stampa
invia
Cerimonie commemorative, parate militari, bande musicali, archi di trionfo, sfilate
di carri allegorici, eventi sportivi e perfino l’inaugurazione di un parco giochi
per bambini: tutto questo, per celebrare la memoria degli attentatori suicidi.
Giovedì scorso, nei territori settentrionali sotto controllo della guerriglia
indipendentista tamil è stata festeggiata la ventesima giornata delle ‘Tigri Nere’,
l’annuale ricorrenza con cui le Tigri Tamil rendono onore agli “eroi” che hanno
volontariamente sacrificato la loro vita alla causa dell’indipendenza tamil.
La Fiamma del Sacrificio. Il 5 luglio di vent’anni fa, nel 1987, una Tigre Nera alla guida di un camion-bomba
si schiantava contro una base dell’esercito dello Sri Lanka, uccidendo 40 soldati.
Era la prima azione suicida messa a segno dall’Ltte, a loro volta i primi tra
i gruppi di guerriglia ad adottare questa tattica, inaugurata pochi anni prima
dalle milizie sciite durante la guerra civile in Libano.
322 kamikaze in vent’anni. Dal 1997 a oggi sono stati 322 i ribelli morti in azioni suicide. Di questi,
90 sono donne. Solo nel 2006, secondo i dati diffusi dall’Ltte, i kamikaze tamil
sono stati 49. Tra le più illustri vittime delle Tigri Nere figurano il primo
ministro indiano Rajiv Gandhi (1991) e il presidente dello Sri Lanka Ranasinghe
Premadasa (1993). Centinaia gli esponenti politici singalesi uccisi, per non parlare
dei soldati. Una strage di vite umane per celebrare la quale, nella folle logica
della guerra, è stato addirittura inaugurato un parco giochi per bambini nella
cittadina di Kilinochchi: “Perché i nostri figli raggiungano il più alto potenziale
fisico e mentale”, ha detto un responsabile dell’Ltte.Enrico Piovesana