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Che cosa manca. “I dati dei bombardamenti significano le coordinate di ogni singola incursione,
il numero di bombe sganciate nell’incursione e i tipi di ordigni rilasciati sul
terreno”, dice Farran, libanese del Sud, un particolare che non aiuta ad avere molto
distacco, come sarebbe meglio in una missione del genere.
Quei 37 milioni di metri quadri. Sul terreno, il conto degli ordigni rilasciati non è stato ritoccato al rialzo,
ma delle stime più accurate consentono di calcolare che in 928 siti ‘infestati’
dalle bombe inesplose, il totale della superficie a rischio per i civili, che
vi possono tornare ad abitare e saltare per aria, è di 37 milioni di metri quadri.
Trenta sette milioni. Fino ad ora, considerando anche le porzioni di terreno che
ancora non erano state liberate dalle mine dei conflitti precedenti, la missione
Onu è riuscita in meno di un anno di attività dalla fine dell’ultimo conflitto,
ad arrivare ad altri 164mila metri quadri ‘ripuliti’ dagli ordigni. In totale
sono 7 milioni e 300mila i metri quadrati sui quali i libanesi non rischiano più.
Ancora due anni, a Israele piacendo. “E per il 2009 quest’incubo sarà finito – chiude Dalya – contiamo entro la fine
di quest’anno di liberare tutte le aree maggiormente popolate, dove le cluster danno più rischi ai civili. Entro metà 2008 libereremo le zone meno abitate
come boschi o vallate isolate, dove ci sono meno rischi; a quel punto mancherà
poco perché il Libano sia cluster-free. Ma ci vuole una volontà perché tutto si realizzi”. Nn c'è da sorpredndersi
a sentire che è Israele. "Ci devono dare quei benedetti dati delle loro incursioni.
Provate voi europei a convincerli. Noi ci abbiamo provato. Non ci rispondono”.
E c'è da scommettere che ci abbiano provato tramite parecchi canali.. “Missione
Unifil, Comando Generale. Attraverso il palazzo di Vetro di New york. Attraverso
l’ufficio diplomatico del Segretariato Generale. Non sappiamo più da che parte
sbattere la testa”.Gianluca Ursini
Parole chiave: Cluster bomb, Israele, Onu, UnMacc, Mag, Bactec, Tiro, bombardamenti, campi minati