04/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A un anno dalla guerra in Libano Siria e Israele si aspettano un nuovo confilitto
“Quest'estate Israele potrebbe lanciare un attacco militare contro la Siria, per rifarsi dell'umiliante sconfitta subita in Libano l'estate scorsa e per accontentare le pressioni degli Stati Uniti”. La frase è contenuta nell'editoriale che campeggia sulla prima pagina di Al Thawra, il quotidiano del governo siriano, che ipotizza l'apertura di un nuovo scenario di guerra nella già martoriata regione mediorientale.

Razzo katyusha inesploso in IsraeleAllarmante? Non più di tanto, se si pensa che nello stesso editoriale si spiega che “Attendersi guerra da Israele è una costante, perché tutti conoscono la passione di Israele per la guerra”. L'ossessione per la guerra e la convinzione che il vicino sia sempre in procinto di attaccare sta diventando una costante -non del tutto irrealistica- nella maggior parte dei paesi della regione, in particolare tra Siria, Israele e Libano. Le previsioni del quotidiano sitriano riflettono le dichiarazioni rilasciate il primo luglio scorso dal capo dell'ufficio politico-militare del ministero della Difesa Israeliano, Amos Gidad, secondo cui la Siria possiede armi con testate chimiche, sta producendo altri missili e sta preparando la guerra con Israele. Gilad sostiene che Damasco stia preparando il conflitto -che non dovrebbe scoppiare subito- anche attraverso i rifornimenti di armi a Hezbollah, la milizia sciita libanese, e il sostegno ai gurppi estremisti palestinesi come Hamas e Jihad Islamica. Nei mesi scorsi Israele ha segnalato a più riprese “movimenti di truppe siriane verso il confine libanese”, mentre Damasco ha parlato di “esercitazioni israeliane nella zona del Golan”. Le trombe della guerra non lasciano indifferente nemmeno il governo libanese, per il quale è essenziale il rispetto della risoluzione 1701 nelle Nazioni Unite, che prevede la fine del contrabbando di armi dalla Siria verso le milizie attive in Libano. A questo scopo, lunedì scorso, il governo di Beirut ha annunciato la creazione di postazioni di osservazione nella parte orientale del paese, e il dispiegamento di 300 agenti lungo il confine con la Siria.

Donna israeliana commemora i soldati caduti in LibanoL'anniversario. In questi giorni ricorre l'anniversario dell'inzio della guerra in Libano della scorsa estate quando, il 12 luglio 2006, miliziani di Hezbollah catturarono due soldati israeliani al confine, scatenando l'offensiva che, come rivelato mesi dopo dal premier Olmert, era stata preparata con largo anticipo indipendentemente dalla cattura dei due, che ad oggi sono ancora prigonieri. Nonostante le 1300 vittime della guerra, Hezbollah organizzò grandi festeggiamenti per ostentare la vittoria, un successo che avrebbe cercato di spendere sul fronte interno contro il governo filo-occidentale di Fouad Seniora e Saad Hariri. “Stiamo certamente organizzando qualcosa che riveleremo la prossima settimana -ha dichiarato sibillino Hussein Rahal, portavoce del partito di Dio- un programma fitto di eventi per festeggiare l'anniversario della guerra”. Commemorazioni della guerra sono previste anche dal governo libanese e da parte di quello israeliano, iniziate domenica a Gerusalemme. La maggior parte delle cerimonie in Israele si svolgeranno nelle città del nord, colpite dai razzi Katyusha di Hezbollah, ma anche nei villaggi del sud del libano, Bint Jbeil e Maroun al Ras, dove diversi soldati israeliani hanno perso la vita. Lunedì, alle commemorazioni dei soldati caduti presso il cimitero militare erano presenti quasi tutti i politici israeliani, ma tra le assenze è stata notata soprattutto quella del premier Olmert, considerato uno dei principali responsabili di quella sconfitta.
 

Naoki Tomasini

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità