16/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Si combatte strada per strada a Nahr el Bared, ancora una bomba contro l'Unifil
Anche questa mattina il campo profughi di Nahr el Bared, a Tripoli, nel nord del Libano, è nel mirino dell'esercito libanese. Per tutto il fine settimana i miliziani di Fatah al Islam hanno combattuto contro i soldati libanesi che sono ormai penetrati in profondità nel campo. A tratti il rumore dell'artiglieria pesante cessa, per lasciare spazio ai colpi di mitra e armi leggere. Segno che si è passati dalla battaglia a distanza ai corpo a corpo per le vie del campo dove, secondo testimoni locali, giacciono abbandonati i corpi di diversi miliziani.

sodlati libanesi nel campo di Nahr el BaredAccerchiati. Diverse bandiere biancorosse con il cedro al centro sventolano dai tetti degli edifici conquistati, disegnando una mappa dell'accerchiamento dei miliziani che vanno via via perdendo posizioni. Gli ulimi resistenti rimangono asserragliati in alcuni edifici, da cui hanno iniziato a sparare razzi Katyusha verso i villaggi circostanti. Una nuova tattica che, nelle speranze dei miliziani, potrebbe servire ad allentare la pressione militare sul campo. Tra venerdì e domenica i Katyusha sparati sui villaggi attorno a Tripoli sono stati una trentina e hanno causato il ferimento di due persone. Questa mattina l'esercito libanese ha annunciato la morte del centesimo soldato, mentre il numero delle vittime tra i miliziani rimane incerto. Fonti locali parlano di 80 miliziani e 40 civili uccisi, mentre secondo le Nazioni Unite sono 60 e 20. Sultan Abuleinein, capo di Al Fatah in Libano, sostiene che i guerriglieri rimasti nel campo sono una sessantina, e ha invitato l'esercito a eliminarli. Prima del 20 maggio, quando sono inziati gli scontri, il campo profughi palestinese di Nahr el Bared ospitava almeno 40 mila persone, la maggior parte dei quali è fuggita dalla battaglia e ha trovat o rifugio in struttture provvisorie. Un accordo del 1969 negava all'esercito libanese il diritto di accedere ai campi palestinesi, il divieto è stato formalmente rimosso negli anni '80 ma è rimasto implicitamente in vigore, fino a questi giorni.

Unifil. La missione unifil, schierata sul campo dalla fine della guerra con Israele della scorsa estate, dovrebbe offrire una garanzia di stabilità, ma oggi, per la seconda volta in pochi giorni, i suoi soldati sono stati presi di mira da un attacco. Questa mattina una bomba è esplosa contro un convoglio dell'Onu a Qassimiyeh, un villaggio non lontano dalla città portuale di Tiro. L'ordigno non ha causato feriti e il comando non ha reso nota la nazionalità dei militari coinvolti. Lo scorso 24 maggio un altro ordigno, sempre nel sud del paese, aveva causato la morte di sei militari spagnoli del contingente internazionale.

I convenuti all'incontro di ParigiColloqui. La lotta contro le milizie legate ad Al Qaeda infiltrate nei campi palestinesi e gli attacchi contro l'Unifil sono solo gli ultimi elementi che concorrono a destabilizzare il paese, sprofondato dallo scorso autunno in una crisi di rappresentanza e una stasi politica quasi totale. Questo fine settimana in Francia si è svolto un incontro con lo scopo di riaprire il dialogo tra le due principali correnti, quella di Hezbollah e Aoun da una parte, quella di Hariri e Siniora dall'alra. 30 leader politici di 14 partiti libanesi si sono seduti attorno a un tavolo del castelllo di La Celle Saint Cloud, a sud di Parigi e, dopo alcune ore di gelo, hanno iniziato a porre le basi per un dibattito che sulla carta ha visto tutti daccordo. I partiti hanno approvato un documento in cui rifiutano la violenza come strumento politico e stigmatizzano le ingerenze esterne nelle questioni libanesi. Uno sviluppo positivo in termini politici, che però non prevede alcuno strumento concreto. Dalla morte dell'ex premier Rafiq Hariri, nel febbraio 2005, gli omicidi di politici si sono susseguiti senza sosta e in nessun caso i responsabili sono stati individuati. Hezbollah continua a ricevere armi e sostegno da Iran e Siria, mentre il governo Siniora gode del sostegno politico ed economico di Israele, degli Stati Uniti e della comunità internazionale.
 
Naoki Tomasini 
 
Categoria: Guerra
Luogo: Libano
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