Muri di cinta, guardie armate che sparano a vista e polemiche. Non solo. Chilometri
di filo spinato, sensori ultrasofisticati e raggi infrarossi che captano presenze
umane lontane decine di miglia.
Da molti anni il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti tiene banco nelle
cronache dei quotidiani di tutto il mondo.
I meno fortunati. E' accaduto anche che i controlli sulle le rotte dei migranti cambiassero in
maniera repentina. Se fino a qualche tempo erano severissimi i controlli nel nord
del Messico, oggi anche a sud del Paese le verifiche sono costanti. Le autorità
messicane infatti, abituate a gestire la delicata della frontera nord hanno dovuto rimboccarsi le maniche e faticare non poco nel tentativo di arginare
l'ingresso dei clandestini in Messico dal confine sud, quello con il Guatemala.
E allora è successo che un paio di settimane fa 289 cittadini provenienti dal
Centro America sono stati bloccati in condizioni di salute pessime nei pressi
di Tuxla Gutierrez, capitale dello stato messicano del Chiapas, al confine con
il Guatemala. Sempre a sud, nello stato di Veracruz, altri 70 clandestini sono
stati bloccati: erano nascosti in uno scompartimento segreto costruito all'interno
di un camion.
I fortunati. Migliaia di cittadini senza documenti provenienti dai diversi paesi dell'area
percorrono chilometri su chilometri alla ricerca di un lavoro, di un futuro migliore
affrontando mille peripezie in balia di spietati trafficanti di uomini ai quali
poco importa delle vite dei loro 'clienti'.
Disposti a pagare migliaia di dollari per quello che considerano il viaggio della
speranza, non sempre raggiungono lo scopo che si sono prefissati. A volte i clandestini
vengono intercettati dalle forze dell'ordine Usa, a volte dai Border Patrol (gruppi
di volontari che aiutano a controllare le frontiere) e ogni tanto dalle autorità
messicane, ma in alcuni casi sono costretti a scontrarsi con il destino che si
sa non sempre riserva piacevoli sorprese. E allora ecco che ci si ritrova a dover
far i conti con decine e decine di corpi senza vita, abbandonati nel deserto o
scoperti all'interno dei camion che fanno la spola fra il Messico e gli Usa.
Come è accaduto pochi giorni fa quando le forze di sicurezza messicane hanno
scoperto all'interno di un camion che si apprestava a attraversare la frontiera
81 cittadini centro americani, in maggioranza salvadoregni e honduregni. “Hanno
avuto una fortuna sfacciata a essere stati ritrovati prima che potesse accadere
loro qualcosa di grave” ha detto il portavoce dell'Istituto de Migracion di Monterrey che ha aggiunto: “Donne e bambini si trovavano all'interno del
mezzo da ben due giorni”. Alcuni di loro presentavano gravi sintomi dovuti alla
disidratazione per essere stati sottoposti a temperature altissime senza la possibilità
di mangiare e bere.
I numeri di un disastro. Secondo alcune stime pare che dall'inizio di quest'anno siano già più di duecento
i clandestini che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare la frontiera
inseguendo l''american dream' . Ognuno di loro potrebbe aver pagato dai 3 ai 6mila dollari Usa per provare
a entrare illegalmente negli Stati Uniti.
Secondo le autorità che si occupano di immigrazione l'anno scorso sono state
più di 450 le vittime ritrovate nel deserto, sopraffatte dal calore e della sete.
Una fine orribile: chi viene sorpreso e arrestato e forse dovrebbe ritenersi fortunato.
Più di un milione di persone, in maggioranza cittadini messicani, sono finite
nelle prigioni Usa non appena messo piede all'interno del Paese. Per loro il destino
è ancora tutto da decidere.