25/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Centinaia di cittadini centroamericani all'inseguimento del sogno amercano vengono scoperti ogni anno dalle autorità messicane e staunitensi
  
 
Muri di cinta, guardie armate che sparano a vista e polemiche. Non solo. Chilometri di filo spinato, sensori ultrasofisticati e raggi infrarossi che captano presenze umane lontane decine di miglia.
Da molti anni il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti tiene banco nelle cronache dei quotidiani di tutto il mondo.

I meno fortunati. E' accaduto anche che i controlli sulle le rotte dei migranti cambiassero in maniera repentina. Se fino a qualche tempo erano severissimi i controlli nel nord del Messico, oggi anche a sud del Paese le verifiche sono costanti. Le autorità messicane infatti, abituate a gestire la delicata della frontera nord hanno dovuto rimboccarsi le maniche e faticare non poco nel tentativo di arginare l'ingresso dei clandestini in Messico dal confine sud, quello con il Guatemala. E allora è successo che un paio di settimane fa 289 cittadini provenienti dal Centro America sono stati bloccati in condizioni di salute pessime nei pressi di Tuxla Gutierrez, capitale dello stato messicano del Chiapas, al confine con il Guatemala. Sempre a sud, nello stato di Veracruz, altri 70 clandestini sono stati bloccati: erano nascosti in uno scompartimento segreto costruito all'interno di un camion.

I fortunati. Migliaia di cittadini senza documenti provenienti dai diversi paesi dell'area percorrono chilometri su chilometri alla ricerca di un lavoro, di un futuro migliore affrontando mille peripezie in balia di spietati trafficanti di uomini ai quali poco importa delle vite dei loro 'clienti'.
Disposti a pagare migliaia di dollari per quello che considerano il viaggio della speranza, non sempre raggiungono lo scopo che si sono prefissati. A volte i clandestini vengono intercettati dalle forze dell'ordine Usa, a volte dai Border Patrol (gruppi di volontari che aiutano a controllare le frontiere) e ogni tanto dalle autorità messicane, ma in alcuni casi sono costretti a scontrarsi con il destino che si sa non sempre riserva piacevoli sorprese. E allora ecco che ci si ritrova a dover far i conti con decine e decine di corpi senza vita, abbandonati nel deserto o scoperti all'interno dei camion che fanno la spola fra il Messico e gli Usa.
Come è accaduto pochi giorni fa quando le forze di sicurezza messicane hanno scoperto all'interno di un camion che si apprestava a attraversare la frontiera 81 cittadini centro americani, in maggioranza salvadoregni e honduregni. “Hanno avuto una fortuna sfacciata a essere stati ritrovati prima che potesse accadere loro qualcosa di grave” ha detto il portavoce dell'Istituto de Migracion di Monterrey che ha aggiunto: “Donne e bambini si trovavano all'interno del mezzo da ben due giorni”. Alcuni di loro presentavano gravi sintomi dovuti alla disidratazione per essere stati sottoposti a temperature altissime senza la possibilità di mangiare e bere.

I numeri di un disastro. Secondo alcune stime pare che dall'inizio di quest'anno siano già più di duecento i clandestini che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare la frontiera inseguendo l''american dream' . Ognuno di loro potrebbe aver pagato dai 3 ai 6mila dollari Usa per provare a entrare illegalmente negli Stati Uniti.
Secondo le autorità che si occupano di immigrazione l'anno scorso sono state più di 450 le vittime ritrovate nel deserto, sopraffatte dal calore e della sete. Una fine orribile: chi viene sorpreso e arrestato e forse dovrebbe ritenersi fortunato. Più di un milione di persone, in maggioranza cittadini messicani, sono finite nelle prigioni Usa non appena messo piede all'interno del Paese. Per loro il destino è ancora tutto da decidere.

Alessandro Grandi

Articoli correlati:
15/07/2007 La guerriglia all'attacco: Messico, il gruppo guerrigliero Epr si rifà vivo dopo più di dieci anni e rivendica gli attacchi contro i gasdotti della Pemex
04/07/2007 Obrador perde quota: Messico, nonostante sia passato un anno dalla sconfitta elettorale, Lopez Obrador attacca la gerarchia politica nazionale e non si rassegna ad un ruolo di comparsa
21/06/2007 Eppure qualcosa si muove: Il ritorno della Appo e dei docenti con la megamarcia del 14 giugno e il nuovo accampamento nella piazza cemtrale di Oaxaca
24/05/2007 Messico, è crisi profonda: Il presidente si sforza di diffondere l'idea di un clima di pace, ma il paese è travolto da ben 432 conflitti
23/03/2007 Rimozione forzata: Messico, sgomberato l'accampamento della Appo di fronte all'edificio del senato. Dopo 10 mesi le proteste continuano
15/03/2007 Ancora spine per Bush: L'ultima tappa del viaggio in America Latina del presidente Usa, George W. Bush, passa per il Messico. Anche qui, violenti incidenti fra manifestanti anti-Bush e polizia
20/01/2007 Anche il Papa dice no al muro: Messico, il 'no' del papa al muro che separa i popoli
17/01/2007 Carissimo mais: Messico, l'eccessivo aumento del prezzo della farina di mais, con la quale si prepara la tortilla, potrebbe causare danni rilevanti alle famiglie più povere
12/12/2006 La fine di un incubo: Idelfonso Dzul, Gonzalo García e Wilberto López ritornano in libertà. La lotta dei contadini messicani procede
22/11/2006 Un paese per due: Messico, Andres Manuel Lopez Obrador si autoproclama presidente
08/11/2006 Coppie di fatto al traguardo: Messico, sviluppi positivi per le coppie omosessuali della capitale
04/11/2006 Clandestino per un giorno: Messico, l’esperienza simulata di passare la frontiera come veri clandestini
30/10/2006 Violenza senza fine: Arriva l'esercito e sgombera i manifestanti: la tensione sale a Oaxaca
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità