03/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I militari Usa aprono un'inchiesta per l'omicidio di 10 civili in Iraq, tra cui 6 bambini
Il comando militare Usa in Iraq ha reso noto ieri, lunedì 2 luglio, che verrà aperta un'inchiesta sulla morte di 10 civili innocenti, tra i quali sei bambini, avvenuta durante un bombardamento del 1 luglio a Diwaniya, città sciita nell'Iraq meridionale.

dimostrazione contro l'occupazione in iraqDissenso soffocato nel sangue. Un'azione come tante, quella scattata all'alba di due giorni fa, quando due caccia Usa F-16 hanno compiuto un raid su Diwaniya contro presunti ribelli. Secondo la ricostruzione fornita dal comando Usa, una base militare statunitense era stata fatta bersaglio di un fitto lancio di colpi di mortaio e razzi, e i soldati hanno chiesto la copertura aerea ai due jet che hanno attaccato la cittadina. Solo che, pochi minuti dopo, un funzionario della sanità di Diwaniya, Hamid al-Juati, ha dichiarato alla radio che in quell'attacco erano rimasti uccisi almeno 10 civili. Affermazione, questa, in seguito confermata da fonti ospedaliere e dalla polizia. “Le forze della coalizione stanno verificando l'episodio per stabilire se, in risposta a un fuoco intenso, sia stato fatto un uso appropriato e proporzionato della forza”, recita il laconico commento del comando Usa. I vertici militari statunitensi sono dovuti comunque uscire allo scoperto sulla vicenda, dopo che ieri, per le strade di Diwaniya, una folla inferocita era scesa in piazza per manifestare contro il governo iracheno e le truppe d'occupazione.
La polizia irachena, pressata dalla folla che si avvicinava minacciosa ma disarmata alla sede del governatorato locale, ha aperto il fuoco sui dimostranti, uccidendone uno.

batteria di artiglieria usa martella una postazione d'insortiUn'operazione sanguinosa. Dopo che tutta la settimana precedente è stata caratterizzata dalla rabbia del presidente afgano Karzai per le vittime civile dei raid Nato, i militari Usa hanno voluto dare un segno di attenzione agli iracheni, sempre più inferociti dalla violenza delle operazioni militari, per evitare che si aprisse un nuovo fronte ostile nell'opinione pubblica. Proprio oggi, il governo iracheno ha diffuso dati incoraggianti: il mese di giugno 2007 è stato quello con il minor numero di vittime civili in Iraq dall'invasione del paese da parte della Coalizione nel 2003. I morti innocenti sono stati 'solo' 1241 nell'ultimo mese, il 40 percento in meno di quelle del mese di maggio. Per il governo iracheno, questo risultato è dovuto al pacchetto di misure eccezionali varato dall'esecutivo, con particolare riferimento alla zona di Baghdad, nel febbraio scorso. Nessuna verifica di questi dati è però possibile da fonti indipendenti. Come non è possibile verificare il contenuto di un comunicato diffuso dal Partito islamico iracheno, formazione sunnita che fa parte della coalizione di governo, secondo cui sarebbero almeno 350 le persone uccise durante l'operazione Arrowhead Ripper delle forze Usa in corso a Baquba, 57 chilometri a nord di Baghdad, dalla scorsa settimana. Contro i presunti insorti ritenuti legati ad al-Qaeda sono stati impegnati oltre 10.000 soldati iracheni e statunitensi. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, il partito cita testimoni per confermare quella che viene definita come 'la punizione collettiva' della città: 150 case rase al suolo dalle bombe sganciate dagli elicotteri, almeno 350 morti, i cui corpi sono ancora sotto le macerie, numerose persone arrestate. Una dura presa di posizione, soprattutto se si considera che questo è il principale schieramento sunnita alleato del premier al-Maliki, in un Iraq sempre più frammentato.

Christian Elia

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