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Operazione Giustizia. La loro. Si chiamerà ‘’Oplan Katarungan’’ (Piano Operativo Giustizia) l’assedio alle
basi ribelli di Abu Sayaff lungo tutta l area dell’isola di Basilan: dai 3 ai
5mila marines agli ordini del generale Juancho Sabbas, oltre a un battaglione
(un migliaio) dell’Esercito e a compagnie speciali di Rangers e intelligence delle
Forze speciali della Marina. Nell’isola da una settimana è già stato bloccato
l’arrivo di ogni tipo di viveri e cibarie, per fare uscire allo scoperto i ribelli
alla macchia. Nella città di Musilo i militari sostengono di aver già intercettato
sacchi di riso destinati ai resistenti al macquis, come riporta il ‘National Enquirer’, maggior giornale indipendente di Manila. L’esercito ha fatto sapere che nessuna
notizia filtrerà durante le operazioni militari: zona off limits anche per i giornalisti, quindi: nessuno saprà nulla degli effetti delle incursioni
militari
Caccia all'islamico. Il governo ha intanto diramato la lista dei 127 sospettati per l’agguato del
10 luglio in Albarka, Basilan, in cui hanno perso la vita 14 marines, di cui 10
decapitati. Vi sono inclusi 15 sacerdoti e predicatori musulmani. Il Mufti centrale
di Isabela City (Basilan), Abdullah Hamja Uttu ha detto di voler verificare che
queste 15 persone siano effettivamente mufti in qualche moschea, o siano solo
dei predicatori sedicenti. Uttu presenterà anche un ricorso al Comitato provinciale
‘di crisi’ organismi istituito con le leggi speciali antiterrorismo, per evitare
che l'arrestare sacerdoti musulmani diventi un'abitudine per l’esercito. “Non
è una novità: qui dal 2001 con le nuove leggi antiterrorismo c’è l’abitudine da
parte dell’esercito di colpire i leader religiosi tacciandoli di terrorismo per
incarcerarli e condannarli senza un processo completo” dice il dottor Saladdin
Manar, il cui fratello Monir e il padre Manap, religiosi, sono stati arrestati
senza incriminazione nell’autunno 2001, quando Gloria Maracapal Arroyo lanciò
da Presidentessa la guerra al terrore. Nella lista attuale sono inclusi anche
militanti del Milf ‘Fronte Moro di Liberazione’, anche se tutti i sospetti dei
militari ultimamente si sono concentrati contro il gruppo Abu Sayaff, anche per
gli sforzi dimostrati dal Milf verso la liberazione di Padre Bossi il 19 luglio
scorso, e per l’intenzione dimostrata dall’autunno scorso di arrivare ad una pace
duratura con il governo centrale.
Il disastro annunciato. Intanto il Comitato Nazionale Disastri (la Protezione civile filippina) sotto
la guida del generale in ritiro Glenn Rabonza si è riunito nella capitale amministrativa
dell’isola Zamboanga, insieme con i rappresentanti dell’amministrazione locale
e delle isole di Sulu e Basilan, in vista del probabile fuggi fuggi di civili
da Basilan a seguito dell’offensiva militare. Il generale ha detto che il ministero
dell’Interno sta “prendendo le misure necessarie” ad accogliere eventuali rifugiati
dell’antiterrorismo. Senza specificare se si tratti di tende o altro tipo di ricovero;
un accenno vago ad eventuali campi di rifugio per chi scapperà dalla Guerra al
Terrore, come già avviene ad altre latitudini da anni.Gianluca Ursini
Parole chiave: Basilan, Fronte Moro liberazione, Abu Sayaff, Ursini