03/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Thailandia del sud: separatisti islamici malesi sempre più agguerriti
Attentato contro i militari thailandesiProvincia meridionale di Yala, roccaforte della guerriglia separatista islamica malese. Una decina di soldati rastrellano un villaggio del distretto di Bannang Sata alla ricerca di una cellula guerrigliera ritenuta responsabile dell’uccisione, lo scorso giugno, di sette soldati. Qualcuno spara contro i soldati: ne segue uno scontro a fuoco che dura per un’ora. Alla fine sul terreno rimangono cinque presunti ribelli.
Nelle stesse ore, nel distretto di Raman, quattro soldati in moto pattugliano un tratto della ferrovia: dalla giungla parte una raffica di colpi di mitra che uccide due militari.
Contemporaneamente, nella vicina provincia di Narathiwat due civili sono stati freddati in un agguato e un altro civile è morto nell’esplosione di una bomba in un mercato.
La prima giornata di agosto si è conclusa con un’altra bomba scoppiata in una guardiola della polizia nella confinante provincia di Songkhla: un agente è morto e nove sono rimasti feriti.
 
Soldati feriti da una bombaUn conflitto in escalation. Undici morti in un giorno. Trecento dall’inizio dell’anno. Oltre 2.300 dall’inizio dell’insurrezione armata che dal 2004 insanguina le province meridionali della penisola thailandese al confine con la Malesia: province abitate dalla minoranza malese di religione musulmana che fino a un secolo fa facevano parte del sultanato islamico di Pattani, diviso in due dal confine tracciato sulle mappe dai colonialisti britannici.
Gli oltre 400 arresti di presunti ribelli effettuati da esercito e polizia negli ultimi mesi non hanno fermato la drammatica escalation di violenza, sempre più diretta verso le forze di sicurezza governative. Fino a pochi mesi fa le vittime erano principalmente civili, sia buddisti che musulmani, uccisi in agguati e attentati senza senso, apparentemente volti solo a seminare paura. Ora invece le bombe e le imboscate dei guerriglieri uccidono sempre più soldati e poliziotti.
 
MappaChi sono questi ribelli? Dietro questo sempre più sanguinoso conflitto c’è un piccolo ma agguerrito movimento armato, il Runda Kumpalan Kecil (Rkk), che in malese significa Piccolo Gruppo di Ronda. Guidato da Rorhing Ahsong, detto Ustaz Rorhing, cioè Maestro Rorhing.
L’Rkk è il braccio armato del Barisan Revolusi Nasional (Brn), ovvero il Fronte Nazionale Rivoluzionario: uno dei più radicati movimenti indipendentisti che fin dagli anni ’70 lotta per l’indipendenza delle province islamiche malesi dal governo di Bangkok e per la creazione di uno Stato islamico indipendente.
Secondo il governo thailandese, l’Rkk avrebbe legami con la Jemaah Islamiyah (Ji), considerato il braccio di Al-Qaeda nel sud-est asiatico.
 

Enrico Piovesana

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