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Sex and the City. “Trovare l'amore in Arabia Saudita, specialmente per le giovani donne musulmane
è praticamente impossibile” spiegava l'autrice in un'intervista. Rajaa Alsanea,
25 anni, ha studiato per diventare dentista a Chicago e poi è tornata a vivere
e a scrivere in Arabia Saudita. “Viviamo nel XXI secolo e siamo sottoposti alle
tradizioni del XIX. -spiega Alsanea- C'è internet e la libertà di parola, ci sono
scuole e ospedali moderni e tutto attorno a noi è digitale. Tuttavia non si riesce
a evitare tutto questo dolore quando si cerca di sposarsi”. La pubblicazione del
romanzo, nel 2005, ebbe subito un responso di pubblico eclatante, ma anche i critici
non tardarono a farsi sentire. Nalla casella mail dell'autrice inizarono ad affluire
insulti e minacce da parte di persone che l'accusavano di dare una cattiva immagine
delle donne saudite. “Non cerco di cambiare l'islam o il governo, cerco solo di
modificare la mentalità della gente, sono le tradizioni che devono essere ammorbidite
o abbandonate”.
Quattro donne. Il protagonista del romanzo, appena pubblicato in inglese, è uno scrittore che
ogni venerdì dopo le preghiere spedisce alle donne saudite migliaia di e-mail
raccontando le vicende di quattro donne sui vent'anni, diverse tra loro ma impegnate
nella ricerca dell'amore nel labirinto della società islamica. Non ci sono allusioni
sessuali esplicite, ma atteggiamenti che per le donne nella società saudita sono
sanzionati, come bere alcolici, guidare, fumare, ballare o fare sesso prima del
matrimonio. Le quattro ragazze si chiamano Gamrah, la più conservatrice del gruppo,
Sadeem, la romanticona, Michelle, che sfida le regole e le convenzioni sociali,
e Lamees, che ottiene sempre quello che vuole. Le loro vite si svolgono quasi
senza contatti diretti con l'altro sesso, che avvengono per lo più tramite i cellulari
e nelle chat room su internet. Alsanea ci tiene a spiegare che non ha inventato
nulla, il suo romanzo vuole essere uno specchio senza filtri della società e le
storie delle quattro donne sono tratte dai racconti delle sue compagne di studi
all'università Al Saud di Riyadh.
Fenomeno editoriale. Storie vere dunque, in cui le donne del suo paese possano riconoscere le proprie
vite e cercare di cambiarle. É questo secondo i critici il segreto del successo
di Alsanea, che ha scelto un linguaggio moderno e popolare, accessibile a tutti.
Il romanzo è stato pubblicato a Beirut per evitare la prassi che in Arabia Saudita
richiede il nulla osta alla pubblicazione da parte del ministero dell'Informazione.
Spesso gli autori sauditi preferiscono pubblicare all'estero e lasciare ai librai
del paese il rischio di importare testi proibiti. Il successo di Ragazze di Riyadh
però ha anche stimolato il mercato interno, che nel 2006 ha visto raddoppiare
il numero di romanzi pubblicati, metà dei quali scritti da donne. Complice anche
il fatto che il 60 percento della popolazione saudita ha meno di 21 anni, alcuni
editori sembrano voler puntare su storie come quella di Alsanea. Nel 2006 è stato
pubblicato Gli altri, in arabo, Al Akharun, un romanzo di una donna che si firma Siba al Harz in cui si parla di amore
lesbico e discriminazione. Naoki Tomasini
Parole chiave: Ragazze di Riyadh, Rajaa Alsanea, Siba al Harz