di gianluca Ursini
Metti Sven Goran Eriksson, l’allenatore più pagato nella storia della Nazionale
inglese di football. Metti la replica thailandese di Silvio Berlusconi, uno che
a 45 anni era già l’uomo più ricco della sua nazione con un impero costruito sui
media. Fino a candidarsi come premier con un neo partito il cui nome suona come
‘Forza Thailandia’. Fino a stravincere. Fino a venire travolto da una serie di scandali, accuse
di malversazione, accuse di essere al Governo solo per tutelare i suoi interessi.
Fino a esser cacciato dal suo Paese. Per riprovarci ancora, come il modello di
Arcore, partendo dal business col maggiore ritorno d’immagine, il calcio. E un
club centenario.
…questa storia non mi è nuova… Per il Manchester City Thaksin Shinawatra, l’uomo più ricco di Thailandia, nonchè
premier fino al golpe militare incruento che lo cacciò il 19 settembre scorso,
ha offerto 82 milioni di pounds. Per azione offerte 40 pence: totale 21,6 milioni,
più la copertura dei circa 60 milioni di debiti del club. E ha annunciato il 26
giugno il primo tassello di una squadra che vuol competere coi cugini ricchi del
'Man United', in mano al miliardario Usa Malcom Glaser: S.G. Eriksson, ex Lazio e Nazionale
inglese, sotto contratto per quasi 20 milioni di sterline in quattro anni. Il
Cda del club inglese ha approvato due settimane or sono l’offerta del tycoon indocinese,
ma adesso bisognerà attendere ancora fine luglio, quando la Federcalcio inglese
dovrà decidere se Shinawatra è ‘
fit and proper’ (adatto e legittimato) a possedere una società sportiva inglese.
Ma fino al 10 luglio… Intanto però la scalata thailandese alla Premier League è stata messa a rischio
dalla magistratura di Bangkok che ha congelato i beni dell’ex premier e formalizzato
la prima di una serie di accuse per malversazioni varie. Chiedendone l’estradizione.
Che la legge inglese non prevede nel caso vi sia “il rischio che le accuse siano
mosse da un movente politico”. Se Thaksin ha sempre detto di ammirare Silvio Berlusconi,
non è difficile intuire le prossime evoluzioni della vicenda. Per ora deve dimostrare
di avere i soldi per comprare il ‘
City’ come lo chiamano i tifosi. Per il ministro delle Finanze del governo golpista,
Chalongfob Sussangkarn, “è un mistero come Shinawatra possa fare questa offerta”,
visto che i suoi beni per 1.250 milioni di euri sono stati congelati. Ma il diretto
interessato ribatte che aveva ancora fondi a disposizione in conti esteri. Intanto
il 10 luglio la Corte Suprema thailandese dovrà decidere se dare seguito alle
accuse di corruzione per un terreno comunale che la signor Shinawatra, Pojaman,
comprò a Bangkok nel 2003 a 772 milioni di bath, 12 milioni di euro, ma che una
perizia indipendente aveva valutato due milioni di bath, un valore quadruplo.
Il vizietto del conflitto d’interessi. C’è un’altra storia che suonerà familiare a orecchie italiane: Shinawatra è
sotto indagine da parte del dipartimento 'Indagini speciali' della Procura di
Bangkok per aver violato la legge nazionale sul conflitto d’interessi. Nessun
uomo di Governo in Thailandia può detenere un certo ammontare di quote in una
società quotata alla pubblica Borsa. E’ il caso della
Sc Assets PLC, società della holding di famiglia Sh
in Corporation, gigante delle telecomunicazioni. Thaksin e la moglie Pojaman hanno sempre negato
di averne ancora in mano quote, ma l’ufficio della Procura che ha chiesto la loro
comparizione per il 29 giugno “pena l’arresto”, sostiene come per anni il Berlusconi
d’Asia e signora abbiano intestato quote a indirizzi fittizi di prestanome vari.
Nemo propheta in patria. Adesso il punto non sarà se Thaksin diventerà il nono straniero proprietario
di un club inglese, dopo che Man United, Portsmouth, West Ham, Chelsea, Sunderland,
Liverpool, Fulham e Aston Villa sono finiti in mani Usa, irlandesi, russe o lituane.
Ma solo se sarà lasciato in pace dai generali che hanno preso il potere a Bangkok.
In maggio il suo partito-azienda ‘
Thai Rak Thai’ era stato messo fuorilegge, e migliaia di alti quadri inquisiti si sono visti
proibire per cinque anni l’attività politica. Il nuovo premier, generale Sonthi
Bunyaratglin, ha detto che potrebbe entrare più stabilmente in politica. Detto
fatto, il 26 giugno un gruppo d’imprenditori ostili a Thaksin ha fondato lo ‘
Ruam Jai Thai’ Unità dei thailandesi, dichiarandosi “vicini all’Esercito”. Almeno in questo
gli italiani non possono guardare alla Thailandia con invidia.
G.l. Ursini