
In quel 20 aprile 1999, quando due studenti della Colombine High School di Littleton
(Colorado) uccisero 12 studenti e un insegnante prima di suicidarsi, il giovane
Gregory Paul Rund non sapeva che il suo appuntamento con la morte era solo stato
rimandato di qualche anno.
Sopravvissuto a quella strage che traumatizzò gli Stati
Uniti e il mondo, il ragazzo 21enne diventato ormai marine è stato ucciso in Iraq, nei rastrellamenti casa per casa di Falluja.
Un sogno: entrare nei Marines. Il caporale Rund ha perso la vita sabato 11 dicembre, ma il suo funerale si
è tenuto solo lunedì 20. Era al secondo turno di servizio in Iraq. Arruolatosi
nel corpo dei Marines subito dopo essersi diplomato, nell’estate 2002, Rund in
realtà aveva preso questa decisione nei primi momenti successivi agli attentati
alle Torri Gemelle e al Pentagono. “La sua passione toccò il suo patriottismo
l’11 settembre” ha detto al funerale il reverendo che ha tenuto la funzione. “Il
suo istinto patriottico era stato offeso. Greg sentì che doveva rispondere”.
Un patriota. Anche la sua famiglia, con un comunicato scritto, ha voluto ricordare quanto
radicato fosse l’amore per la sua madrepatria e al contempo quanto Greg fosse
umile. “Era un vero patriota, onorato di servire il suo Paese. Aveva visto che
c’era bisogno di una risposta, e voleva dare una mano…ma non ha mai voluto essere
lodato per le sue azioni”.
Scampato alla strage. Nel giorno del massacro alla scuola di Colombine, Rund – allora al primo anno
di liceo – era uno delle centinaia di studenti che erano riusciti a fuggire all’esterno
dell’edificio evitando i colpi di Eric Harris e Dylan Klebold. Quella strage non
gli aveva tolto la caratteristica per cui tutti lo ricordano: la sua incredibile
giovialità e la capacità di scherzare sempre.
Sempre il massimo. Di lui dicono anche che fosse determinato e generoso. “Non faceva mai niente
come gli altri", prosegue il comunicato della famiglia, "faceva tutto all’estremo
e sapeva sempre che in qualche modo, con il suo humour e un po’ di fortuna, ce
l’avrebbe fatta”. Sulla sua maglietta, quando si allenava con la squadra di football
della high school (campione del Colorado), aveva scritto “110 per cento”. “Come
insegnante, cerchi di lasciare un’impronta su di loro”, ha detto al Denver Post
il suo ex insegnante di educazione fisica. “Ma qualche volta sono loro che lasciano
un’impronta su di te”.
Triste compagnia. Ora Greg Rund riposa in un cimitero militare a circa 15 chilometri dal campus
della Colombine High School. Non è da solo. E’ il diciottesimo soldato
del Colorado ucciso in Iraq, e dopo il suo funerale si è subito tenuto quello
per un altro militare morto nelle settimane scorse.