Di Antonino Pingue. Illustrazioni di Giulia Moroni. Sinnos Editrice
Scritto per noi da
Chiara Onger
“Sorridi
al sole tutto il giorno e la notte la luna ti porterà bei
sogni”, ricorda sempre la nonna al piccolo Majd. Questo coraggioso
ragazzino palestinese è protagonista di un libro scritto dallo
sceneggiatore Antonino Pingue e illustrato da Giulia Moroni.
I
testi, semplici ma molto curati, sono accompagnati da svariate
immagini che stuzzicano la fantasia del lettore. Figure nitide, dai
contorni marcati e dai vivaci colori, si alternano a sfumati paesaggi
e a ombre scure di militari inquietanti.
La
guerra secondo Majd. Una bomba è scoppiata a Tel Aviv.
Secondo la famiglia di Majd anche il giorno seguente sarebbe meglio
non uscire di casa. “Ma io sono Majd il glorioso e non mi arrendo
mai. Così decido che è giunto il momento di scappare
dalla finestra”. In questo modo ha inizio la nostra avventura in
Cisgiordania. Attraverso lo sguardo e le parole del bambino, l’autore
vuole farci osservare la guerra da un punto di vista singolare e
privilegiato. Avete mai pensato ad un Carro Armato come a un ‘gigante
cagone’? Majd sì. Secondo lui i giganti quando hanno il mal
di pancia fanno lo stesso fracasso dei Carri Armati quando entrano in
città. E i posti di blocco? “Dicono che sono necessari per
via delle bombe [..] e siccome la faccenda è bloccata da anni
e non si sblocca allora mettono i Posti di Blocco”. Il che per Majd
è una grossa contraddizione. E il muro? Quel muro costato al
governo israeliano più di un milione di dollari al chilometro?
“Chi ha avuto la bella idea di mettere un muro lunghissimo che
taglia le colline e il deserto e i prati come se fossero tutti
uguali?”, si chiede Majd cercando di oltrepassarlo. Uno dei soldati
che ostacola il suo cammino, rimane indelebile nella mente del
piccolo per le parole che gli rivolge. Infatti, con sguardo
minaccioso e tono sprezzante il militare definisce “il nulla” la
zona in cui si trova la casa del bambino. Inorgoglito e arrogante
chiarisce invece che al di là del muro, dove il soldato
abita,“c’è un… Paese”.
Il
sole è tramontato sui campi profughi palestinesi. Il
viaggio è terminato e per il ragazzino è giunta l’ora
di tornare a casa. Prima di addormentarsi il piccolo riflette.
Vorrebbe poter dire a quel militare che “è difficile
stabilire chi ha un paese e chi non ce l’ha, chi è un
terrorista e chi è un soldato”! Di una cosa invece è
sicuro: “I grandi quando fanno la guerra non capiscono nulla ma
devono far finta di capirci tutto”.
Un
progetto di pace. Nelle ultime pagine del libro, al termine della
storia, viene presentata la
Library
on Wheels for Nonviolence & Peace
(LOWNP), fondata nel 1986 da Nafez Assaily. Attraverso la lettura, la
biblioteca mobile, che ha sede nel centro storico del vecchio mercato
di al- Khalil (Hevron), vuole diffondere tra i ragazzi la cultura
della pace e della non violenza. I libri venivano inizialmente
portati nelle cittadine e nei villaggi della Cisgiordania da un mulo,
sostituito ora da un camioncino bianco. Alcune volte, per la felicità
dei bambini, ad accompagnare la biblioteca mobile c’è il
cantastorie, che narra leggende e fiabe palestinesi. Altre il “Teatro
dei burattini” che racconta loro storie di popoli vicini e lontani.
Grazie ad alcuni corsi organizzati dagli operatori della Biblioteca i
ragazzi di Hevron, tra le altre cose, hanno anche imparato ad
utilizzare internet.