23/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Si batteva per il riconsocimento dei diritti e della dignità del suo popolo, gli U'Wa

Indigeno U'WaUccisa a 21 anni perché indigena, perché in lotta contro lo sfruttamento petrolifero del territorio U’Wa , nel dipartimento di Cubarà – Boyacà, ad Arauca, in Colombia.

Yamile Ester Garcia Uncasia, studentessa di farmacia, è stata massacrata mentre si trovava nella riserva indios, che da anni è al centro degli scontri tra i guerriglieri di sinistra, le forze paramilitari di destra e l’esercito.
“L’esecutore materiale dell’omicidio è stato l’ Esercito di liberazione nazionale (Eln) – denuncia il presidente del Cabildo Mayor U’Wa , Roberto Cobaria – L’hanno brutalmente ammazzata senza nessuna pietà ”. Gli U’wa ritengono che con questo atto si sia commessa un’ingiustizia contro tutta la loro cultura: “Si assassina un popolo intero con la sua tradizione e la sua storia millenarie. Tuttavia, fino a quando non ci avranno estirpati fino alla radice sarà impegno degli U’wa continuare a lottare per la natura e per difendere la vita e la terra”.

Indigeni U'Wa L’atteggiamento di totale neutralità dei popoli indigeni di fronte alla guerra colombiana ha portato a minacce e a molte uccisioni dei membri più attivi delle varie comunità.
I guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie (Farc) e dell’Eln, guardando con diffidenza il movimento indigeno colombiano per l’indipendenza politica che lo ha sempre caratterizzato, tentano in ogni occasione di strumentalizzarlo. I paramilitari, invece, lo considerano sovversivo e tendono a reprimerlo.
Sono anni che il conflitto armato si sta allargando proprio nelle zone indigene. Dal punto di vista morfologico e logistico, questi territori offrono rifugio e possibilità di controllo sia economico che militare. Attualmente la guerriglia colpisce la maggior parte delle ottantaquattro comunità native.

Indigena U'Wa Non solo: dall’entrata in vigore del Plan Colombia la militarizzazione di queste aree si è ulteriormente intensificata e con essa la minaccia per la sopravvivenza di questa gente.
La giovane Yamile era una indigena mulatta, educata nelle due culture, ancestrale e cattolica, cresciuta accanto alle suore missionarie. La comunità le aveva affidato il compito di formarsi come farmacista ed era diventata la referente del progetto di cooperazione “Apoyo a la medicina tradicional de la poblacion indigena Uwa”. Era una leader nella lotta per i diritti indios e in particolare era impegnata contro l’apertura di pozzi petroliferi previsti dal governo e da una società petrolifera californiana, Occidental Petroleum Corporation , proprio sotto i piedi dei settemila U’Wa.

La Costituzione colombiana, adottata nel 1991, concede alle minoranze indios uno stato di ampia autonomia nelle loro riserve. Ma i confini riconosciuti dal governo agli U’Wa comprendono solo un decimo del territorio ancestrale. Il pozzo sperimentale scavato dalla Occidental è proprio nelle foreste abitate da questa comunità, anche se al di fuori della riserva stabilita dal governo. Adesso che la foresta è in pericolo a causa del disboscamento dovuto all’installazione delle strumentazioni di rilevamento, questo popolo chiede che i confini U’Wa siano ampliati fino a comprendere le loro terre ataviche. Solo così potranno impedire che il petrolio, considerato dalla loro religione il sangue della Madre Terra, sia estratto. Si tratterebbe, infatti, di un genocidio culturale e Yamile si batteva proprio per questo.

Bambini U'Wa “Se i gruppi armati vogliono distruggere la nostra cultura – riprende il presidente del Cabildo Mayor – è meglio che lo rendano ufficiale e non giochino più con la nostra ingenuità e trasparenza. Noi non utilizziamo la parola per mentire e ingannare. Non esistono spiegazioni per un tale comportamento. Si tratta della vita di un popolo, della sua storia, della sua dignità. Non abbiamo prezzo. E non cadremo. E’ questa la nostra forza. Con questo nuovo lutto ci solleveremo ancora di più e uniti andremo avanti”.
Poi un messaggio alle Eln: “Non continuante a giocare in modo irrispettoso nelle nostre terre, con la nostra tradizione millenaria, con la gente che ha il diritto legittimo di rimanere su queste terre. Qui siamo nati e qui restiamo”.

Infine un appello: “Le autorità indigene del Risguardo Unito U’Wa sollecitano la Colombia e il mondo a pronunciarsi, condannando la morte di Yamile e tutto quello che nasconde”.

 

Stella Spinelli

 

Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Colombia