28/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



i migranti peruviani inseguono la speranza
scritto per noi da
Mauro Morbello*
 
Nei paesi del Nord del mondo l`emigrante è considerato da alcuni come un elemento di disturbo che sarebbe opportuno rispedire a casa appena possibile. Da altri è considerato come un soggetto sociale, culturale o economico fondamentale nella nuova dinamica globale. Nei paesi di origine è invece considerato come un eroe moderno che si sacrifica per aiutare la famiglia. In tali paesi, l`emigrante svolge un ruolo fondamentale. Le rimesse arrivano infatti a costituire sino ad un terzo e oltre del PIL nazionale e sostituiscono spesso gli ammortizzatori sociali ed economici che i governi locali non sono stati in condizione, o capaci, di implementare.

migrantiIn fuga. Ma chi sono le persone che arrivano dal Sud del mondo e che ormai troviamo anche nei nostri paesini più sperduti? La verità, per quanto riguarda l`America Latina, è che quasi tutti qui vorrebbero emigrare. In Perù, ad esempio, vari studi evidenziano che oltre il 74 percento degli abitanti e l`86 percento dei giovani tra 18 e 24 anni, lo vorrebbe fare. Di questi, oltre il 50 percento dichiara di avere un progetto concreto per emigrare. A voler andarsene non sono però solo i più poveri. Anzi, in parte è vero il contrario. Emigrare costa e non tutti se lo possono permettere. Coloro che emigrano, soprattutto sulle rotte più lunghe, devono disporre di risorse economiche sufficienti per pagare le spese. Si tratta di somme considerevoli, nell`ordine spesso di alcune migliaia di dollari. Questo dimostra che coloro che emigrano sono sempre più persone non propriamente povere in termini economici. Sono spesso persone della piccola e media borghesia che hanno visto peggiorare le proprie condizioni di vita a causa di una sempre più iniqua distribuzione del reddito. Sono persone che hanno visto perdere progressivamente il proprio potere d`acquisto a fronte di una massiccia privatizzazione di servizi pubblici diventati per loro troppo cari. Sono persone, spesso giovani e con titolo di studio superiore, che si sono stancate di vivere in paesi vittime di corruzione endemica. Paesi che non offrono, secondo la loro percezione, prospettive e opportunità per chi non appartiene a oligarchie economiche o politiche. Sono persone che si sentono fortemente frustrate nelle proprie aspirazioni e che, nel paese di origine, non hanno speranza nel futuro.
 
Sogno infranto. L`esperienza dell`emigrazione si trasforma però per queste persone spesso da speranza di un futuro migliore in un presente a volte peggiore del passato. Il sacrificio offerto non è infatti quasi mai gratuito. Per molti ha altissimi costi personali, sia per quanto riguarda le relazioni familiari, sia per quanto riguarda le condizioni personali. Gli emigranti soffrono infatti sulla propria pelle l`esperienza che, per scelta o per necessità, si trovano a vivere in contesti che molto a lungo rimangono loro estranei. Questo stato di sofferenza è stato recentemente definito la “sindrome di Ulisse”. Tale fenomeno colpisce un numero elevato di emigranti e si riferisce al trauma conseguente al processo di riorganizzazione personale accelerata richiesto per adattarsi al cambiamento implicito nel processo migratorio.
 
migranti attaccati alla rete che segna il confineQuattro punti. Nel determinare questa dimensione incidono quattro situazioni principali: la solitudine che si soffre nell`arrivare in un paese che non è il proprio, nel quale non si può portare la famiglia sino al momento in cui si raggiunge un minimo di stabilità economica; il sentimento di fallimento delle propie aspirazioni, che spesso si verifica confrontando la difficoltà oggettiva di non riuscire a trovare un lavoro e a migliorare realmente la propria condizione; la preoccupazione permanente di dover vivere in situazioni di patologica esclusione e il sentimento permanente di paura. Dalla paura che inizia dai pericoli del viaggio sino, una volta arrivati, alla paura che qualcuno ti dica: devi andartene. La paura di dover raccogliere il poco che si ha e tornare a casa sconfitti, questa volta per sempre, perdendo l`ultimo appiglio che aveva motivato la scelta di andarsene: la speranza in un futuro migliore.
Parole chiave: terre des hommes, perù, mauro morbello
Categoria: Migranti
Luogo: Perù