stampa
invia
I fatti. Dopo la vicenda di Rctv, lo storico canale televisivo trasferitosi sulle frequenze
satellitari per via del mancato rinnovo delle concessioni da parte del governo
di Hugo Chavez, adesso la stessa sorte sembra dover toccare ad un'altra emittente:
Globovision.
Le reazioni. Dalla sede di Globovision il presidente Alberto Federico Ravel raggiunto al
telefono da PeaceReporter spiega: “Noi siamo stati minacciati dal Governo. Fortunatamente
finora le minacce non hanno avuto seguito. Senza dubbio, però, adesso siamo sotto
controllo molto più di prima. Ad esempio ci sono molti più controlli fiscali”
Non lo dice apertamente Ravel, ma la situazione per tutti quei giornalisti ed
operatori dell'informazione che si considerano dissidenti o non allineati con
il governo è piuttosto pericolosa. “Tutti si chiedono se in Venezuela c'è libertà
di espressione. Bene, possiamo dire che in questo Paese si può parlare e dire
ciò che si pensa. Tuttavia per i giornalisti il rischio è molto alto e alcuni
dei più audaci sono costretti ad uscire con il giubbetto antiproiettile. Insomma
risulta molto difficile esercitare il mestiere di giornalista”.
Da Globovision. Certo è che dall'emittente privata in questione non arrivano buone notizie,
anzi. Minacce e pressioni da parte del governo (secondo quanto dichiarato), sembrano
essere all'ordine del giorno. “Esiste a livello statale una politica di persecuzione
e intimidazione che ha come unico obiettivo quello di restringere la libertà di
espressione”, hanno scritto in un comunicato diffuso questo fine settimana sulla
stampa locale venezuelana. La lettera pubblicata voleva essere una sorta di risposta
a quanto affermato dal vicepresidente venezuelano Jorge Rodriguez, che alla fine
di giugno aveva detto che mai nel Paese “c'è stato governo che abbia rispettato
di più la libertà di espressione come nel caso del governo di Chavez”. E sembra
anche che dalle parole si sia passati ai fatti. Secondo la dirigenza di Globovision,
infatti, le minacce verbali avrebbero lasciato il posto alle aggressioni nei confronti
dei giornalisti dell'emittente. “Abbiamo portato alla procura una documentazione
riguardante ben 59 aggressioni fisiche ai danni di reporter impiegati in Globovision.
Inoltre, 174 casi di minacce verbali arrivate direttamente dal presidente Chavez
e da altri alti funzionari di governo. Finora, però, il Pubblico Ministero non
ha messo sotto inchiesta nessuna persona”.
Una storia infinita. Dunque, la telenovelas sulle reti televisive venezuelane sembra non avere fine.Tutto
era iniziato, come dicevamo, con Rctv che durante il golpe fallito contro Chavez
nel 2002 si era apertamente schierata a favore dei golpisti e da quel momento
in poi è stato un continuo tira e molla fra Chavez e la dirigenza della Tv più
antica e seguita del Paese. Alessandro Grandi
Parole chiave: alessandro grandi, peacereporter, pace, guerra,