Il commento della senatrice Haidi Giuliani, madre del ragazzo ucciso a Genova nel 2001
Signora Giuliani, lei ha detto di essere rimasta 'senza parole' quando ha saputo
del contenuto delle telefonate tra i poliziotti e la Centrale operativa della
Questura di Genova. Da cosa deriva questo suo stupore?
Innanzitutto io non ho mai rilasciato dichiarazioni sulle telefonate, dove ha
letto del mio 'stupore'?
Era riportato su un articolo di 'Repubblica' on-line del 6 luglio scorso.
'Repubblica' continua a pubblicare mie dichiarazioni che non ha mai raccolto.
Io non leggo 'Repubblica', se non per alcuni articoli nella rassegna stampa del
Senato, ma continuo a sentirmi dire 'tu hai detto questo, tu hai detto quest'altro'.
Non è vero. Io non ho mai parlato recentemente con un giornalista di Repubblica.
E' una cosa esasperante. L'altro giorno mi hanno ascritto d'ufficio a un gruppo
di quattro dissidenti che faranno cadere il governo. E' una politica tesa a indicare
Rifondazione come il colpevole di un eventuale caduta del governo, quando magari
i 'colpevoli' potrebbero essere altri...
A maggior ragione, se non ha ancora rilasciato dichiarazioni, come commenta queste recenti
risultanze dell'inchiesta, che riaprono ferite mai rimarginate?
Le premetto che delle mie ferite personali non parlo. Appartengono alla mia sfera
privata. Detto questo, se io continuo questa battaglia, secondo molti perduta
in partenza, è perché ci sono segnali gravi che le violenze che hanno subito i
manifestanti a Genova non sono finite e che, se non si mantiene l'attenzione su
quanto avvenuto nel passato, lo vedremo ripetersi anche nel presente e nel futuro.
Per quanto riguarda la commissione parlamentare d'inchiesta sul G8, quali sono
i tempi che porteranno alla sua istituzione?
Questo non deve chiederlo a me. Sono quattro anni che continuiamo a far firmare
petizioni che poi consegniamo ai presidenti di Camera e Senato. Già una volta
abbiamo depositato più di 10 mila firme, in cui non solo chiedevamo la commissione
d'inchiesta, ma anche un segno di riconoscimento per le divise degli agenti deputati
all'ordine pubblico, oltre a una 'formazione democratica' di tali agenti. A quanto
pare, infatti, molti di loro hanno una formazione di stampo fascista. Questo lo
dicono loro stessi, non lo dico io, mi riferisco alle dichiarazioni fatte in quei
giorni, e non solo, da poliziotti e carabinieri. Ma mi riferisco anche ai gagliardetti
e ai busti di Mussolini, simboli molto diffusi nelle nostre Questure e nelle nostre
caserme.
Lorenzo Guadagnucci, giornalista picchiato alla Diaz e promotore del Comitato
Giustizia e Verità, si sente un 'cittadino senza Costituzione'. Lei che oggi ne
è anche rappresentante, quanto crede ancora nelle istituzioni italiane?
Vede, non è tanto il fatto di credere o non credere, è questione di 'lottare
per'. Le istituzioni democratiche di questo Paese sono messe a rischio non solo
dalle giornate di Genova, ma anche da molti altri fatti che stanno accadendo in Italia,
fatti che conoscerà bene e che pertanto non sto ad elencarle. Noi non dobbiamo
smettere di fare... una volta si diceva 'vigilanza democratica'. Ecco, la mia
battaglia sta tutta qui. Anche continuare a chiedere una commissione d'inchiesta
è una forma per mantenere alta la vigilanza.