Mentre centinaia di attivisti papuani protestavano ieri davanti
all’ambasciata Usa di Giacarta chiedendo un referendum sull’indipendenza della
Papua Occidentale dall’Indonesia, l’organizzazione
Human Rights Watch pubblicava un nuovo
rapporto sulle violenze
della polizia indonesiana contro la popolazione civile della provincia
separatista.
In lotta dagli anni
’60. L’Irian Jaya – questo il nome indonesiano con cui l’ex colonia
olandese della Papua Occidentale fu ribattezzata dopo l’annessione del 1963 –
è
da quasi quarant’anni teatro di una guerriglia indipendentista portata avanti
dagli indigeni armati (di archi e frecce e vecchi fucili) del Movimento Papua
Libera (Opm) e costata la vita ad almeno 100 mila persone, praticamente tutti
civili trucidati dalle forze speciali dell’esercito indonesiano. In ballo c’è
il
controllo delle enormi risorse minerarie locali (soprattutto oro e rame,
estratti dalla compagnia mineraria Usa
Freeport McMoRan, che paga
l’esercito affinché protegga i propri impianti dagli attacchi dei ribelli).
Nel 2001 il governo ha concesso alla provincia una limitata autonomia
economica che l’Opm ha rigettato come una truffa, decidendo di portare avanti
la sua lotta fino all’indipendenza. Giacarta, rifornita di nuove armi da Usa
e
Gran Bretagna, ha risposto con una nuova campagna militare affidata alle
forze speciali dell’esercito e alle famigerate Brigate Mobili (Brimob) della polizia,
che
ora seminano
il terrore tra la popolazione indigena che vive sugli altipiani dell’entroterra
dell’isola.
Omicidi, torture e
stupri. Nel rapporto di Hrw si legge che “soldati e soprattutto polizia continuano
a condurre rastrellamenti indiscriminati nei villaggi alla ricerca di presunti
militanti
indipendentisti, ricorrendo a un uso eccessivo, spesso brutale e a volte letale
della forza contro i civili”. I casi di omicidio, tortura e stupro sono ancora
molto numerosi. Hrw ne ha ricostruiti quattordici.
“Volevo urlare ma lui mi teneva una mano sulla bocca mentre
mi violentava”, racconta una sedicenne stuprata da un poliziotto. “Mi ha fatto
malissimo: non potuto camminare per giorni. Dopo aver finito, mi ha ordinato di
non dire niente a nessuno, altrimenti sarebbe tornato e mi avrebbe uccisa”.
“La polizia agisce al di sopra della legge, nella più totale
impunità”, ha dichiarato Joseph Saunders, ricercatore di Human Rights Watch.
“Questo è il primo rapporto che facciamo su questa regione, quindi non possiamo
evidenziare delle tendenze. Ma la situazione appare grave, quindi chiediamo al
governo indonesiano di consentire l’accesso di osservatori indipendenti nella
provincia”.