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La polemica ormai è divampata. Secondo Almada la richiesta di cambiare il codice penale del paese è un'iniziativa
da attribuire esclusivamente a quella parte di deputati conservatori che non perdono
occasione per strizzare l'occhio allo zio Sam e non deluderlo mai.
Prima e dopo. Il Paraguay ha vissuto un periodo storico davvero difficile. La dittatura del
generale Stroessner, ha causato drammi sociali non indifferenti. Il numero dei
morti, dei desaparecidos e dei torturati sulla coscienza dei militari 'taurini' è altissimo e Almada
sembra conoscerlo bene. Il suo abituale sorriso e la sua calma spariscono quando
affronta l'argomento terrorismo. Lui l'ha conosciuto per mezzo della tristemente
famosa 'legge 209' emanata da Alfredo Stroessner. Per il suo impegno sociale venne
additato di essere un 'terrorista intellettuale'. Gli vennero confiscati i beni,
fece tre anni di galera, la moglie (Celestina Perez) venne uccisa e fu poi costretto
a 15 anni di esilio. Da quell'orribile esperienza nasce il suo rifiuto per questa
legge che potrebbe considerare come terrorista qualsiasi manifestazione di protesta
dei cittadini paraguayani.
L'esperienza insegna. Accusato di incitare i cittadini paraguayani alla dissidenza e al pensiero
critico nei confronti della dittatura, nel 1974 Almada fu torturato dai militari
(argentini, brasiliani, boliviani, e cileni) impegnati nell'operazione Condor.
Proprio per questo motivo l'avvocato progressista rifiuta categoricamente ogni
tentativo di abuso di potere da parte delle gerarchie politiche nazionali. “Il
progetto di legge anti terrorismo in Paraguay – ha detto Almada - è una negazione
dello stato di diritto che viola inequivocabilmente la Costituzione e tutti gli
accordi internazionali in materia di diritti umani perchè qualifica come atti
terroristici anche delle semplici manifestazioni cittadine e classifica come nemico
il popolo paraguayano”.Alessandro Grandi
Parole chiave: alessandro grandi, peacereporter, pace, guerra