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Responsabilità nazionale.
Il gran mufti Mohammed Rashid Qabbani ha invitato la sua gente a
votare per adempere alle loro “responsabilità nazionali”,
e anche il partiarca maronita, Nasrallah Sfeir, ha ricordato alla sua
gente che partecipare alle elezioni è “un loro diritto
legittimo”. La circoscrizione più in bilico era quella di
Metn, a nord di Beirut, dove si sfidavano il candidato del Free
Patriotic Movement di Michel Aoun, Camil Khoury, e l'ex presidente
Amin Gemayel, padre di Pierre, ucciso lo scorso novembre in un
attentato. Un cristiano maronita contro un cristiano maronita dunque,
uno con l'opposizione guidata da Hezbollah e l'altro alleato del
governo di Saad Hariri. Due fazioni, quelle di Aoun e Gemayel, che in
passato sono state protagoniste di violenti scontri. Una tensione
latente che si sentiva anche nei giorni scorsi e che ha spinto le
autorità a imporre strette misure di sicurezza, tra cui
persino il congelamento dell'emissione di licenze di porto d'armi. La
circoscrizione di Metn era tappezzata di poster di Amin Gemayel e
molta gente, prima di recarsi alle urne, ha fatto visita al cimitero
per deporre rose bianche sulla tomba di Pierre.
Risultati. Alla fine della
giornata, il ministro dell'Interno, Hassan Sabei, ha annunciato la
vittoria di Kamil Khouri con il 46 percento delle preferenze. Un
margine risicato che ha fatto gridare alla vittoria anche i
sostenitori di Gemayel, secondo cui il risultato è un ottima
piattaforma per l'elezione, del presidente. Tradizionalmente infatti,
il presidente del Libano è un cristiano maronita e, a
settembre, a contendersi la carica di Emile Lahoud saranno proprio il
generale Aoun e Amin Gemayel. Quest'ultimo già presidente dal
1982 al 1988. L'attuale presidente, Lahoud, che nel 2004 ha visto
rinnovato il suo mandato grazie all'ingerenza politica della Siria, è
un alleato di Hezbollah. Lahoud ha definito incostituzionale la
consultazione e Nabih Berri, suo alleato e presidente del parlamento,
ha dichiarato che non ne riconoscerà il risultato. L'altro
seggio per cui si votava era quello di Walid Eido, ucciso lo scorso
giugno a Beirut. Qui il candidato della maggioranza era Mohammed al
Amin Itani, che ha avuto campo libero perché l'opposizione
guidata da Hezbollah non ha proposto alcun concorrente. Naoki Tomasini