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Il virus in Africa.
Per quanto riguarda lo Zambia, i numeri parlano, come si diceva, di 200
casi
in diversi distretti del Paese, dove sono stati inviati medici. Non ci
sono notizie
di vittime, al contrario di quanto successo in Nigeria, dove un paio di
settimane
fa, nel Nord, veniva segnalata un’epidemia con 400 casi di infezione e
da 20 a
60 vittime, partita dalla capitale e poi diffusa in diverse regioni.
Sempre a
giugno, all’inizio del mese, anche la Repubblica Democratica del Congo
si è confrontata
con la malattia infettiva virale, (che ha interessato una decina di
villaggi nella regione Katanga), con 3.500 casi in due settimane: i
bambini morti
sarebbero 150. Qualche giorno dopo sono stati segnali 11 casi di
morbillo fra
bimbi da 0 a 5 anni anche nella provincia di Sankuru, nessuno
mortale; la diffusione
dell’infezione è stata attribuita alle difficoltà nel raggiungere i
bambini con
le campagne di vaccinazione contro il morbillo per gli spostamenti
delle popolazioni
e per le difficoltà di accesso in alcune zone.
Un nuovo traguardo. I casi mortali di morbillo sono più frequenti nei Paesi poveri, con una mortalità
compresa fra l’1 e il 5 per cento, ma che in condizioni di vita queli quelle nei
campi profughi e fra i bambini con malnutrizione può arrivare al 30 per cento:
mortale per tre bambini su dieci con l’infezione. Rimane dunque una delle principali
cause di morte fra i piccoli. Nel campo del morbillo, dopo aver raggiunto e superato,
come annunciato da Measles Initiative (partnership nata nel 2001 che unisce American Red Cross, U.S. Centers for Disease
Control and Prevention, Organizzazione mondiale della sanità, UN Foundation, Unicef)
all’inizio di quest’anno, l’obiettivo di ridurre del 50 per cento i casi mortali
fra il 1999 e il 2005 (tanto da essere arrivati a un 60 per cento in meno), è
ora all’orizzonte una nuova meta: arrivare entro il 2010, con campagne di vaccinazioni,
a una riduzione del 90 per cento della mortalità per la malattia, a confronto
con i dati del 2000. In questo quadro si collocano le inziative in Pakistan, che
in fasi successive fra marzo 2007 e marzo 2008, dovrebbero raggiungere con il
vaccino a oltre 62 milioni di bambini. Il Pakistan, insieme con l’India, l’Indonesia
e altre vaste regioni, rappresenta una zona importante per Measles Initiative
a fini del traguardo del 2010: si calcola infatti che ogni anno nel solo Pakistan
muoiano 21mila bambini per il morbillo e le complicazioni a esso collegate.Valeria Confalonieri