchè sarà un governo illegale”.
Angelo Miotto