30/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La tregua firmata un anno fa in realtà non ha mai fermato il conflitto strisciante tra Maoisti e bande Mukti Morcha
di gianluca Ursini
 
Un conflitto che ha prodotto oltre 60 morti da gennaio. Solo dall'inizio di giugno sono 16 le persone morte in Nepal per questa guerra carsica che si sta svolgendo di nascosto tra i Maoisti non censiti come guerriglieri da riabilitare nei campi gestiti dall'Onu, indipendentisti delle vallate del sud e membri degli altri partiti istituzionali.
 
Stato nello Stato. Un famoso banchiere, Sitaram Prasai, sequestrato  in casa propria il 3 giugno e consegnato alla polizia da una specie di 'commissariato di giustizia del popolo' con l'accusa di corruzione' Il Direttore regionale sanitario Piyush Rajendra del distretto di Banke detenuto nella sede regionale dei giovani maoisti con la stessa generica accusa per giorni; questo fino all'intervento - il 20 giugno-  della polizia locale nella sede centrale distrettuale dei giovani Maoisti. L'organizzazione che ha sostituito l'esercito Maoista nepalese del leader Prachanda, sta combattendo da mesi su due fronti: per un verso crede che con l'ingresso al Governo dello scorso novembre, ai suoi attivisti locali sia permesso imporre la legge dei Tribunali del popolo, decidendo chi sequestrare e chi condannre a morte: Il secondo fronte si gioca nel conflitto a bassa intensità in corso con i loro antichi alleati delle Mukhti Morcha, organizzazioni indipendentiste del 'popolo della valle'. Una etnia Terai di origini indiane che vive a valle e chiede a Kathmandu maggiore autonomia. In giugno e luglio, quasi ogni giorno si è registrato un agguato delle Mukhti Morcha ai maosti della Lega giovanile e viceversa, nelle province meridionali al confine con l'India, con occasionali azioni di violenza ai danni di membri del Partito del Congresso.
 
Patti violati. Dopo un conflitto decennale costato 13mila morti, gli accordi di pace dello scorso novembre prevedevano che i guerriglieri maoisti dell'Esercito di Liberazione del Popolo venissero posti sotto osservazione dalla missioni Onu in Nepal (Unmin) nei 28 campi censiti. I maoisti dichiararono oltre 30 mila guerriglieri, una cifra considerevole ma che non comprendeva tutti i loro affiliati. La gran parte dei quadri intermedi vennero fatti confluire nella Lega dei Giovani Comunisti, che da dicembre cerca di imporre la propria legge nei distretti dove i maoisti erano più potenti. E  in quest'ultima settimana i maoisti hanno addirittura violato i patti, con sette guerriglieri che sono sfuggiti ai controlli Onu nel campo di Yangsila e sono scappati in pieno giorno martedì 24 luglio.
 
Futuro incerto. I maoisti nelle ultime settimane avevano provato a rimandare i controlli, chiedendo di risolvere prima le questioni politiche. Una prima serie di ispezioni, conclusa quattro mesi fa, ha portato al censimento delle armi a disposizione dei miliziani. La seconda fase prevedeva il censimento dei combattenti, ma è stata posticipata a data da definirsi. Il nuovo incidente arriva in un momento di blocco totale delle operazioni di conteggio delle milizie maoiste, per la mancata collaborazione offerta ai caschi blu dai guerriglieri comunisti. Difficilmente si riuscirà a completare questo compito entro i due anni prefissati da una direttiva del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.  

Gianluca Ursini

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