04/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La Francia vende armi alla Libia, subito dopo il lieto fine per le infermiere bulgare
Dieci giorni fa la trionfale missione libica di Monsieur Sarkozy e signora, per riportare a casa le sei infermiere bulgare e il medico palestinese condannati a morte. Ora una cospicua fornitura di armi, la prima dopo la revoca dell'embargo internazionale al regime di Muhammar Gheddafi. C'è un legame tra i due eventi? Il figlio del colonnello lo ha ammesso candidamente, il presidente francese nega, il leader dell'opposizione a Parigi vuole un'inchiesta parlamentare per appurare i fatti. Dovunque stia la verità, la vendita di missili e radio militari a Tripoli conferma che la Libia, fino a qualche anno fa considerata uno sponsor del terrorismo internazionale, è di nuovo un soggetto con cui fare affari.

Il lancio di un missile anticarro Milano, del tipo venduto alla LibiaL'accordo. Venerdì 3 agosto la Eads – il colosso aerospaziale europeo nato dalla fusione tra compagnie francesi, spagnole e tedesche – ha confermato la vendita alla Libia, per 168 milioni di euro, di missili anticarro “Milano” da parte della sua controllata Mbda, una joint venture tra la Eads, la britannica Bae Systems e l'italiana Finmeccanica. Un secondo contratto da 128 milioni di euro per la vendita di sistemi avanzati di comunicazione militare “è in corso di finalizzazione”, ha aggiunto il comunicato della compagnia. Secondo la Eads, l'accordo è arrivato dopo un anno e mezzo di trattative, concluse con una stretta finale iniziata lo scorso giugno.

Nuovi affari. Tutta iniziativa privata, o c'è la mano del governo francese? Se anche così fosse, sarebbe legale: l'Unione Europea ha tolto l'embargo alla fornitura di armi alla Libia nell'ottobre 2004, dopo che Gheddafi accettò di risarcire i parenti delle vittime dell'attentato di Lockerbie nel 1988, quando un aereo di linea statunitense precipitò uccidendo 270 persone. In un'intervista concessa a Le Monde Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del colonnello, ha ammesso che la soluzione della vicenda delle infermiere bulgare ha spianato la strada all'affare tra Parigi e Tripoli, accennando anche a operazioni militari congiunte. Soprattutto, il giovane Gheddafi ha affermato che la Francia ha accettato di risarcire, con 338 milioni di euro, le famiglie dei bambini libici che hanno contratto il virus Hiv nell'ospedale dove lavoravano le infermiere bulgare. “Non so dove abbiano trovato i soldi”, ha detto.

Nicolas Sarkozy e Muhammar GheddafiLe polemiche. Sarkozy ha negato qualsiasi correlazione tra la liberazione delle infermiere e la vendita di armi, anche se un suo portavoce ha concesso che il blitz libico del presidente francese ha “accelerato le cose a vantaggio delle compagnie francesi”. Ma nonostante il colonnello abbia fatto mea culpa per rilanciarsi a livello internazionale, fare affari con lui per molti rimane tabù. Il leader dei socialisti francesi, Francois Hollande, vuole vederci chiaro e non accetta il fatto che ora Gheddafi sia un interlocutore degno. “Se non c'è stato nessuno scambio, nessun baratto, perché è stato firmato un accordo militare con il regime di Gheddafi, un ex 'stato canaglia' responsabile di atti di terrorismo?”, ha detto Hollande. Per il ministro della difesa, Hervé Morin, queste critiche costituiscono una “procedura sistematica per demolire un vero successo diplomatico francese”. E comunque sia, ha aggiunto Morin, il beneplacito all'accordo fu dato lo scorso febbraio dall'allora presidente Jacques Chirac. Se è vero, Sarkozy è passato presto al sodo.

Alessandro Ursic

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