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Il bilancio dei quattro tifoni che hanno devastato le Filippine fra la fine di
novembre e l’inizio di dicembre non è ancora chiuso. Ai morti, che superano il
migliaio, al numero altrettanto alto di feriti e agli oltre cinquecento dispersi
nel Nord-Est del Paese, bisogna aggiungere 3,6 milioni di persone minacciate dalla
possibile diffusione di malattie infettive, più facile e meno controllabile durante
emergenze umanitarie come questa.
“E’ stata una tragedia terribile e i suoi effetti sono sentiti ancora di più
in questo periodo, subito prima delle vacanze” afferma Jean-Marc Olivé, rappresentante
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nelle Filippine. “La priorità adesso, dal punto di vista dell’OMS, è salvaguardare
la salute dei superstiti e riabilitare i servizi di sanità pubblica”.
Epidemie in agguato. Chi è sopravvissuto deve fare i conti con la mancanza di acqua pulita e di attrezzature
sanitarie adeguate per far fronte a infezioni intestinali e respiratorie; inoltre,
le alluvioni hanno aumentato anche il rischio di epidemie di malaria. Sulla situazione
attuale, racconta a PeaceReporter Nerissa N. Dominguez, dell’OMS: “Ci sono solo
pochi casi di diarrea in entrambi i centri di evacuazione delle comunità colpite.
Ci sono pazienti con infezioni del tratto respiratorio, che ci si aspetta aumentino,
ma per il momento non abbiamo epidemie di morbillo e polmonite, malattie di solito
presenti nei centri di evacuazione. Vi sono pazienti con lesioni causate dalla
caduta di alberi, tronchi e dalla distruzione di case e di infrastrutture. Nei
centri di evacuazione sono stati allestiti ricoveri per i bambini insieme con
le loro famiglie e il Dipartimento della Salute la prendendo in considerazione
la necessità rapida di avere vaccini, in particolare contro il morbillo”.
Sotto l'acqua e il fango. Sono stati stimati danni alle strutture sanitarie pari a 1,1 milione di dollari
statunitensi. Le scorte di medicine e gli equipaggiamenti di base sono stati portati
via dall’acqua o rimasti sotto il fango: ciò che rimane non è sufficiente a coprire
i bisogni sempre maggiori dei superstiti, di cui devono essere tenute sotto controllo
anche le condizioni di nutrizione. Inoltre, il periodo di sospensione dell’elettricità
ha interrotto la catena del freddo necessaria per una buona conservazione dei
vaccini e di altri farmaci.
Il rischio di malaria. L’OMS, dietro richiesta del Dipartimento della Salute, si prepara a possibili
epidemie di malaria nelle regioni del Nord, calcolando, sulla base di precedenti
esperienze, la possibilità di avere 80 mila casi di infezione su una popolazione
di 200 mila filippini. Il programma di controllo della malaria del Dipartimento
della Salute ha raccolto scorte di insetticidi, zanzariere e attrezzature varie.
“Queste scorte includono test diagnostici rapidi e farmaci per il trattamento
di casi di malaria; sono adeguati per la gestione di una popolazione di circa
10 mila persone. In questo momento vi è carenza soltanto di pastiglie e di iniezioni
intramuscolari di chinino, necessarie per gestire i casi più gravi in ospedale”
conclude Dominguez.
Valeria Confalonieri