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Allarmante? Non più di tanto, se si pensa che nello stesso editoriale si spiega che “Attendersi
guerra da Israele è una costante, perché tutti conoscono la passione di Israele
per la guerra”. L'ossessione per la guerra e la convinzione che il vicino sia
sempre in procinto di attaccare sta diventando una costante -non del tutto irrealistica-
nella maggior parte dei paesi della regione, in particolare tra Siria, Israele
e Libano. Le previsioni del quotidiano sitriano riflettono le dichiarazioni rilasciate
il primo luglio scorso dal capo dell'ufficio politico-militare del ministero della
Difesa Israeliano, Amos Gidad, secondo cui la Siria possiede armi con testate
chimiche, sta producendo altri missili e sta preparando la guerra con Israele.
Gilad sostiene che Damasco stia preparando il conflitto -che non dovrebbe scoppiare
subito- anche attraverso i rifornimenti di armi a Hezbollah, la milizia sciita
libanese, e il sostegno ai gurppi estremisti palestinesi come Hamas e Jihad Islamica.
Nei mesi scorsi Israele ha segnalato a più riprese “movimenti di truppe siriane
verso il confine libanese”, mentre Damasco ha parlato di “esercitazioni israeliane
nella zona del Golan”. Le trombe della guerra non lasciano indifferente nemmeno
il governo libanese, per il quale è essenziale il rispetto della risoluzione 1701
nelle Nazioni Unite, che prevede la fine del contrabbando di armi dalla Siria
verso le milizie attive in Libano. A questo scopo, lunedì scorso, il governo di
Beirut ha annunciato la creazione di postazioni di osservazione nella parte orientale
del paese, e il dispiegamento di 300 agenti lungo il confine con la Siria.
L'anniversario. In questi giorni ricorre l'anniversario dell'inzio della guerra in Libano della
scorsa estate quando, il 12 luglio 2006, miliziani di Hezbollah catturarono due
soldati israeliani al confine, scatenando l'offensiva che, come rivelato mesi
dopo dal premier Olmert, era stata preparata con largo anticipo indipendentemente
dalla cattura dei due, che ad oggi sono ancora prigonieri. Nonostante le 1300
vittime della guerra, Hezbollah organizzò grandi festeggiamenti per ostentare
la vittoria, un successo che avrebbe cercato di spendere sul fronte interno contro
il governo filo-occidentale di Fouad Seniora e Saad Hariri. “Stiamo certamente
organizzando qualcosa che riveleremo la prossima settimana -ha dichiarato sibillino
Hussein Rahal, portavoce del partito di Dio- un programma fitto di eventi per
festeggiare l'anniversario della guerra”. Commemorazioni della guerra sono previste
anche dal governo libanese e da parte di quello israeliano, iniziate domenica
a Gerusalemme. La maggior parte delle cerimonie in Israele si svolgeranno nelle
città del nord, colpite dai razzi Katyusha di Hezbollah, ma anche nei villaggi
del sud del libano, Bint Jbeil e Maroun al Ras, dove diversi soldati israeliani
hanno perso la vita. Lunedì, alle commemorazioni dei soldati caduti presso il
cimitero militare erano presenti quasi tutti i politici israeliani, ma tra le
assenze è stata notata soprattutto quella del premier Olmert, considerato uno
dei principali responsabili di quella sconfitta.Naoki Tomasini