Le autorità messicane ai detenuti gay di incontrare il proprio compagno o la propria compagna
La Comision Nacional de Derechos Humanos era stata chiara nelle sue raccomandazioni alle autorità carcerarie messicane:
restringere alla sola schiera di detenuti eterosessuali la possibilità di farsi
visitare dal proprio coniuge sarebbe stata discriminatoria.
I fatti. E' stato così che, seguendo praticamente alla lettera il consiglio della Comision, il sistema carcerario messicano ha iniziato a permettere le visite coniugali
anche ai detenuti omosessuali.
Da qualche mese il Messico si pone all'avanguardia nel riconoscimento delle unioni
omosessuali dove ha varato misure considerate progressiste. Inoltre, l'amministrazione
di Città del Messico che è tutto tranne che progressista, ha anche preso posizione
a favore di aborto e prostituzione.
C'è di più: in molte carceri messicane è permesso da tempo che i detenuti possano
ricevere visite coniugali e in molti casi non è indispensabile che la parte visitante
sia legalmente sposata con il carcerato. Alcune celle speciali sono destinate
a questi incontri 'intimi' in modo da fornire più privacy possibile ai detenuti
e ai loro visitatori.
La prima visita. “La Direzione generale di riabilitazione sociale del Distretto Federale ha dato
il permesso ad un detenuto omosessuale di incontrare il suo compagno all'interno
della struttura carceraria di Santa Martha Acatitla a Città del Messico” era scritto
in un comunicato stampa diffuso dall'istituzione che controlla le patrie galere.
Questa misura “rappresenta un passo importante in materia di uguaglianza sociale
e contro la discriminazione, soprattutto perchè arriva a interessare una persone
reclusa”.
In questo caso a beneficiare del permesso è stato Augustin N. al quale è stato
concesso di far visita al suo compagni Ricaredo N. nella struttura detentiva di
Santa Martha Acatitla.
Ma a quanto pare la nuova misura prevista sulle visite sarà adottata entro breve
tempo anche nelle altre carceri del Paese.
Un plauso è arrivato dai partiti e movimenti della sinistra messicana che controllano
anche il comune di Città del Messico e che nei mesi scorsi hanno legalizzato le
unioni omosessuali e l'aborto e stanno pensando di legalizzare la prostituzione.
In una delle capitali mondiali dove il pensiero e la parola dei cristiano cattolici
e dell'Opus Dei conta ancora moltissimo questa è di sicuro una vittoria.