10/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Incidente diplomatico tra Francia e Marocco, Sarkozy non gradito a Rabat
Quando, durante la campagna elettorale per le presidenziali francesi, Nicholas Sarkozy aveva annunciato una svolta nella politica africana dell'Eliseo, non si aspettava certo di essere preso così alla lettera: alla vigilia del suo primo viaggio fuori dall'Europa, destinazione Maghreb, il neo-presidente ha dovuto incassare il no del Marocco, che ha annullato la visita di Sarkozy perché giudicata troppo breve. Segno che Rabat, storica alleata di Parigi, non gradisce il nuovo corso francese.

Il presidente francese Nicholas SarkozyViaggio. La decisione marocchina è arrivata “nonostante Sarkozy avesse deciso di rimanere due giorni in Marocco, prolungando la visita ufficiale con un soggiorno privato”, fa sapere a PeaceReporter Kader Abderrahim, esperto di Maghreb all'Institut de Relations Internationales et Stratégiques di Parigi. Giocoforza, la presidenza ha dovuto riorganizzare in fretta e furia l'agenda di Sarkozy, il quale si limiterà a trascorrere sei ore in Algeria, in compagnia dell'omologo Abdelaziz Bouteflika, per poi volare a Tunisi per una visita di due giorni in compagnia del presidente Ben Ali.
A Rabat non hanno gradito il fatto che la prima tappa del viaggio di Sarkozy fosse Algeria, storico avversario del Marocco per la leadership nel Maghreb. “La famiglia reale marocchina aveva con la presidenza Chirac rapporti che, più che politico-diplomatici, si potrebbero definire familiari – continua Abderrahim – mentre con il pragmatico Sarkozy le cose potrebbero decisamente cambiare”.

Novità. Trasparenza, è la nuova parola d'ordine della politica africana dell'Eliseo. Una trasparenza che, dalla decolonizzazione in poi, la Francia ha trascurato in favore di più immediati obiettivi di realpolitik. Proprio per questo Sarkozy ha promesso di farla finita con le “relazioni personali” che i suoi predecessori hanno intrattenuto con alcuni dei peggiori dittatori del continente.
La ridefinizione dei rapporti proposta dal nuovo presidente comprende anche la revisione dei trattati di alleanza militare che Parigi ha siglato con le sue ex-colonie, e che hanno portato la Francia a intervenire recentemente nelle crisi in Ciad e Repubblica Centrafricana, oltre che nella guerra civile in Costa d'Avorio. Parigi ha tre grandi basi militari nel continente (in Senegal, Gabon e Gibuti), dove sono stanziati 6.000 uomini. Troppi per un Paese che ha da tempo detto addio alle velleità da grande potenza: per conservare la propria influenza in Africa, Sarkozy punterà sui rapporti economici.

Il re del Marocco, Mohammed VIEconomia. La Francia, assieme a Usa e Cina, è tra i tre Paesi che intrattengono le maggiori relazioni commerciali con l'Africa. Proprio in quest'ottica può essere letto il riavvicinamento francese ad Algeri. “L'Algeria fornisce più dell'8 percento del fabbisogno energetico francese – conclude Abderrahim – quindi, se Sarkozy dovrà puntare su un partner strategico a lungo termine nel Maghreb, non ci sono dubbi che la scelta ricadrà su quest'ultima”.
Da qui ad immaginare un riequilibrio francese sulla questione del Sahara Occidentale il passo è breve. Invece che allinearsi alla posizione del Marocco, che nonostante le risoluzioni dell'Onu non intende concedere il referendum sull'autodeterminazione all'ex-colonia spagnola occupata dal 1975, Sarkozy potrebbe sposare la tesi algerina, da sempre sostenitrice del Fronte Polisario. Ma a Rabat, prima di ingoiare il rospo, sono decisi a vendere cara la pelle. 

Matteo Fagotto

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