13/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito conquista l'ultima roccaforte orientale dell'Ltte, ma la pace appare lontana
Cratere di bomba sulla spiaggiaSulla spiaggia assolata, all’ombra di un capanno di legno e foglie di palma, Anantham Selva, 15 anni, e Sri Balasubramaniam Kanthamalar, 51, stavano pulendo il pesce appena pescato assieme ad altra gente del villaggio, quando un jet ‘Kfir’ dell’aeronautica militare governativa ha sorvolato la zona a bassa quota, sganciando due bombe. Una è caduta sulla sabbia, un’altra ha centrato in pieno il capanno. Il ragazzino e la donna sono morti. Un amichetto del bambino, P. Premkumar, è rimasto vivo, ma con le gambe maciullate. Altre otto persone sono rimaste ferite.
E’ accaduto mercoledì pomeriggio nei pressi di Alampil, nel distretto nord-orientale di Mullaitivu, in territorio Tamil.
 
Bambino ferito nel bombardamentoIl governo ha riconquistato l’est. Nelle stesse ore più a sud, nel distretto costiero di Batticaloa, era in corso una delle più importanti battaglie degli ultimi mesi. Dopo settimane di intensi bombardamenti aerei e di combattimenti nella giungla, l’esercito governativo dava l’assalto finale e conquistava il Monte Thoppigala, ultimo bastione delle Tigri Tamil nell’est del Paese. Una vittoria importante per il governo di Colombo, che conclude così l’offensiva militare lanciata lo scorso febbraio per “liberare” l’est del Paese.
Dopo la presa di Kokkadicholai, il 28 marzo, e la riconquista dell’autostrada A5, il 12 aprile, i 140 chilometri quadrati di giungla attorno al Monte Thoppigala erano l’ultima zona ancora controllata dalle Tigri, che così hanno perso, dopo quindici anni, tutte le loro posizioni sulla costa orientale dell’isola.
 
Commandos dell'esercito nella giunglaNegoziato sempre più lontano. L’Ltte ha confermato l’esito della battaglia, annunciando però l’avvio di una tattica di guerriglia contro le truppe governative. “Il governo proclama la fine della guerra nell’est, ma si sbaglia”, ha detto Rasiah Ilanthiriyan, portavoce dei ribelli. “Noi siamo esperti guerriglieri. Occupare un territorio non significa aver vinto”.
Il presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa, canta comunque vittoria e i generali di Colombo già pensano alla battaglia finale: quella per la conquista del nord, vera roccaforte della guerriglia Tamil. Questa vittoria ha galvanizzato i “falchi” del governo, contrari a ogni negoziato e decisi a percorrere, fino in fondo, la via militare, tramutandosi in una sconfitta per le speranze di pace. Lo ha constatato a sue spese il mediatore norvegese Hans Brattskar, che proprio ieri ha visto fallire il suo ennesimo tentativo di riallacciare il dialogo tra le parti.  

Enrico Piovesana

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