04/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno sciopero per paghe non riscosse che finisce con un morto. Mentre Pechino approva un mini Statuto dei lavoratori
 
Un gruppo di operai cinesi immigrati dalle campagne che protesta perché non vede paghe da cinque mesi. Il proprietario del cantiere che vuole terminare la costruzione di una centrale elettrica, ma non ha intenzione di tirare fuori tutto il dovuto in una volta. A risolvere la spinosa questione non arrivano dei sindacalisti, nemmeno dei poliziotti, ma un gruppo di 50 sgherri armati di mazze ferrate, asce e armamentari simili.
 
operai liberati durante il blitz delle fornaciProletari di tutta la Cina... E’ successo venerdì scorso nella città di Heyuan, regione del Guangdong, nord di Hong Kong. Circa 300 operai del cantiere di una grande centrale elettrica non vedono da mesi la paga e incrociano le braccia. Il padrone del cantiere, Miu Shuliang della società ‘Fuyuan Group’, non ha intenzione di ritardare la consegna e invia a calmare i riottosi cinquanta sgherri armati di tutto punto. Sei operai finiscono all’ospedale, uno in fin di vita. Il ministro cinese dei Lavori pubblici promette un’ispezione, mentre Miu Shuliang nega al giornale Chongqing Morning Post che le paghe non arrivassero. La polizia, accorsa sul posto, arresta quattro scioperanti.
“Avevano mazze ferrate, asce e bastoni chiodati”, ha dichiarato ai giornali locali Liu Gangqing dal suo letto d’ospedale. L’episodio arriva un mese dopo che Amnesty International in un rapporto aveva denunciato la nascita di un nuovo ‘sottoproletariato’ cinese, composto dai circa cento milioni di contadini inurbanizzati che non hanno nessun diritto garantito sul posto di lavoro.
 
Statuto dei Lavoratori. Venerdì, stesso giorno, palazzo del Congresso del Popolo di Pechino. Il parlamento nazionale approva una importante riforma per proteggere i diritti dei lavoratori, sull’onda dello scandalo dei bambini schiavizzati nelle fornaci di mattoni dello Shanxi e dello Henan, che portò il 7 giugno all’arresto di 120 padroncini. Le nuove misure garantiscono l’assunzione dopo un periodo di prova e vogliono assicurare gli stessi diritti di chi ha un lavoro a tempo indeterminato a chi ha siglato un contratto con un’agenzia interinale, quelle che assorbono il gran numero dei migranti in arrivo dalle campagne. Il nuovo Statuo sarà effettivo da gennaio 2008 e prevede pene molto più dure per i datori e i pubblici funzionari che non rispetteranno le nuove normative.
 
un altro minore liberato dal Blitz delle fornaci nello ShanxiDiritto di Sciopero “Sarà d’ora in poi punito molto severamente il comportamento illegale dei lavoratori” ha detto alla Xinhua, agenzia ufficiale, il parlamentare Xin Chunying, tra i firmatari della legge. Tra i nuovi diritti c’è la buonuscita per i licenziati e l’obbligo dell’approvazione della Commissione provinciale al lavoro per ogni licenziamento. “Il problema non è creare sanzioni più dure, ma battersi per il rispetto delle normative; sarebbero bastate quelle esistenti”, ribatte da Hong Kong l’attivista per i diritti dei lavoratori Robin Munro del ‘China Labour Bullettin’. Forse le leggi esistenti andranno incontro ad altre riforme che garantiscano di più i lavoratori, almeno fino a quando il Codice penale cinese continuerà a prevedere il ‘reato di sciopero’ tra i propri delitti.
 
un operaio immigrato in una fornaceI Lumpen tirano la carretta. Parecchi attivisti dei diritti umani hanno denunciato il boom economico cinese come basato sul mancato rispetto delle garanzie minime per i lavoratori. L’Unione Europea, attraverso la Camera di Commercio Cina-Ue, si è affrettata a ribadire che le nuove leggi “non influenzeranno gli ottimi rapporti commerciali esistenti tra Cina e stati europei”, mentre da parecchie multinazionali arrivavano mugugni di protesta per una misura che minaccia di aumentare il costo del lavoro.
G. L. Ursini 
 
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