12/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Nelle Molucche si risveglia il vulcano Gamkonora. E pure il separatismo locale
Il vulcano GamkonoraIl vulcano Gamkonora, nell’arcipelago indonesiano delle Molucche, dormiva dal 1673, quando – secondo i racconti tramandati dagli anziani del posto – la sua furia seminò distruzione e morte sull’isola di Halmahera.
Sabato scorso, dal cratere spento da oltre tre secoli, sono iniziate a uscire alte colonne di fumo e cenere. Oltre 8 mila persone sono fuggite dai villaggi ai piedi della montagna, che ieri ha iniziato ad eruttare lapilli. Questo significa che il magma sta salendo all’interno del vulcano che, quindi, è ormai sul punto di esplodere.
Poco più a sud, nell’isola di Ambon, la principale dell’arcipelago delle Molucche, le autorità locali sono preoccupate dalla possibile riesplosione di un altro fenomeno, non naturale ma politico: il separatismo cristiano del movimento per la Repubblica delle Molucche del Sud (Rms, acronimo di Republik Maluku Selatan), che tutti davano per morto – un po’ come per il vulcano Gamkonora – e che invece ha rifatto la sua comparsa pochi giorni fa, gettando nel panico le impreparate autorità locali.
 
La danza CakaleleDanza di guerra. Tutto è iniziato la mattina del 29 giugno, giorno in cui in Indonesia si festeggiava il 14esimo “Family Day” nazionale. Per l’occasione, era venuto ad Ambon addirittura il presidente della repubblica indonesiana, Susilo Bambang Yudhoyono. Mentre dal palco allestito in Piazza Indipendenza stava tenendo il suo discorso sui valori della patria e la famiglia, il capo dello Stato indonesiano è stato interrotto da una performance fuori programma: una trentina di ballerini in abiti tradizionali, armati di lance e scudi di legno, hanno improvvisato una Cakalele, l’antica danza di guerra degli indigeni delle Molucche, agitando alcune bandiere della Repubblica delle Molucche del Sud – la cui esposizione è vietata per legge. La polizia è subito intervenuta per disperdere i danzatori, che si sono dati alla fuga.
 
La bandiera indipendentistaBandiere al vento. “Un atto grave”, ha tuonato il presidente Yudhoyono, invocando “una reazione risoluta contro i responsabili”. Il giorno dopo, quasi tutti i ballerini indipendentisti erano già in cella, sotto interrogatorio da parte degli investigatori speciali appositamente arrivati da Giacarta: sono accusati di “crimine contro lo Stato”. Altri agenti speciali, intanto, setacciavano i villaggi dell’isola alla ricerca di altri sospetti membri dell’Rms. Ci sono stati altri arresti; un prigioniero è fuggito durante il trasporto in carcere, avvenuto via mare, gettandosi dalla barca della polizia mentre questa veniva squassata dalle onde di un’improvvisa tempesta.
Le autorità locali hanno pensato che la faccenda fosse finita così, ma un paio di giorni dopo hanno dovuto ricredersi: il 2 luglio, due dei vessilli separatisti che i danzatori volevano sbandierare davanti al presidente, sventolavano illegali nel centro di Ambon.
 
MappaUn movimento nato nel 1950. Il separatismo molucchese è nato assieme allo Stato indonesiano, nel 1950, quando l’Olanda concesse l’indipendenza alla sua ex colonia, fondata tre secoli prima dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Dopo una breve insurrezione, migliaia di indipendentisti fuggirono proprio in Olanda, dove diedero vita a un governo in esilio della Repubblica delle Molucche del Sud. Quelli rimasti in patria cessarono ogni attività, almeno fino al 1999, quando attivisti dell’Rms furono coinvolti nelle violenze tra cristiani e musulmani che per tre anni insanguinarono le Molucche, con una coda di violenze nel 2004. Da allora, pareva che i separatisti fossero spariti dalla circolazione. Evidentemente non è così.

Enrico Piovesana

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