13/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I sindacati francesi contro le espulsioni di immigrati sui voli Air France
  
sans papier“I portelli dell'aereo si stanno per chiudere. Tutto è pronto per rullare sulla pista, direzione Bamako. Ma arriva il passeggero dell'ultima ora, un sans papier che deve essere espulso. All'improvviso il migrante, un maliano di una quarantina d'anni, cerca di divincolarsi dalla stretta di due uomini”. Inizia così la testimonianza di alcuni passeggeri del volo AF 796 del maggio scorso. I due uomini sono poliziotti in borghese: si fanno riconoscere dai passeggeri quando iniziano le proteste per le botte contro il migrante. Il racconto prosegue. “Uno dei due agenti stringe le mani attorno al collo dell'uomo, mentre l'altro lo picchia selvaggiamente. Le urla sono diventati solo striduli singhiozzi rauchi, per il soffocamento”. I passeggeri si ribellano, uno di loro filma con un telefonino. Ma gli agenti li minacciano di arresto e si innervosiscono. L'epilogo: il cittadino maliano viene portato via in ambulanza. Uno dei passeggeri, Michel Dubois, viene arrestato e trattenuto per essersi opposto alle violenze. E dovrà rispondere della sua indignazione in un'aula di tribunale.

Le compagnie Air France-KLMI sindacati. È passato poco più di un mese dalla storia raccontata dai passeggeri diretti a Bamako. E ora i sindacati Cfdt (Confédération Français Démocratique de Travailleurs) e Cgt (Confédération Général du Travail) hanno chiesto agli azionisti di Air France-KLM di cessare l'utilizzo della flotta aerea per le espulsioni di migranti sans papier . Traferimenti spesso violenti, pratiche che danneggiano l'immagine della compagnia, e che soprattutto violano le regole democratiche e dei diritti personali. La notizia provoca dibattito: “Le persecuzioni inventate da Sarkozy non mi interessano - scrive nel forum del quotidiano francese Libération Kissant - bisogna saper resistere.
Non sceglierò mai più Air France. E se su un volo di un'altra compagnia dovessi vedere migranti espulsi e trattati con violenza mi opporrò”.

protesta all'aeroportoLa sicurezza e i diritti. La risposta del presidente di Air France non si è fatta attendere. Davanti all'Assemblea degli azionisti, Jean-Cyril Spinetta ha ribadito che l'attività di rimpatrio forzato non verrà sospesa. Con una sola eccezione: “Se dovessimo ritenere che la sicurezza dei beni e delle persone fosse messa in pericolo, allora sarà responsabilità diretta del comandante dell'aereo e dello stesso presidente della società prendere una decisione sul ritardo della partenza del volo”. Un precedente c'è e riguarda i voli della compagnia francese verso il Mali. Nel 1998 i voli per le espulsioni furono bloccati, ma ripresero immediatamente quando il governo adottò un nuovo piano per rinforzare le scorte di polizia.

forze speciali della polizia franceseAzionisti divisi. Oggi a Parigi, nel corso dell'Assemblea degli azionisti, le reazioni sono state diverse. C'è stato chi ha applaudito l'intervento dei segretari generali delle due confederazioni sindacali chiamati a spiegare i motivi della loro petizione, e chi invece ha preso la parola per definire 'energumeni' i migranti espulsi, chiedendo “che d'ora in poi vengano fatti volare nella stiva insieme ai cani”. Le reazioni sul forum di Libération, intanto, si arricchiscono di testimonianze. André: “I voli aerei sono già così stressanti... Non mi possono dire al momento dell'acquisto del biglietto se a bordo dell'aereo ci sono degli espulsi? Se non ho garanzie, non salgo su Air France”. Dom 972: “Basterebbe usare i voli militari... et voilà!”.

Angelo Miotto

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