12/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Paraguay, un progetto di legge anti terrorismo crea malumori e preoccupazioni nella società civile
Non ha usato mezzi termini Martin Almada, noto avvocato paragauyano e premio Nobel alternativo per la Pace: qualcuno sta lavorando affinché nel sistema legislativo del Paraguay venga introdotta una nuova 'Ley Patriota' (fortemente ispirata al Patrioct act Usa) mediante la quale l'amministrazione statunitense potrà controllare a distanza e con una certa facilità la popolazione del paese sudamericano. La lotta al terrorismo è arrivata anche in Paraguay.

Scene dalla dittaturaLa polemica ormai è divampata. Secondo Almada la richiesta di cambiare il codice penale del paese è un'iniziativa da attribuire esclusivamente a quella parte di deputati conservatori che non perdono occasione per strizzare l'occhio allo zio Sam e non deluderlo mai.
Inoltre, l'avvocato sostiene nella sua denuncia pubblica che il Gafi (Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro), l'organismo internazionale nato dalla volontà dei 7 grandi del pianeta abbia fatto di tutto per 'spingere' verso questo tipo di decisione, comoda per stabilire le misure di controllo sul lavaggio di denaro, attività che in Paragauy riscuote parecchio successo.
Ma Almada si è spinto oltre. Per lui la 'ley antiterrorista' (già approvata dal parlamento e in attesa di essere discussa al senato) è stata un dictat di Washington, che nel paese sudamericano ha molti interessi: dal controllo delle falde acquifere al quello del territorio, considerato strategico.
Il premio Nobel Alternativo, che potrebbe diventare vice presidente del Paraguay nel caso in cui a vincere le elezioni fosse Fernando Lugo, l'ex vescovo cattolico prestato alla politica, ha messo in guardia i suoi concittadini: la 'Ley Antiterorismo' è una legge antidemocratica che potrebbe causare precedenti pericolosi per tutte le nazioni del continente.

Almada, scopritore dell'archivio dell'operacion condor nel 1992Prima e dopo.
Il Paraguay ha vissuto un periodo storico davvero difficile. La dittatura del generale Stroessner, ha causato drammi sociali non indifferenti. Il numero dei morti, dei desaparecidos e dei torturati sulla coscienza dei militari 'taurini' è altissimo e Almada sembra conoscerlo bene. Il suo abituale sorriso e la sua calma spariscono quando affronta l'argomento terrorismo. Lui l'ha conosciuto per mezzo della tristemente famosa 'legge 209' emanata da Alfredo Stroessner. Per il suo impegno sociale venne additato di essere un 'terrorista intellettuale'. Gli vennero confiscati i beni, fece tre anni di galera, la moglie (Celestina Perez) venne uccisa e fu poi costretto a 15 anni di esilio. Da quell'orribile esperienza nasce il suo rifiuto per questa legge che potrebbe considerare come terrorista qualsiasi manifestazione di protesta dei cittadini paraguayani.

Martin AlmadaL'esperienza insegna. Accusato di incitare i cittadini paraguayani alla dissidenza e al pensiero critico nei confronti della dittatura, nel 1974 Almada fu torturato dai militari (argentini, brasiliani, boliviani, e cileni) impegnati nell'operazione Condor. Proprio per questo motivo l'avvocato progressista rifiuta categoricamente ogni tentativo di abuso di potere da parte delle gerarchie politiche nazionali. “Il progetto di legge anti terrorismo in Paraguay – ha detto Almada - è una negazione dello stato di diritto che viola inequivocabilmente la Costituzione e tutti gli accordi internazionali in materia di diritti umani perchè qualifica come atti terroristici anche delle semplici manifestazioni cittadine e classifica come nemico il popolo paraguayano”.

Alessandro Grandi

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