Il presidente argentino Nestor Kirchner coglie l'occasione durante la sua visita in Messico e critica il muro voluto dagli Usa per difendersi dall'invasione di immigrati clandestini
Il presidente argentino Kirchner durante la sua visita in Messico definisce il
muro di frontiera “vergognoso” e lancia un appello in favore del dialogo e della
pace fra i popoli.
Una speciale task force di specialisti sostiene che la barriera comprometta anche
la biodiversità dell'area, ricca di flora e fauna.
Kirchner e il muro. Non si è fatto pregare, non ha aspettato che qualcuno lo indirizzasse per il
verso giusto. Il presidente argentino Nestor Kirchner durante la sua visita in
Messico che terminerà oggi, ha voluto dire la sua sul muro che delimita la frontiera
fra Messico e Stati Uniti. “E' vero oltraggio per tutti i popoli dell'America
Latina” ha puntualizzato il peronista Kirchner che anche in questa circostanza
ha dimostrato di voler lavorare a fondo per l'integrazione regionale latinoamericana.
Impegnato in un dsicorso ufficiale davanti a decine di rappresentanti del Senato
messicano, il leader argentino ha chiesto simbolicamente all'amministrazione di
Washington di riflettere a fondo sull'opportunità di continuare nei lavori di
costruzione di quello che ha definito senza paura “il muro della vergogna”. E
non ha nemmeno perso l'occasione per sottolineare le evidente differenze fra il
suo pensiero di mondo e quello, facilmente presumibile, dei nordamericani. “Il
mondo deve andare avanti per altri tipi di cammino – ha detto Kirchner – che sono
quelli della pace, della conciliazione, della convergenza e del rispetto delle
diversità. Per andare avanti servono migliori relazioni bilaterali e il rispetto
a tutte le nazioni del mondo”. Chiari i riferimenti alla guerra in Iraq portata
avanti ormai da anni dagli Usa che ha giù causato più di 3.500 morti fra i soldati
dello zio Sam e circa 655 mila vittime irachene nel loro totale.
L'aspetto ecologico. La barriera fra i due stati, voluta dall'ex presidente Usa Bill Clinton e visibilmente
apprezzata anche dall'attuale presidente rientrava nell'ottica del progetto “Gatekeeper”
o “Operacion Guardian” che mirava, fra le altre cose, a bloccare drasticamente
l'immigrazione clandestina proveniente da tutto il centro e sud America via Messico.
Oggi il problema immigrazione non è stato risolto, si calcola che dal 1994 non
sia mai diminuito il numero di persone che entra senza documenti negli Usa, ma
altri questioni si affacciano lungo la linea di confine. Il più attuale e forse
il più importante riguarda l'aspetto ecologico del muro.
Uno studio realizzato da più di 50 specialisti (gran parte dei quali statunitensi)
avrebbe messo in luce gli aspetti inquinanti e fortemente deleteri della presenza
del muro tanto che il governo di Città del Messico potrebbe decidere di portare
la questione davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja. Secondo
gli studiosi, infatti, la presenza della barriera artificiale presente in un'area
di circa 100 mila chilometri quadrati metterebbe a rischio la vita di innumerevoli
specie animali, come l'orso nero messicano e il giaguaro che già sono specie in
serio pericolo d'estinzione. Ma, prima di ricorrere a queste misure estreme il
governo messicano è disposto a analizzare anche altre ipotesi. Ad esempio si pensa
alla costruzione di un corridoio ecologico che non sia in alcun modo utilizzabile
dai clandestini e dai loro sfruttatori.
“Il muro in costruzione pone in serio pericolo l'ecosistema che si dividono i
due paesi e le specie animali che lo abitano”, dice Juan Rafael Elvira dalla segreteria
del ministero dell'Ambiente messicano.
La frontiera sud. Forse per spostare l'attenzione su nuovi obiettivi, forse per far vedere che
i controlli di polizia funzionano bene, dalla frontiera sud del Messico con il
Guatemala giungono notizie inquietanti. Decine di immigrati irregolari provenienti
da ogni angolo del centroamerica sono stati scoperti all'interno di camion che
transitavano la frontiera. Per una cifra che si aggira fra i 3 e i 6 mila dollari
i clandestini credono di comprarsi un nuovo stile di vita che li possa condurre
con facilità alla conquista dell'american dream. Ma non sempre tutto funziona per il verso giusto e ci si ritrova a dover tristemente
fare il conteggio delle vittime di quello che è considerato uno dei traffici più
redditizi per le organizzazioni malavitose presenti in sudamerica. Nelle ultime
settimane, infatti, più di 300 clandestini sono stati “scoperti” mentre tentavano
di entrare clandestinamente in Messico. Erano quasi tutti in condizioni di salute
pessime.