Il punto sui processi di Genova. Rischio prescrizione e bugie in divisa
Scritto per
noi da
Alessandra
Fava*
Processo Diaz. La sentenza più attesa è
quella per l’assalto alla Diaz avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio
del 2001, quando su 93 arrestati con l’accusa di associazione, resistenza e
lesioni una sessantina di manifestanti furono pesantemente picchiati. Alcuni di
loro finirono in ospedale anche in prognosi riservata, molti a Bolzaneto e poi
trasferiti nelle carceri del Nord Italia. Sembra molto difficile che qualche
altro poliziotto tra i 28 imputati parli ancora in aula dopo le dichiarazioni
rese dal capo del VII nucleo antisommossa e della Mobile di Roma
Vincenzo Canterini, che ora si occupa di traffico d’organi e umani in Romania
,
e
quelle del suo vice di allora, ancora oggi alla Mobile romana, Michelangelo
Fournier. Fournier è il primo che in due anni e mezzo d’indagini e due di
processi abbia detto finalmente di aver visto qualcuno picchiare all’interno
della scuola. Due poliziotti, non del VII, ha detto Fournier, colpivano una
dozzina di manifestanti a terra, tra cui una ragazza che sembrava ormai senza
vita. Al processo che partì nell’aprile del 2005 potrebbe invece arrivare il
questore Francesco Colucci per ritrattare le sue dichiarazioni rese nelle
indagini e poi in aula. Dichiarazioni piene di contraddizioni tanto da esser
messo sotto accusa di falso dalla Procura, nonostante in aula a maggio fosse
arrivato come teste.
De Gennaro. Dell'ex capo della polizia
Gianni De Gennaro, altro stralcio del processo Diaz, accusato di aver imboccato
Colucci, non si è capito se la Procura ha in mano la madre delle
intercettazioni da presentare in aula o se si finisca con l’archiviare. Resta
il rebus delle due bottiglie molotov mandate al macero su cui la Procura sta
indagando. Non si sa ancora quanti responsabili i Pm abbiano individuato per la
scomparsa della prova principe del falso, addebitato a tanti dirigenti di
polizia. Quelle molotov infatti furono portate artificiosamente dalla polizia
per dimostrare di aver trovato i famigerati black bloc, come ammise un
dirigente (Di Bernardini) già negli interrogatori durante le indagini e come si
vede nel film di Primocanale.
Ci
saranno in autunno invece udienze cruciali per il processo Bolzaneto iniziato
nell’ottobre del 2005 (45 imputati tra poliziotti, carabinieri, polizia
carceraria, medici e infermieri). Dopo le dichiarazioni delle parti lese, ora
tocca agli imputati venire in aula e tra le deposizioni più attese ci sono
quelle dei medici come Giacomo Toccafondi e Aldo Amenta, l’allora vice della
Digos genovese Alessandro Perugini e il generale Oronzo D’Oria.
Processo per 'i fatti di
strada? Vede 25 imputati per devastazione e
saccheggio iniziato già nel marzo 2004. In autunno ci saranno le arringhe degli
avvocati della difesa. La linea già anticipata dal video ‘Op Genova 2001’ del
Genoa Legal Forum è che la violenza fu scatenata dai reparti dei carabinieri
presenti in via Tolemaide, in realtà inviati al carcere di Marassi dal centro
del coordinamento delle forze della Questura. La risposta dei manifestanti fu
prodotta ad arte, dicono gli avvocati. Alcuni dei 25, però, non sono coinvolti
solo negli episodi avvenuti intorno a piazza Alimonda, ma anche nell’assalto al
carcere di Marassi, a due supermercati Diperdì di piazza Giusti e di via
Canevari, piazza Manin, piazza Marsale per venerdì 20 e sabato 21 luglio alla
Foce.
Carlo Giuliani, omicidio
senza colpevoli. Quanto alla morte di Carlo Giuliani l’accusa di omicidio nei confronti
del carabiniere Mario Placanica venne archiviata il 5 maggio del 2003 con la
perizia incredibile del sasso che avrebbe deviato il proiettile sparato in
alto. Placanica al processo contro le devasatazioni e i saccheggi, questa
primavera, ha riconfermato di esser stato lui a sparare. Infine per le violenze
avvenute contro i manifestanti pacifisti di piazza Manin c’è un processo mai
istruito contro due poliziotti accusati di calunnia.