stampa
invia
Cambiamento
abissale. Lunedì scorso il generale statunitense Peter
Pace ha parlato di “un cambiamento abissale” delle condizioni di
sicurezza in Iraq. Pace riferisce che i miliziani di Al Qaeda sono
stati cacciati dalla provincia di Ramadi con l'aiuto delle tribù
locali, e ha invitato il presidente Usa a proseguire con l'attuale
strategia. La fiducia del generale Pace stride con le opinioni
espresse ultimamente da alti ufficiali dell'esercito Usa e da
politici iracheni di spicco, secondo i quali lo scenario iracheno è
nero e, in prospettiva, peggiorerà senza un deciso cambiamento
di strategia. A fine giugno il generale David Petraeus, ideatore
dell'operazione sicurezza a Baghdad e dintorni, ha dichiarato che "Il
successo sembra ormai improbabile". il generale ha riferito di
lievi miglioramenti nella provincia di Al Anbar, ma ha anche ammesso
di aspettarsi "Una varietà di attacchi spettacolari prima
di settembre". Petraeus sta anche lavorando a un report sulla
situazione che a settembre verrà sottoposto al Congresso Usa.
Secondo alcune anticipazioni, nel documento si sostiene che tutti gli
obiettivi dell'amministrazione Bush sull'Iraq sono stati mancati,
ufficiali vicini al presidente, però, hanno ribadito che "non
c'è abbastanza volenza in Iraq per giustifciare un cambio di
strategia". Sempre lunedì, l'ex premier iracheno Yiad
Allawi ha dichiarato in un'intervista che il paese si trova alla
vigilia di un disastro ancora maggiore di quello attuale e che la
violenza si aggraverà nei prossimi mesi. "Lo spargimento
di sangue è terrificante e inaccettabile e, francamente, non
credo che il processo politico possa procedere come ora, perchè
il paese è alla vigilia di un grande disastro. L'insorgenza è
più forte che mai e si sta pure rinforzando. La
riconciliazione non è mai stata così lontana".
Violenze
settarie. Dal febbraio scorso l'esercito Usa ha cercato di
riportare sotto controllo almeno la provincia attorno a Baghdad,
dapprima con un'operazione nella periferia meridionale a maggioranza
sciita, poi, a fine giugno, in quella settentrionale. L'esercito Usa
ha schierato altri 28 mila uomini extra e quello iracheno 30 mila, ma
nonostane ciò gli attacchi non sono calati di numero e, ogni
giorno, muoiono mediamente un centinaio di persone, vittime delle
cosiddette violenze settarie. Da più di due anni, infatti,
ogni mattina, le forze dell'ordine trovano decine di corpi
abbandonati nelle strade, nelle fogne a cielo aperto e anche nelle
acque del Tigri. Quasi sempre i cadaveri hanno le mani legate e
presentano segni di orribili torture. Per fermare questo massacro tre
mesi fa è stata lanciata l'operazione Law and Order. Ma oggi,
rispetto ad allora, le vittime delle violenze settarie sono aumentate
di oltre il 40 percento. Nel solo mese di giugno i cadaveri
recuperati sono stati 540. La scorsa settimana alcuni importanti
politici sunniti e sciiti hanno invitato la popolazione a prendere le
armi per difendersi da sola. Un gesto che suona come una vera e
propria ammissione di impotenza di fronte a una violenza che le
operazioni militari non sono riuscite a estirpare. Le pattuglie
dell'esercito non sono servite nemmeno a mettere in sucurezza i punti
vitali della città, come le moschee e i mercati, che ogni
giorno vengono colpiti da mortai, razzi e autobombe.
Civili.
La più recente operazione anti-terrorismo lanciata dalle
truppe Usa, battezzata Arrowhead Ripper, si è svolta nella
provincia di Dyala e nella città di Baquba, a nord di Baghdad,
ritenute roccaforti dei jihadisti vicini ad Al Qaeda dai servizi
segreti Usa. Il raid, iniziato il 18 giugno, ha suscitato le ire
della popolazione locale secondo cui i bombardamenti sul centro
abitato hanno distrutto diverse abitazioni uccidendone gli abitanti.
Non solo, molti dei civili sono stati colpiti mentre tentavano di
lasciare la città e i loro corpi sono rimasti abbandonati per
le strade. Il 22 giugno, poco dopo l'inizio delle operazioni, un
comandante Usa sosteneva che l'80 percento dei miliziani aveva
lasciato la città prima dell'inizio dell'offensiva. "lo
sanno tutti che gli Stati Uniti usano il nome di Al Qaeda per coprire
gli attacchi contro i combattenti che si oppongono all'occupazione e
contro i civili" ha dichiarato Hilmi Saed, un giornalista di
Baghdad. Rabbia e dolore trapelano anche da un comunicato del partito
Islamico Iracheno, scritto il primo luglio, in cui si accusano gli
Usa di avere ucciso 350 persone e distrutto più di 150
abitazioni a Baquba. Il partito sunnita ha parlato di "punizione
collettiva" e di "crimini di massa". Anche in questo
caso il sangue dei civili non ha portato a una maggiore sicurezza.
Questa mattina 29 civili sono stati uccisi da uomini armati in
uniformi della polizia, proprio in un villaggio vicino a Dyala,
mentre un'autobomba ha ucciso 10 persone vicino all'ambasciata
iraniana, nel pieno centro di Baghdad.Naoki Tomasini
Parole chiave: iraq strategie, violenze settarie, peter pace, david petraeus