13/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il commento della senatrice Haidi Giuliani, madre del ragazzo ucciso a Genova nel 2001
Signora Giuliani, lei ha detto di essere rimasta 'senza parole' quando ha saputo del contenuto delle telefonate tra i poliziotti e la Centrale operativa della Questura di Genova. Da cosa deriva questo suo stupore?
Innanzitutto io non ho mai rilasciato dichiarazioni sulle telefonate, dove ha letto del mio 'stupore'?
 
Heidi GiulianiEra riportato su un articolo di 'Repubblica' on-line del 6 luglio scorso.
'Repubblica' continua a pubblicare mie dichiarazioni che non ha mai raccolto. Io non leggo 'Repubblica', se non per alcuni articoli nella rassegna stampa del Senato, ma continuo a sentirmi dire 'tu hai detto questo, tu hai detto quest'altro'. Non è vero. Io non ho mai parlato recentemente con un giornalista di Repubblica. E' una cosa esasperante. L'altro giorno mi hanno ascritto d'ufficio a un gruppo di quattro dissidenti che faranno cadere il governo. E' una politica tesa a indicare Rifondazione come il colpevole di un eventuale caduta del governo, quando magari i 'colpevoli' potrebbero essere altri...
 
A maggior ragione, se non ha ancora rilasciato dichiarazioni, come commenta queste recenti risultanze dell'inchiesta, che riaprono ferite mai rimarginate?
Le premetto che delle mie ferite personali non parlo. Appartengono alla mia sfera privata. Detto questo, se io continuo questa battaglia, secondo molti perduta in partenza, è perché ci sono segnali gravi che le violenze che hanno subito i manifestanti a Genova non sono finite e che, se non si mantiene l'attenzione su quanto avvenuto nel passato, lo vedremo ripetersi anche nel presente e nel futuro.
 
Per quanto riguarda la commissione parlamentare d'inchiesta sul G8, quali sono i tempi che porteranno alla sua istituzione?
Questo non deve chiederlo a me. Sono quattro anni che continuiamo a far firmare petizioni che poi consegniamo ai presidenti di Camera e Senato. Già una volta abbiamo depositato più di 10 mila firme, in cui non solo chiedevamo la commissione d'inchiesta, ma anche un segno di riconoscimento per le divise degli agenti deputati all'ordine pubblico, oltre a una 'formazione democratica' di tali agenti. A quanto pare, infatti, molti di loro hanno una formazione di stampo fascista. Questo lo dicono loro stessi, non lo dico io, mi riferisco alle dichiarazioni fatte in quei giorni, e non solo, da poliziotti e carabinieri. Ma mi riferisco anche ai gagliardetti e ai busti di Mussolini, simboli molto diffusi nelle nostre Questure e nelle nostre caserme.
 
Lorenzo Guadagnucci, giornalista picchiato alla Diaz e promotore del Comitato Giustizia e Verità, si sente un 'cittadino senza Costituzione'. Lei che oggi ne è anche rappresentante, quanto crede ancora nelle istituzioni italiane?
Vede, non è tanto il fatto di credere o non credere, è questione di 'lottare per'. Le istituzioni democratiche di questo Paese sono messe a rischio non solo dalle giornate di Genova, ma anche da molti altri fatti che stanno accadendo in Italia, fatti che conoscerà bene e che pertanto non sto ad elencarle. Noi non dobbiamo smettere di fare... una volta si diceva 'vigilanza democratica'. Ecco, la mia battaglia sta tutta qui. Anche continuare a chiedere una commissione d'inchiesta è una forma per mantenere alta la vigilanza.

Luca Galassi

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