Decapitati 10 soldati. Per Manila stavano cercando padre Bossi. Ma la Farnesina smentisce

Quattordici soldati uccisi, di cui dieci decapitati. E un
numero imprecisato di ribelli morti. E’ il pesante bilancio di un combattimento
avvenuto nella notte tra Marines filippini e trecento guerriglieri islamici nell’estremo
sud dell’arcipelago.
Il generale General Ramiro Alivio ha riferito che una
cinquantina dei suoi uomini stavano conducendo ieri sera una missione
esplorativa nella giungla di Tipo-Tipo, nella parte sud-orientale dell’isola di
Basilan, alla ricerca di Padre Bossi, quando trecento ribelli di Abu Sayyaf e
del Fronte Moro Islamico di Liberazione li hanno attaccati. “La superiorità
numerica del nemico e le difficili condizioni del terreno a causa della pioggia
torrenziale – ha spiegato il colonnello Ariel Caculitan – hanno determinato l’esito
dello scontro. Sappiamo per certo che vi sono state perdite anche tra i
guerriglieri”.
Farnesina: “Nessun
legame con vicenda padre Bossi”. In contrasto con quanto affermato dai
militari di Manila, la Farnesina ha dichiarato in un comunicato che “gli
scontri nel sud delle Filippine sono attribuibili a un normale pattugliamento
e
pertanto in una zona non legata alle ricerche di padre Bossi”. La nota del
ministero degli Esteri, specifica poi che il combattimento sarebbe avvenuto “
fra esercito e uomini del Fronte Moro Islamico di Liberazione, non con i ribelli
del Gruppo Abu Sayyaf”.
Manila continua a sostenere che padre Bossi sia in mano ad
Abu Sayyaf, gruppo sospettato di legami con al Qaeda. Ma questa versione non
convince né il governo italiano né i missionari del Pime di cui il religioso
rapito fa parte.
Bilancio incerto di
una feroce battaglia. Successivamente, Mohaqher Iqbal, capo negoziatore del
Milf, ha indirettamente confermato la versione della Farnesina, spiegando che
il
combattimento ha coinvolto il proprio gruppo armato, senza far cenno ad Abu
Sayyaf. “I militari hanno attaccato un nostro accampamento, e noi ci siamo
difesi. Il combattimento è durato nove ore: abbiamo ucciso 25 soldati e abbiamo
perso quattro dei nostri combattenti”.
Altre fonti governative filippine, hanno poi parlato di
almeno 20 morti tra i guerriglieri del Milf.
Quale sia il reale bilancio di questa battaglia, e quale sia
la sua relazione con la vicenda di padre Bossi, si tratta comunque del più
violento scontro armato avvenuto negli ultimi mesi nel sud islamico delle
Filippine, teatro di un conflitto armato indipendentista che, dagli anni ’70,
ha causato almeno 150 mila morti.