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L'annuncio. Parlando due giorni prima del suo cinquantesimo compleanno, che cade oggi, la
Sheehan ha annunciato di volersi candidare se la speaker democratica alla Camera
non presenterà una mozione per iniziare la procedura di impeachment contro il presidente entro il 23 luglio. Una data scelta non a caso: quel giorno,
la Sheehan e il suo gruppo di discepoli concluderanno a Washington una marcia
iniziata ieri da Crawford, la cittadina del Texas dove Bush ha il suo ranch e
dove lei ha iniziato la sua battaglia pacifista, con l'obiettivo di chiedere il
ritiro immediato delle truppe Usa dall'Iraq. Dato che i Democratici hanno scelto
da mesi di scartare l'ipotesi impeachment, chiesta a gran voce dalla sinistra pacifista, l'ultimatum cadrà con tutta probabilità
nel vuoto.
Sfida in vista. Così, se manterrà fede alla sua promessa, nel 2008 Cindy Sheehan sfiderà Nancy
Pelosi nel suo collegio di San Francisco, la città più progressista degli Usa
e da venti anni feudo dalla presidente della Camera. “La base democratica e gli
americani si sentono traditi dai leader del partito”, ha detto la Sheehan motivando
la sua decisione. “Li abbiamo votati affinché facessero finire la guerra. Io non
vivo lontano da San Francisco, per me non sarebbe un grosso spostamento. Sarebbe
una bella sfida”. La Pelosi non ha raccolto direttamente la provocazione, lasciando
rispondere il suo portavoce: “Crede che il miglior modo per sostenere i nostri
soldati in Iraq sia riportarli a casa presto e in sicurezza. A luglio il Congresso
voterà anche per ritirare i soldati entro la prossima primavera”, ha detto.
Come finirà? Ma questo modo di pensare irrita il movimento pacifista, diviso tra la soddisfazione
di vedere sempre più americani pensarla come loro sulla guerra, e l'amarezza di
vedere un Congresso democratico impotente. Basterà per sfidare con successo la
Pelosi, che nel suo collegio è stata rieletta con oltre l'80 percento dei voti
nelle ultime otto occasioni? Forte degli ultimi sondaggi, secondo cui il 54 percento
degli americani sarebbe a favore della messa in stato di accusa di Bush, i pacifisti
Usa ci sperano. Al telefono con PeaceReporter, Medea Benjamin, un'amica della Sheehan co-fondatrice del movimento pacifista
Code Pink, spiega che “Cindy crede di poter vincere: la città di San Francisco
ha già votato a favore dell'impeachment”. Ma per il politologo Larry Sabato, “le probabilità che la Sheehan ha di essere
eletta sono meno di zero. Gli elettori democratici di San Francisco si renderanno
conto della posta in palio”. Alessandro Ursic
Parole chiave: sheehan, pelosi, impeachment, iraq, bush, san francisco