Scoppia il conflitto agrario. Inutili le vie pacifiche del Movimento Campesino
scritto per noi da
Filippo Pallotta
Il 9 dicembre scorso, un contadino dell’Movimento Campesinos dell'Augan (MCA),
Pablo Garay, è stato ucciso mentre stava raccogliendo delle foglie di banano.
L'assassino è un uomo al servizio del colonnello in pensione Josè Armando Ribera
che, insieme ad altri grandi allevatori e latifondisti, rivendica un improbabile
diritto di proprietà sulle terre assegnate all'MCA da una legge del congresso
honduregno.
Nella parte occidentale del Paese, sono le comunità appartenenti al COPINH Consiglio
Cívico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras, ad essere prese
di mira. Bande paramilitari e dell’esercito honduregno continuano a minacciare
e intimidire la comunità indigena Lenca di Montaña Verde, perché da alcuni anni
ha avviato un contenzioso contro alcune famiglie di latifondisti che vogliono
appropriarsi proprio di quelle terre che da secoli appartengono agli indios. L’intento
dei coloni è sfruttarne le risorse ambientali e realizzarvi alcuni progetti, tra
cui la costruzione di hotel e di immense strutture turistiche con fondi del Banco
Interamericano dello sviluppo e della Banca Mondiale.
Il 13 gennaio scorso un commando di nove persone in abiti civili, sei delle quali
armate con fucili mitragliatori AK-47 e alcuni con ai piedi stivali del tipo usato
dalla polizia, sono entrati nel territorio della comunità, cacciando le persone
e violandone così la giurisdizione. Secondo la legge, infatti, le persone estranee
alla comunità sono obbligate a comunicare al Consiglio Indigeno Comunale qualunque
tipo di attività da svolgere nel territorio indio.
Esattamente un anno fa, nella comunità di Montaña Verde sono stati arrestati
e barbaramente torturati Marcelino e Leonardo Miranda, membri del COPINH e impegnati da anni nella difesa del territorio e della cultura
indios.
In piena notte alcune decine di persone armate, appartenenti al corpo speciale
dell’esercito denominato Cobras, sono piombate nella comunità e, dopo aver sfondato
le porte delle case con raffiche di mitragliatori e aver puntato le canne dei
fucili alle tempie dei bambini, hanno caricato i due sulle camionette, li hanno
torturati (Leonardo Miranda è stato in coma per alcuni giorni) e sbattuti in cella.
Adesso, nonostante sia stata dimostrata la falsità delle numerose accuse a loro
carico create dopo l’arresto, Marcelino e Leonardo Miranda rischiano 25 anni di
carcere per un omicidio che non hanno commesso. Ad accusarli è una serie di testimoni
che vivono nelle terre delle famiglie contrarie al riconoscimento della territorialità
comunale della comunità Lenca di Monataña Verde. Inoltre sono accusati di lesioni
contro uno degli uomini del commando che eseguì l'arresto e che li ha selvaggiamente
torturati.
In questi giorni il COPINH è in attesa della risposta alla richiesta di appello
presso la Corte di Santa Rosa de Copan.