07/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli indipendentisti tamil onorano i loro kamikaze, entrati per la prima volta in azione nel 1987
Prabhakaran alla cerimoniaCerimonie commemorative, parate militari, bande musicali, archi di trionfo, sfilate di carri allegorici, eventi sportivi e perfino l’inaugurazione di un parco giochi per bambini: tutto questo, per celebrare la memoria degli attentatori suicidi. Giovedì scorso, nei territori settentrionali sotto controllo della guerriglia indipendentista tamil è stata festeggiata la ventesima giornata delle ‘Tigri Nere’, l’annuale ricorrenza con cui le Tigri Tamil rendono onore agli “eroi” che hanno volontariamente sacrificato la loro vita alla causa dell’indipendenza tamil.
 
Tigri Nere donne in parataLa Fiamma del Sacrificio. Il 5 luglio di vent’anni fa, nel 1987, una Tigre Nera alla guida di un camion-bomba si schiantava contro una base dell’esercito dello Sri Lanka, uccidendo 40 soldati. Era la prima azione suicida messa a segno dall’Ltte, a loro volta i primi tra i gruppi di guerriglia ad adottare questa tattica, inaugurata pochi anni prima dalle milizie sciite durante la guerra civile in Libano.
In onore dell'antesignano dei ‘kamikaze tamil’, che si chiamava Capitano Miller, il comandante dell’Ltte, Velupillai Prabhakaran, ha acceso giovedì la ‘Fiamma del Sacrificio’ in una sorta di santuario dedicato agli uomini-bomba dell’Ltte, affollato da centinaia di effettivi delle Tigri Nere.
 
Arco e carro commemorativi322 kamikaze in vent’anni. Dal 1997 a oggi sono stati 322 i ribelli morti in azioni suicide. Di questi, 90 sono donne. Solo nel 2006, secondo i dati diffusi dall’Ltte, i kamikaze tamil sono stati 49. Tra le più illustri vittime delle Tigri Nere figurano il primo ministro indiano Rajiv Gandhi (1991) e il presidente dello Sri Lanka Ranasinghe Premadasa (1993). Centinaia gli esponenti politici singalesi uccisi, per non parlare dei soldati. Una strage di vite umane per celebrare la quale, nella folle logica della guerra, è stato addirittura inaugurato un parco giochi per bambini nella cittadina di Kilinochchi: “Perché i nostri figli raggiungano il più alto potenziale fisico e mentale”, ha detto un responsabile dell’Ltte.
 
Cerimonie e allarmi aerei. Tutte le cerimonie svoltesi in ogni singola città e villaggio del Tamil Eelam, la Patria Tamil, si sono svolte rapidamente e con la minima partecipazione popolare possibile, per evitare assembramenti di civili pericolosi in caso di bombardamenti aerei. Che infatti non sono mancati, pur limitandosi alle zone montuose di Thoppigala, nell’est del territorio ribelle.
 

Enrico Piovesana

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