17/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il paramilitarismo prospera nonostante leggi e processi
“I capi paramilitari continuano a delinquere dal carcere e quello che stanno dichiarando davanti ai giudici non è altro che un tentativo di giustificare i loro crimini. Nel frattempo, continuano a minacciare le loro vittime come e più di prima”. A commentare quanto sta avvenendo in Colombia è Ivan Cepeda, il presidente del Movimento nazionale delle vittime dei crimini di Stato con sede a Bogotá. Figlio del senatore Manuel, ucciso nel 1994 dai paras, Cepeda sta girando il mondo per far conoscere ciò che avviene nel paese sudamericano. In Italia ha stretto “un'alleanza strategica” con l'associazione Libera di don Ciotti, in modo da tener testa a quell'antico sodalizio italo-colombiano che parte dai paramilitari di Mancuso e arriva nella Calabria della 'ndrangheta. “Crediamo che esista una rete mafiosa transatlantica e che quindi debba anche esistere una rete transatlantica della società civile che si oppone al potere mafioso e criminale. Questa idea sta compiendo un cammino e Libera camminerà con noi”, ha spiegato l'attivista, rintracciato al telefono mentre, a Medellín, assiste all'udienza che vede imputato il capo militare conosciuto col nome di Don Berna. Del movimento fanno parte circa duecento organizzazioni di resistenza indigena, afrodiscendenti, contadini, politici, sindacati.

Paramilitare delle AucGli intoccabili. Si tratta dell'ennesimo processo contro il paramilitarismo, che grazie alla Legge Giustizia e Pace sta cercando di ripulire la fedina penale di un passato di violenza e illegalità, per continuare indisturbato a fare esattamente quel che faceva prima, ma sotto una parvenza di legalità. In questo momento ci sono 14 parlamentari indagati per collusione con i paramilitari. Il progetto che la giustizia sta smascherando prevedeva di convertire i paramilitari in un vero e proprio movimento politico. “I paramilitari continuano come e più di prima – spiega Iván - Ci sono prove che almeno 40 gruppi siano attivi in tutto il paese. Ormai, si sono ritagliati zone di controllo territoriale consolidate. Migliaia di persone sono scomparse, per lo più contadini e indigeni. E l'alleanza politica è portentosa. Non si distinguono più i politici dai paramilitari. In più abbiamo un regime che tende a soffocare la democrazia e che sta uccidendo anche quel poco di stato di diritto rimasto”.
“La smobilitazione prevista dalla Giustizia e Pace? - riprende Cepeda - Certo, può essere che abbiano smilitarizzato qualcuno, ma non hanno smilitarizzato i capitali. Il tema essenziale è il potere economico di questi gruppi, che permette loro di trafficare in armi e droga e arruolare persone in ogni momento. In questo periodo, ci sono migliaia di paras in carcere, ma godono tutti di una relativa comodità: hanno in cella i telefonini e controllano e amministrano i propri affari. Il loro potere economico resta dunque immutato”.

Ivan CepedaDietro le quinte. In mezzo a questa palude di “legale illegalità”, anche secondo il presidente del Movimento nazionale delle vittime dei crimini di Stato, dunque, sembra esserci il presidente della Repubblica, Alvaro Uribe. Una fitta rete di personaggi molto potenti sono stati trovati con le mani nel sacco del paramilitarismo, ma nessuna prova diretta ha incastrato, almeno finora, il presidente. “Il fatto è che tutti questi personaggi sono stati, chi più chi meno, d'intorno al governo Uribe – riprende Cepeda - L'ex direttore del dipartimento amministrativo di sicurezza, Jorge Noguera, tanto per dirne uno, ex console di Milano, è stato arrestato per prove schiaccianti. Come lui, anche il cugino di Uribe, che ha lavorato in Antioquia a braccetto con il presidente. Il loro era un movimento politico a cui hanno appartenuto molti politici finiti nello scandalo. E, nonostante il presidente stia tentando di occultare i suoi vincoli con i paramilitari, gli scandali continueranno a venir fuori”. Sui metodi della Giustizia colombiana, Iván è fiducioso: “Le indagini le sta portando avanti il procuratore generale Fiscal General de la Nación. Finora la Corte Suprema di Giustizia si sta comportando in maniera impeccabile, anche se naturalmente gli ostacoli da superare sono tanti. Tutti i magistrati coinvolti sono stati minacciati e qualcuno sta cercando si spostare i casi ai tribunali regionali, che usano garantire una certa impunità ai soliti noti. Ma la Corte resiste. Almeno per ora”.
 
vittime di stato colombianePrima la verità. Sulla questione, accordo umanitario sì accordo umanitario no, Cepeda dice che innanzitutto va chiarito quanto accaduto agli undici deputati del Valle, da anni in mano alle Farc e rimasti uccisi in un non meglio precisato scontro a fuoco nella selva. “È necessario che si chiarisca quello che è successo. Ci sono due versioni. Il governo ha detto che la guerriglia ha ucciso i deputati senza che ci fosse stata nessuna azione militare. La guerriglia ribatte si è trattato di un'operazione militare, un blitz che ha scatenato uno scontro a fuoco letale per i deputati. Secondo questa versione, sarebbe stato un gruppo di mercenari o di paras. Al di là di come è andata, l'importante è che venga fuori la verità. E per questo è necessario che un ente indipendente e internazionale investighi. Per ora è difficile. Il governo vorrebbe fosse l'Oea, mentre Francia, Spagna e Svizzera (i cosiddetti paese amici ndr.) hanno proposto una commissione di inchiesta come dettato dal diritto umanitario. E questa per ora è l'unica soluzione. Non resta che aspettare”.

Stella Spinelli

Articoli correlati:
06/07/2007 Candele contro la guerra: Dopo anni di silenzio, la Colombia reagisce alla violenza. Ma il governo strumentalizza l'evento e lo stravolge
20/06/2007 La battaglia delle vittime: Chiquita torna sul banco degli imputati. Le vittime del paramilitarismo vogliono soldi e la multinazionale si difende
12/06/2007 Manu militari: Due soldati sparano sulla gente. Morte 6 persone, fra cui un bambino di 9 anni
04/06/2007 Liberi tutti: Uribe intende sbloccare la paralisi politica liberando tutti: guerriglieri, paras e politici corrotti
31/05/2007 Impunità gratuita: Intercettazioni telefoniche smascherano la leadership paramilitare, rimasta onnipotente nonostante il carcere
16/05/2007 Operazione Manos Limpias: Salvatore Mancuso, narcotrafficante leader delle Auc, accusa il vice di Uribe e tre generali dell'Esercito
11/05/2007 Chiquita in cerca di riscatto: La multinazionale dal bollino blu spiega perché ha pagato 1.700.000 dollari ai paramilitari colombiani
06/04/2007 Miscele esplosive: La commistione con i paramilitari coinvolge tutte le sfere del potere In Colombia
22/03/2007 Italia-Colombia, insieme contro la mafia: Libera di don Ciotti si schiera con le vittime del paramilitarismo colombiano
19/03/2007 Banane in guerra: La Chiquita Brand ha ammesso di aver pagato oltre un milione di dollari ai paramilitari colombiani
23/02/2007 E' il momento della verità: Ex console colombiano a Milano in carcere per l'accusa di omicidio e collusione con i paramilitari
20/12/2006 Narcos e 'Ndrine: Una inchiesta della Dda di Reggio Calabria attesta il ruolo di Salvatore Mancuso come protagonista del narcotraffico
18/12/2006 La legge del colpo di spugna: Al via il processo contro i paramilitari che hanno scelto di deporre le armi
25/08/2006 La morte nascosta: La storia di Elisenia, una delle tante vittime della violenza di esercito e gruppi armati in Colombia
21/06/2006 Alla ricerca dei bambini soldato: Sono 11mila i minorenni coinvolti nella guerra colombiana e nessuno compare fra gli smobilitati
12/04/2006 Calcio. Punto e basta: Giocano in mezzo al nulla, unico momento di svago in mezzo a una guerra fratricida lunga 40 anni
04/04/2006 Vite minate: Un uomo al giorno salta su una mina. La storia di Armando, contadino saltato su un ordigno Farc
23/03/2006 Basta la guerriglia siempre: Intervista a uno dei capi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia
08/03/2006 Lorena fra due fuochi: Lorena, 52 anni e tanta forza di farsi rispettare dallo Stato, dalla guerriglia e dai paramilitari
22/02/2006 Nella tana dei guerriglieri: Un comandante delle Farc ci racconta il caso di Ingrid Betancourt, loro prigioniera da 4 anni
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità