stampa
invia
Alti e bassi nella povertà. Il bicchiere può essere visto come mezzo pieno o come mezzo vuoto. In ogni caso,
la parte riempita è uno stimolo ad andare avanti, rappresenta i risultati che
è possibile ottenere. La povertà, valutata come numero di persone che vivono con
meno di un dollaro al giorno e tema del primo obiettivo, insieme con la fame,
è
scesa del 32 percento: da 1 miliardo e 25 milioni di persone nel 1990 a 980 milioni
nel 2004. Se l’andamento continua in questa direzione e con la stessa velocità,
secondo le previsioni
l’obiettivo globale di dimezzare nel mondo la povertà entro il 2015 può essere
raggiunto. Ma la distribuzione dei miglioramenti segnalati rimane ineguale, con
zone come l’Est e il Sudest dell’Asia che hanno visto una crescita importante,
accanto all’Asia occidentale, dove i tassi di povertà sono invece raddoppiati;
nell’Africa Subsahariana, la percentuale in povertà estrema è scesa dal 46,8 per
cento nel 1990 al 41,1 per cento nel 2004, con miglioramenti soprattutto a partire
dal 2000, ma la regione non può farcela se le cose continuano così.
Risultati positivi ma disomogenei. Sul versante ottimista, sono segnalati buoni risultati rispetto all’istruzione,
con una crescita dall’80 all’88 per cento fra il 1991 e il 2005 dei piccoli alla
scuola primaria; anche nel settore della partecipazione delle donne alla politica
è stata registrata una crescita, seppur lenta. Inoltre, la mortalità infantile
si è globalmente ridotta, a sottolineare come vi siano interventi efficaci e realizzabili;
sono più diffuse le iniziative contro la malaria e sembra arrivino buone notizie
anche rispetto alla tubercolosi, seppure i progressi finora non siano sufficienti
per raggiungere il traguardo prefissato per il 2015. Ma sono tutti dati globali,
formati da Paesi che hanno ottenuto risultati importanti che controbilanciano
altri dove la situazione è ancora molto indietro. Al momento, solo uno degli otto
gruppi regionali riportati dal rapporto delle Nazioni Unite è sulla strada giusta
per raggiungere gli Obiettivi e all’interno delle regioni che mostrano risultati
positivi vi sono differenze nei progressi fra un obiettivo e l’altro, come è diverso
il quadro fra diversi gruppi di popolazione.
I numeri dei possibili esclusi. Il bicchiere mezzo vuoto riporta come vi sia ancora mezzo milione di donne che
muore per complicanze prevenibili di gravidanza e parto e se l’andamento dei progressi
rimane allo stato attuale, l’obiettivo di dimezzare i bambini sottopeso non sarà
raggiunto per 30 milioni di piccoli, soprattutto nel Sudest dell’Asia e nell’Africa
subsahariana. Sul versante Aids, il numero di morti nel 2006 è addirittura salito
rispetto al passato (2,9 milioni rispetto ai 2,2 milioni nel 2001) e oltre 15
milioni di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’Aids. Altro
esempio, nei Paesi poveri manca l’accesso ai servizi sanitari di base a metà della
popolazione e, andando avanti così, saranno 600 milioni le persone che nel 2015
resteranno escluse da questo traguardo.Valeria Confalonieri