24/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela, confermati gli accordi in tema di armamenti militari fra Bielorussia e il paese di Chavez. La Repubblica Bolivariana spenderà 720 milioni di euro per nuovi sistemi militari
 
E' proprio vero il proverbio che dice: “Chi semina raccoglie”. Lo sa bene Hugo Chavez, discusso presidente del Venezuela, che nel suo ultimo viaggio nel vecchio continente dove ha visitato Russia e Bielorussia ha seminato bene e adesso inizia a raccogliere i frutti del suo lavoro.

Sheiman e ChavezChe succede? Si erano stretti la mano e abbracciati i leader di Venezuela e Bielorussia. Fra un sorriso accondiscendente e una critica agli Usa, avevano firmato molti accordi di cooperazione commerciale e economica. Una vera e propria amicizia era iniziata ( adire il vero già da un paio di anni) nel migliore dei modi.
Una fratellanza che è culminata in questi ultimi giorni con la firma di nuovi accordi, questa volta di tipo militare.
In questo momento il paese sudamericano si può permettere si spendere soldi, molti soldi. E allora ecco che per preservare le proprie risorse, controllare meglio i propri confini e gestire nel modo più moderno possibile la propria struttura militare, Chavez e i suoi spenderanno 720 milionidi euro, euro più euro meno, in armamenti di ogni tipo.
Sistemi automatizzati per la gestione delle truppe sul campo, sistemi di ultima generazione per la difesa antiaerea e infine sistemi aerei per il controllo delle frontiere, tutto questo andrà ad arricchire la struttura militare della repubblica bolivariana. In cambio considerati appunto i buoni rapporti fra i due paesi, la Bielorussia potrà estrarre petrolio dal sottosuolo venezuelano grazie alla concessione di due giacimenti già sviluppati e ricchi di infrastrutture.

Un militare nella zona amazzonica del Venezuela durante un'operazione. Gli accordi con la Bielorussia servono anche per controllare meglio questa zona del paeseUniti si lavora meglio. La conferma è arrivata direttamente da uno dei protagonisti della vicenda: Victor Sheiman, segretario del consiglio di sicurezza della Bielorussia.
Da poco rientrato da Caracas dove si era recato per la firma dei nuovi accordi Sheiman e con lui una delegazione del proprio paese, ha commentato positivamente la firma degli accordi bilaterali durante una trasmissione televisiva. “Abbiamo preparato contratti in tema di cooperazione militare – ha detto Sheiman in diretta tv - che sono stati studiati e concordati con la direzione del ministero della Difesa del Venezuela”.
La firma dei nuovi contratti economici, finanziari e militari, unita alla cooperazione già esistente fra i due paesi, ora così vicini anche se molto lontani dal punto di vista geografico, produrrà un'infinità di posti di lavoro, sia per i cittadini bielorussi che per quelli venezuelani.
Inoltre, pare che sia nell'aria un nuovo progetto che prevede l'istituzione di un fondo gestito dai due paesi nel quale il Venezuela investirà non meno di 500 milioni di dollari statunitensi.
E proprio agli Usa questa amicizia che attraversa l'intero pianeta non è molto gradita.
Il Paese sudamericano che spende più di 700 milioni di euro in armamenti e poi ha all'interno del suo paese delle sacche di miseria assolutamente incomprensibili è un paradosso dei giorni nostri. L'importante è che Chavez non semini vento per raccogliere tempesta.
 

Alessandro Grandi

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