01/08/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente argentino Nestor Kirchner coglie l'occasione durante la sua visita in Messico e critica il muro voluto dagli Usa per difendersi dall'invasione di immigrati clandestini
Il presidente argentino Kirchner durante la sua visita in Messico definisce il muro di frontiera “vergognoso” e lancia un appello in favore del dialogo e della pace fra i popoli.
Una speciale task force di specialisti sostiene che la barriera comprometta anche la biodiversità dell'area, ricca di flora e fauna.

Clandestini lungo la frontieraKirchner e il muro. Non si è fatto pregare, non ha aspettato che qualcuno lo indirizzasse per il verso giusto. Il presidente argentino Nestor Kirchner durante la sua visita in Messico che terminerà oggi, ha voluto dire la sua sul muro che delimita la frontiera fra Messico e Stati Uniti. “E' vero oltraggio per tutti i popoli dell'America Latina” ha puntualizzato il peronista Kirchner che anche in questa circostanza ha dimostrato di voler lavorare a fondo per l'integrazione regionale latinoamericana.
Impegnato in un dsicorso ufficiale davanti a decine di rappresentanti del Senato messicano, il leader argentino ha chiesto simbolicamente all'amministrazione di Washington di riflettere a fondo sull'opportunità di continuare nei lavori di costruzione di quello che ha definito senza paura “il muro della vergogna”. E non ha nemmeno perso l'occasione per sottolineare le evidente differenze fra il suo pensiero di mondo e quello, facilmente presumibile, dei nordamericani. “Il mondo deve andare avanti per altri tipi di cammino – ha detto Kirchner – che sono quelli della pace, della conciliazione, della convergenza e del rispetto delle diversità. Per andare avanti servono migliori relazioni bilaterali e il rispetto a tutte le nazioni del mondo”. Chiari i riferimenti alla guerra in Iraq portata avanti ormai da anni dagli Usa che ha giù causato più di 3.500 morti fra i soldati dello zio Sam e circa 655 mila vittime irachene nel loro totale.

cartelli che indicano la presenza di specie animali pericoloseL'aspetto ecologico. La barriera fra i due stati, voluta dall'ex presidente Usa Bill Clinton e visibilmente apprezzata anche dall'attuale presidente rientrava nell'ottica del progetto “Gatekeeper” o “Operacion Guardian” che mirava, fra le altre cose, a bloccare drasticamente l'immigrazione clandestina proveniente da tutto il centro e sud America via Messico.
Oggi il problema immigrazione non è stato risolto, si calcola che dal 1994 non sia mai diminuito il numero di persone che entra senza documenti negli Usa, ma altri questioni si affacciano lungo la linea di confine. Il più attuale e forse il più importante riguarda l'aspetto ecologico del muro.
Uno studio realizzato da più di 50 specialisti (gran parte dei quali statunitensi) avrebbe messo in luce gli aspetti inquinanti e fortemente deleteri della presenza del muro tanto che il governo di Città del Messico potrebbe decidere di portare la questione davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja. Secondo gli studiosi, infatti, la presenza della barriera artificiale presente in un'area di circa 100 mila chilometri quadrati metterebbe a rischio la vita di innumerevoli specie animali, come l'orso nero messicano e il giaguaro che già sono specie in serio pericolo d'estinzione. Ma, prima di ricorrere a queste misure estreme il governo messicano è disposto a analizzare anche altre ipotesi. Ad esempio si pensa alla costruzione di un corridoio ecologico che non sia in alcun modo utilizzabile dai clandestini e dai loro sfruttatori.
“Il muro in costruzione pone in serio pericolo l'ecosistema che si dividono i due paesi e le specie animali che lo abitano”, dice Juan Rafael Elvira dalla segreteria del ministero dell'Ambiente messicano.

La barriera arriva fino al mare di San Diego/TijuanaLa frontiera sud. Forse per spostare l'attenzione su nuovi obiettivi, forse per far vedere che i controlli di polizia funzionano bene, dalla frontiera sud del Messico con il Guatemala giungono notizie inquietanti. Decine di immigrati irregolari provenienti da ogni angolo del centroamerica sono stati scoperti all'interno di camion che transitavano la frontiera. Per una cifra che si aggira fra i 3 e i 6 mila dollari i clandestini credono di comprarsi un nuovo stile di vita che li possa condurre con facilità alla conquista dell'american dream. Ma non sempre tutto funziona per il verso giusto e ci si ritrova a dover tristemente fare il conteggio delle vittime di quello che è considerato uno dei traffici più redditizi per le organizzazioni malavitose presenti in sudamerica. Nelle ultime settimane, infatti, più di 300 clandestini sono stati “scoperti” mentre tentavano di entrare clandestinamente in Messico. Erano quasi tutti in condizioni di salute pessime.

Alessandro Grandi

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