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Ammonimento.
Nella sua più recente intervista, rilasciata a un
quotidiano del Qatar, lo sceicco Nasrallah, ha annunciato che
Hezbollah è nuovamente in grado di colpire con i razzi
katyusha qualunque punto di Israele. “Anche nell'agosto 2006 non
c'era un solo punto dei Territori Occupati palestinesi che non
potessimo raggiungere” ha dichiarato Nasrallah che ha parlato di
Territori Occupati alludendo evidentemente a Israele. Durante la
guerra della scorsa estate i 4 mila razzi dei miliziani sciiti sono
stati sparati contro le città di Haifa, Nazareth e diversi
altri villaggi del nord di Israele, molti dai quali abitati da arabi
israeliani. Nessun razzo, però, ha colpito la Cisgiordania, la
Striscia di Gaza o il deserto del Negev. Secondo gli analisti
militari, lo scorso anno la capacità balistica del partito di
dio era tale da colpire fino circa a Tel Aviv. La dichiarazione di
Nasrallah, dunque, potrebbe essere esagerata, ma potrebbe anche
essere un ammonimento contro le voci che in questi mesi hanno
ipotizzato un nuovo intervento israeliano in Libano.
Unifil. Nel 2006, i 34 giorni di
guerra terminarono con un cessate il fuoco che portò
all'attuale presenza internazionale in Libano. 13 mila uomini della
forza Unifil sono stati schierati nel sud del paese anche per
impedire che, attraverso il contrabbando di armi, Hezbollah potesse
rifornire il suo arsenale. In questi mesi però Israele ha
accusato a più riprese Hezbollah di armarsi con l'aiuto di
Siria e Iran, ma la forza Unifil non ha potuto impedire questi
traffici, sia per ragioni strettamente militari, legate alle regole
di ingaggio nel caso scoprissero eventuali trafficanti, che per
ragioni di opportunità strategica, visti i delicatissimi
equilibri politici che tengono in vita la politica libanese. Secondo
alcuni ufficiali militari israeliani, Hezbollah avrebbe anche
costruito delle fortificazioni a nord del fiume Litani, fuori dalla
giurisdizione delle Nazioni Unite, proprio per evitare il controllo
dell'Unifil. Durante il conflitto della scorsa estate i soldati
israeliani riuscirono a penetrare solo marginalmente nel territorio
libanese, solo poche truppe raggiunsero il fiume Litani, e poterono
arrivare fin lì grazie agli elicotteri.
Civili. La scorsa estate mentre
Israele bombardava a tappeto l'intero territorio libanese, incluse
numerose aree abitate, Hezbollah sparava i suoi razzi da postazioni
mobili per lo più lontane dalle aree civili e in prossimità
dei famosi tunnel, che si rivelarono l'arma vincente dei miliziani.
Oggi, secondo l'intelligence israeliana, quelle postazioni sono state
tutte abbandonate perché, sebbene fossero difficilmente
raggiungibili dall'artiglieria e dalle truppe israeliane in tempo di
conflito, avrebbero potuto benissimo essere scoperte e demolite dai
soldati dell'Unifil. Secondo le fonti, Hezbollah avrebbe spostato le
sue postazioni di lancio dei razzi in mezzo ai villaggi del sud del
Libano, nei centri abitati in mezzo ai civili, che offrono una
maggiore copertura. Lo scorso anno Human Rights Watch e Amnesty
International accusarono entrambe le parti in conflitto di avere
attaccato i civili, Israele fu accusato per avere raso al suolo
interi villaggi nel sud e non solo, mentre Hezbollah per essersi
fatto scudo della popolazione inerme. La guerra costò allora
la vita di almeno 40 civili israeliani e di oltre mille libanesi.
Oggi le condizioni materiali per un conflitto bis sembrano esserci
tutte, ma si spera che continui a mancare la volontà politica
per una nuova guerra che, viste le premesse, costerebbe ancora più
cara alla popolazione civile.Naoki Tomasini