06/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Eletti i sostituti di Gemayel e Eido, ma la vera competizione è per la presidenza
Nonostante gli attentati e la crisi che soffoca da mesi il Libano, la politica non si ferma. Domenica, tra grandi misure di sicurezza, accuse e proclami, si è svolto il turno supplettivo delle elezioni parlamentari per sostituire due parlamentari uccisi nei mesi scorsi, Pierre Gemayel e Walid Eido. La cosultazione ha riguardato solo le circoscrizioni dei due ex parlamentari della maggioranza cosiddetta anti-siriana, ma la competizione ha coinvolto l'intero paese, anche perchè, sotto traccia, il voto era anche un sondaggio su chi sarà il prossimo presidente.

Sostenitori di Amin GemayelResponsabilità nazionale. Il gran mufti Mohammed Rashid Qabbani ha invitato la sua gente a votare per adempere alle loro “responsabilità nazionali”, e anche il partiarca maronita, Nasrallah Sfeir, ha ricordato alla sua gente che partecipare alle elezioni è “un loro diritto legittimo”. La circoscrizione più in bilico era quella di Metn, a nord di Beirut, dove si sfidavano il candidato del Free Patriotic Movement di Michel Aoun, Camil Khoury, e l'ex presidente Amin Gemayel, padre di Pierre, ucciso lo scorso novembre in un attentato. Un cristiano maronita contro un cristiano maronita dunque, uno con l'opposizione guidata da Hezbollah e l'altro alleato del governo di Saad Hariri. Due fazioni, quelle di Aoun e Gemayel, che in passato sono state protagoniste di violenti scontri. Una tensione latente che si sentiva anche nei giorni scorsi e che ha spinto le autorità a imporre strette misure di sicurezza, tra cui persino il congelamento dell'emissione di licenze di porto d'armi. La circoscrizione di Metn era tappezzata di poster di Amin Gemayel e molta gente, prima di recarsi alle urne, ha fatto visita al cimitero per deporre rose bianche sulla tomba di Pierre.

Sostenitrici di AounRisultati. Alla fine della giornata, il ministro dell'Interno, Hassan Sabei, ha annunciato la vittoria di Kamil Khouri con il 46 percento delle preferenze. Un margine risicato che ha fatto gridare alla vittoria anche i sostenitori di Gemayel, secondo cui il risultato è un ottima piattaforma per l'elezione, del presidente. Tradizionalmente infatti, il presidente del Libano è un cristiano maronita e, a settembre, a contendersi la carica di Emile Lahoud saranno proprio il generale Aoun e Amin Gemayel. Quest'ultimo già presidente dal 1982 al 1988. L'attuale presidente, Lahoud, che nel 2004 ha visto rinnovato il suo mandato grazie all'ingerenza politica della Siria, è un alleato di Hezbollah. Lahoud ha definito incostituzionale la consultazione e Nabih Berri, suo alleato e presidente del parlamento, ha dichiarato che non ne riconoscerà il risultato. L'altro seggio per cui si votava era quello di Walid Eido, ucciso lo scorso giugno a Beirut. Qui il candidato della maggioranza era Mohammed al Amin Itani, che ha avuto campo libero perché l'opposizione guidata da Hezbollah non ha proposto alcun concorrente.
 

Naoki Tomasini

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