06/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un rapporto di Human Rights Watch denuncia gli abusi dei militari indonesiani
Mentre centinaia di attivisti papuani protestavano ieri davanti all’ambasciata Usa di Giacarta chiedendo un referendum sull’indipendenza della Papua Occidentale dall’Indonesia, l’organizzazione Human Rights Watch pubblicava un nuovo rapporto sulle violenze della polizia indonesiana contro la popolazione civile della provincia separatista.
 
Guerriglieri dell'OpmIn lotta dagli anni ’60. L’Irian Jaya – questo il nome indonesiano con cui l’ex colonia olandese della Papua Occidentale fu ribattezzata dopo l’annessione del 1963 – è da quasi quarant’anni teatro di una guerriglia indipendentista portata avanti dagli indigeni armati (di archi e frecce e vecchi fucili) del Movimento Papua Libera (Opm) e costata la vita ad almeno 100 mila persone, praticamente tutti civili trucidati dalle forze speciali dell’esercito indonesiano. In ballo c’è il controllo delle enormi risorse minerarie locali (soprattutto oro e rame, estratti dalla compagnia mineraria Usa Freeport McMoRan, che paga l’esercito affinché protegga i propri impianti dagli attacchi dei ribelli).
Nel 2001 il governo ha concesso alla provincia una limitata autonomia economica che l’Opm ha rigettato come una truffa, decidendo di portare avanti la sua lotta fino all’indipendenza. Giacarta, rifornita di nuove armi da Usa e Gran Bretagna, ha risposto con una nuova campagna militare affidata alle forze speciali dell’esercito e alle famigerate Brigate Mobili (Brimob) della polizia, che ora seminano il terrore tra la popolazione indigena che vive sugli altipiani dell’entroterra dell’isola.
 
MappaOmicidi, torture e stupri. Nel rapporto di Hrw si legge che “soldati e soprattutto polizia continuano a condurre rastrellamenti indiscriminati nei villaggi alla ricerca di presunti militanti indipendentisti, ricorrendo a un uso eccessivo, spesso brutale e a volte letale della forza contro i civili”. I casi di omicidio, tortura e stupro sono ancora molto numerosi. Hrw ne ha ricostruiti quattordici.
“Volevo urlare ma lui mi teneva una mano sulla bocca mentre mi violentava”, racconta una sedicenne stuprata da un poliziotto. “Mi ha fatto malissimo: non potuto camminare per giorni. Dopo aver finito, mi ha ordinato di non dire niente a nessuno, altrimenti sarebbe tornato e mi avrebbe uccisa”.
“La polizia agisce al di sopra della legge, nella più totale impunità”, ha dichiarato Joseph Saunders, ricercatore di Human Rights Watch. “Questo è il primo rapporto che facciamo su questa regione, quindi non possiamo evidenziare delle tendenze. Ma la situazione appare grave, quindi chiediamo al governo indonesiano di consentire l’accesso di osservatori indipendenti nella provincia”.

Enrico Piovesana

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