27/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Vittime insieme per la pace. La piazza Bolivar si trasforma in un campo dove seminare speranza
scritto per noi da
Simone Bruno
 
È la prima volta che le vittime del conflitto colombiano si riuniscono in un incontro nazionale. Nella capitale si sono trovati circa 3000 delegati di quasi 100 organizzazioni sociali e reti tra cui il Movimiento Nacional Víctimas de Crímenes de Estado, le tre principali reti sindacali, la Onic (Organizzazione nazionale degli indigeni colombaini), a Corporación Viva la Ciudadanía e a Terre des Hommes Italia.
Tre giorni di dibattiti, scambi e racconti delle atrocità e delle nefandezze di questo interminabile conflitto. Parole taglienti e dolorose da ascoltare, racconti di violenze disumane difficili da immaginare, comprendere o giustificare.
 
Piazza Bolivar trasformata in un campo, Bogotà. Foto di Simone Bruno
Da ogni dove. Le vittime della Union Patriotica, San José De Apartadó, Curvaradó, San Onofre, Alto de Cazucá e molti altri hanno raccontato di motoseghe che smembrano la carne, macete che amputano ossa, persone mai più ritrovate, interi villaggi sterminati, fiumi rosso sangue.
Ma lo scopo finale di questa riunione è quello di determinare quale tipo di meccanismi siano necessari per prevenire e cancellare definitivamente la eliminazione fisica di interi gruppi, comunità e organizzazioni.
 A livello pratico ci si propone, tra le altre cose, di includere i crimini di lesa umanità nel codice penale, di proibire per sempre qualunque tipo di paramilitarismo e la creazione di politiche pubbliche di memoria e riparazione.  Le conclusioni dell’incontro saranno presentate in un'udienza pubblica a rappresentanti della Corte Costituzione, la Fiscalia, la defensoria del pueblo e la Procuradoria.
Le vittime e le loro famiglie hanno attraversato tutto il paese per riunirsi e raccontarsi a Bogotà. Sono anche state ricevute nel parlamento. Quello stesso parlamento che, due anni fa, era stracolmo, per ascoltare i carnefici paramilitari Salvatore Mancuso, Ernesto Báez e Ramón Isaza, ricevuti in pompa magna in una vergognosa giornata per la Repubblica Colombiana.  Quello stesso parlamento questa volta semi deserto, dove le parole delle vittime rimbombavano nel vuoto:  “E' triste vedere che qui, dove si votano le leggi di impunità, nessuno ci ascolta” ha dichiarato Luz Marina Hache, moglie di uno dei tanti desaparecidos.

Nasa sulla Chiva sventolano la bandiera colombiana nella strada per Bogotà. Foto di Simone BrunoSulla chiva. All’incontro si sono uniti anche circa 2000 indigeni Nasa dopo un lungo tragitto che ha portato le loro 18 chivas (bus tipici delle aree rurali colombiane) da Cali fino a Bogotà. Il viaggio è durato 4 giorni durante i quali hanno incontrato numerosi movimenti sociali delle città che li hanno ospitati. L’intento era quello di creare una agenda comune minima su temi come: l’accordo umanitario tra stato e guerriglieri per la liberazione dei sequestrati, la riforma agraria, la necessità di una consulta popolare prima di approvare i trattai di libero commercio (Tlc) e la risoluzione pacifica del conflitto armato. Primi passi, secondo la comunità indigena, per tessere  una Jigra (ossia la tipica borsa tessuta a mano dalle donne indigene) comune “por el pais que quieremos”.
L’arrivo degli Indigeni Nasa è stato accolto da una Bogotà festosa e da persone scese in strada per abbracciare “nuestras indigenas”.
 
La chiva porta in centro a Bogotà gli indigeni Nasa. Foto di Simone BrunoUn campo in centro città. Vittime e comunità indigene confluiranno oggi nella Plaza Bolivar nel centro della città dove si terrà una celebrazione nominata “Siembra y canto en la plaza”, in appoggio ai Desplazados che solo nel 2007 sono già più di 15.000 e patrocinata dalla agenzia per i rifugiati dell’Onu.
La storica piazza è stata quasi interamente coperta di terra e verranno piantati alberi e fiori, in un atto simbolico, dai tanti desplazados.
Altre zone sono invece state lasciate sole e desolate, come la terra che i tanti contadini hanno dovuto abbandonare per scappare dalla violenza del conflitto.
Il programma della giornata prevede anche una decina di concerti, tra cui Toto la Momposina, icona della musica tradizionale Colombiana e i Choc Quib town.
 
Parole chiave: chiva, colombia, bogotà, nasa, desplazados
Categoria: Diritti
Luogo: Colombia