19/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Repubblicani e nazionalisti dovrebbero costituire l'unica alternativa all'Akp in Parlamento
Uno è il partito che fu di Ataturk, ma dal 2002 ha vissuto all'opposizione, all'ombra del dominio di Erdogan; l'altro nell'ultima Assemblea non era neanche rappresentato, ma sta sfruttando il revival nazionalista in corso nel Paese e promette un grande ritorno. Chp e Mhp, due sigle quasi uguali per indicare i repubblicani e i nazionalisti, sono l'alternativa al premier islamico moderato. I bastioni del laicismo turco, i sostenitori dell'esercito come custode dei valori della repubblica, con programmi diversi (i primi sarebbero socialdemocratici, i secondi di estrema destra) ma su molti punti simili. Dietro alle manifestazioni a difesa del secolarismo viste a Istanbul, Ankara e Izmir, dietro l'élite tradizionale del Paese, ci sono loro. E in Parlamento, se i sondaggi saranno confermati dal voto, la loro coalizione costituirebbe l'unica alternativa al governo monocolore dell'attuale premier.

Il leader del Chp, Deniz BaykalLe accuse all'Akp. Con parole diverse, Chp e Mhp concordano su alcune cose. Oltre a costituire un pericolo per la repubblica laica, l'Akp sta svendendo la Turchia agli stranieri, per esempio: di conseguenza, loro promettono tasse più alte sulle transazioni finanziarie e una ridotta dipendenza dai capitali stranieri. L'economia turca dovrebbe puntare più sull'industria e l'agricoltura, e il Paese dovrebbe sviluppare una politica energetica propria, con lo sviluppo delle fonti alternative ma anche di un programma nucleare. L'Mhp arriva a promettere nuove restrizioni all'acquisto di proprietà turche da parte degli stranieri e maggiori finanziamenti all'istruzione pubblica, con l'obiettivo di diffondere tra i giovani valori turchi e non occidentali. Per entrambi, il governo Erdogan ha piegato troppo la schiena di fronte alle richieste dell'Unione europea, e sulla questione della parte turca di Cipro non bisogna fare concessioni. Soprattutto, per i nazionalisti l'orbita strategica della Turchia non dovrebbe essere l'Europa ma i Paesi turcofoni dell'Asia centrale, il Caucaso e il Medio Oriente.

Il leader del Mhp, Devlet BahceliIl Pkk in Iraq. Il crescere delle violenze nel sud-est del Paese tra esercito e guerriglieri curdi del Pkk, che hanno le loro basi nel nord dell'Iraq, ha costretto i partiti a prendere posizione sul problema. Le forze armate, che hanno ammassato decine (l'Iraq dice centinaia) di migliaia di soldati lungo la frontiera, scalpitano e attendono solo l'ok del Parlamento per attaccare oltreconfine e farla finita una volta per tutte. In campagna elettorale, Chp e Mhp hanno sottolineato l'esigenza di sconfiggere “il terrorismo” con tutti i mezzi, i nazionalisti anche parlando apertamente di invasione dell'Iraq. Accusano l'Akp di essere troppo morbido con i ribelli; i quasi 90 soldati caduti negli ultimi mesi sulle montagne del sud-est, e la vasta copertura mediatica data ai loro funerali, hanno alimentato un clima nazionalista nel Paese, ben sfruttato da Chp e Mhp. Quest'ultimo promette di aumentare il budget dell'esercito.

La previsione. I sondaggi assegnano al Chp circa il 20 percento dei voti, e al Mhp qualcosa di più del 10 percento, che costituisce la soglia per entrare in Parlamento. Si prevede che l'Assemblea verrà divisa tra questi due partiti e l'Akp, oltre a qualche decina di parlamentari indipendenti eletti tra le file del partito curdo. Senza promettere coalizioni già in campagna elettorale, Chp e Mhp non dovrebbero avere difficoltà ad allearsi in funzione anti-Akp. Sembra però difficile che avranno i numeri necessari per governare.
 

Alessandro Ursic

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