Venezuela, confermati gli accordi in tema di armamenti militari fra Bielorussia e il paese di Chavez.
La Repubblica Bolivariana spenderà 720 milioni di euro per nuovi sistemi militari
E' proprio vero il proverbio che dice: “Chi semina raccoglie”. Lo sa bene Hugo
Chavez, discusso presidente del Venezuela, che nel suo ultimo viaggio nel vecchio
continente dove ha visitato Russia e Bielorussia ha seminato bene e adesso inizia
a raccogliere i frutti del suo lavoro.
Che succede? Si erano stretti la mano e abbracciati i leader di Venezuela e Bielorussia. Fra
un sorriso accondiscendente e una critica agli Usa, avevano firmato molti accordi
di cooperazione commerciale e economica. Una vera e propria amicizia era iniziata
( adire il vero già da un paio di anni) nel migliore dei modi.
Una fratellanza che è culminata in questi ultimi giorni con la firma di nuovi
accordi, questa volta di tipo militare.
In questo momento il paese sudamericano si può permettere si spendere soldi,
molti soldi. E allora ecco che per preservare le proprie risorse, controllare
meglio i propri confini e gestire nel modo più moderno possibile la propria struttura
militare, Chavez e i suoi spenderanno 720 milionidi euro, euro più euro meno,
in armamenti di ogni tipo.
Sistemi automatizzati per la gestione delle truppe sul campo, sistemi di ultima
generazione per la difesa antiaerea e infine sistemi aerei per il controllo delle
frontiere, tutto questo andrà ad arricchire la struttura militare della repubblica
bolivariana. In cambio considerati appunto i buoni rapporti fra i due paesi, la
Bielorussia potrà estrarre petrolio dal sottosuolo venezuelano grazie alla concessione
di due giacimenti già sviluppati e ricchi di infrastrutture.
Uniti si lavora meglio. La conferma è arrivata direttamente da uno dei protagonisti della vicenda: Victor
Sheiman, segretario del consiglio di sicurezza della Bielorussia.
Da poco rientrato da Caracas dove si era recato per la firma dei nuovi accordi
Sheiman e con lui una delegazione del proprio paese, ha commentato positivamente
la firma degli accordi bilaterali durante una trasmissione televisiva. “Abbiamo
preparato contratti in tema di cooperazione militare – ha detto Sheiman in diretta
tv - che sono stati studiati e concordati con la direzione del ministero della
Difesa del Venezuela”.
La firma dei nuovi contratti economici, finanziari e militari, unita alla cooperazione
già esistente fra i due paesi, ora così vicini anche se molto lontani dal punto
di vista geografico, produrrà un'infinità di posti di lavoro, sia per i cittadini
bielorussi che per quelli venezuelani.
Inoltre, pare che sia nell'aria un nuovo progetto che prevede l'istituzione di
un fondo gestito dai due paesi nel quale il Venezuela investirà non meno di 500
milioni di dollari statunitensi.
E proprio agli Usa questa amicizia che attraversa l'intero pianeta non è molto
gradita.
Il Paese sudamericano che spende più di 700 milioni di euro in armamenti e poi
ha all'interno del suo paese delle sacche di miseria assolutamente incomprensibili
è un paradosso dei giorni nostri. L'importante è che Chavez non semini vento per
raccogliere tempesta.