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Tutto cominciò sul Forum. Era già successo all’inizio di giugno con lo scandalo delle fornaci, conclusosi
con l’arresto di oltre 120 padroncini e capisquadra in delle fabbriche di mattoni
nello Shanxi che sfruttavano il lavoro minorile, schiavizzando dei ragazzini.
Una protesta postata da un gruppo di padri che richiedeva indietro agli sfruttatori
i loro 50 figli, ha montato l’indignazione sul forum più conosciuto di Cina, il
‘Tanya Club’, costringendo un membro del PolitBuro del Partito Comunista a farsi
promotore delle rivendicazioni dei padri e a innescare un’inchiesta che ha passato
a setaccio 750 fornaci in un giorno.
Sms contro la Centrale. Sullo Stretto di Formosa, giusto davanti la ‘ribelle’ Taiwan, gli abitanti della
città di Xiamen si sono dati appuntamento un fine settimana di giugno per due
giorni di protesta contro un progetto della direzione regionale del Partito che
aveva disposto la costruzione di un massiccio impianto chimico destinato a trattare
elementi pericolosi. Lo stabilimento doveva essere costruito in Haicang, una isoletta
residenziale separata da questa cittadina di due milioni di abitanti da una lingua
di mare. Alcuni chimici hanno lanciato l’allarme con Sms dal tono catastrofico:
“Governo innesca bomba atomica a Xiamen” – “Nuova Fabbrica causerà leucemia e
malformazioni nei nuovi nati” a centinaia di migliaia. Il sabato e la domenica
scelti per la manifestazione, a marciare sulla sede locale del Partito erano in
diecimila, un enorme successo. E nemmeno un doppio cordone di poliziotti è riuscito
a fermare i manifestanti pacifici, che hanno travolto la muraglia umana degli
agenti in blu. Il tutto documentato in diretta dai cittadini che scattavano foto
coi cellulari, da inviare ai vari blog attivi su internet, insieme con gli Sms
che restituivano la loro cronaca della protesta.
E se a Tienanmen? Mentre nessun giornale ufficiale poteva riportare l’evento, tutti i giornalisti
di Cina si collegavano alla Rete per seguire l’esito della giornata, temendo una
nuova TienAnmen. Ma per ora il Popolo di Xiamen ha vinto: da Pechino hanno chiesto
un supplemento d’indagine ad una commissione del ministero della Salute, per valutare
l’impatto ambientale della costruenda ‘TengLong Aromatic PX’. “Credo che quel
che è successo a Xiamen non ha precedenti in Cina” dice Zhong XhiaoYong, promotore
della protesta via Sms sui siti Internet, conosciuto nel suo blog (diario online)
con il soprannome di Lian Yue. Chissà come sarebbe finita in quel giugno 1989,
se gli studenti di Pechino avessero potuto comunicare via Sms tra di loro…Gianluca Ursini